Cala il sipario su "Ciliegiolo d'Italia" circa 40 produttori da tutta la Penisola
Show cooking, degustazioni e laboratori hanno animato i 2 giorni a Narni (Tr) dedicati all'uva Ciliegiolo. All'azienda toscana Antonio Camillo è stato consegnato il premio in memoria del giornalista Dante Ciliani
Si è chiuso a Narni (Tr) con un buon riscontro di pubblico l'appuntamento “Ciliegiolo d'Italia”, evento alla seconda edizione dedicato ai vini da uva Ciliegiolo andato in scena nella suggestiva cornice dell'auditorium di San Domenico, perla architettonica della cittadina umbra. Una due giorni di assaggi, incontri, laboratori e cooking show che ha visto scendere in pista una quarantina di vignaioli provenienti da tutta la penisola, fornendo un bello spaccato sulla realtà attuale dei vini ottenuti da questo antico vitigno a bacca rossa diffuso principalmente nel Centro Italia.

Fra i momenti clou la consegna del premio “Ciliegiolo: un piccolo grande rosso, a briglia sciolta” alla memoria di Dante Ciliani, caporedattore della redazione ternana de Il Messaggero e presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, prematuramente scomparso lo scorso settembre: appassionato di vino, amico e grande sostenitore di quell’Associazione dei produttori del Ciliegiolo di Narni, per la quale ha fortemente voluto questo riconoscimento. Ad aggiudicarselo l'azienda Antonio Camillo di Manciano (Gr) con il vino “Il Principio 2015”, scelta dai giornalisti di settore nella degustazione alla cieca con protagonisti tutti i vini presenti.
Sold out i food show, che hanno visto alternarsi ai fornelli chef e prodotti in rappresentanza dell'eccellenza gastronomica umbra, e anche i laboratori di degustazione guidati: questi ultimi in particolare hanno fornito anche un interessante momento di confronto fra i produttori di Ciliegiolo, mettendo in risalto ancora una volta l'estrema versatilità di un'uva al tempo stesso fedele alle proprie caratteristiche varietali ed espressiva dei diversi terroirs in cui viene coltivata. Una peculiarità emersa anche negli assaggi comparati fra interpretazioni con passaggio in legno, più complesse e articolate, e versioni senza sosta in botte, giocate su freschezza e piacevolezza di beva: ad emergere in entrambi i casi la personalità del Ciliegiolo, con le tipiche note di ciliegia speziate sempre in bella evidenza.

«Questa seconda edizione è stata molto importante a livello numerico - ha commentato Leonardo Bussoletti, presidente dell'Associazione dei produttori del Ciliegiolo di Narni - sia per i giornalisti intervenuti, sia per le quasi 40 aziende coinvolte, proventi da Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Puglia. Ricordiamo anche i due seminari e le quattro degustazioni tematiche di approfondimento, guidate da altrettanti esperti del settore di livello nazionale. Il ringraziamento va a chi ha permesso che questo accadesse, Comune di Narni e Regione Umbria su tutti. L'arrivederci è all'anno prossimo con la terza edizione!».

Fra i momenti clou la consegna del premio “Ciliegiolo: un piccolo grande rosso, a briglia sciolta” alla memoria di Dante Ciliani, caporedattore della redazione ternana de Il Messaggero e presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, prematuramente scomparso lo scorso settembre: appassionato di vino, amico e grande sostenitore di quell’Associazione dei produttori del Ciliegiolo di Narni, per la quale ha fortemente voluto questo riconoscimento. Ad aggiudicarselo l'azienda Antonio Camillo di Manciano (Gr) con il vino “Il Principio 2015”, scelta dai giornalisti di settore nella degustazione alla cieca con protagonisti tutti i vini presenti.
Sold out i food show, che hanno visto alternarsi ai fornelli chef e prodotti in rappresentanza dell'eccellenza gastronomica umbra, e anche i laboratori di degustazione guidati: questi ultimi in particolare hanno fornito anche un interessante momento di confronto fra i produttori di Ciliegiolo, mettendo in risalto ancora una volta l'estrema versatilità di un'uva al tempo stesso fedele alle proprie caratteristiche varietali ed espressiva dei diversi terroirs in cui viene coltivata. Una peculiarità emersa anche negli assaggi comparati fra interpretazioni con passaggio in legno, più complesse e articolate, e versioni senza sosta in botte, giocate su freschezza e piacevolezza di beva: ad emergere in entrambi i casi la personalità del Ciliegiolo, con le tipiche note di ciliegia speziate sempre in bella evidenza.

«Questa seconda edizione è stata molto importante a livello numerico - ha commentato Leonardo Bussoletti, presidente dell'Associazione dei produttori del Ciliegiolo di Narni - sia per i giornalisti intervenuti, sia per le quasi 40 aziende coinvolte, proventi da Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Puglia. Ricordiamo anche i due seminari e le quattro degustazioni tematiche di approfondimento, guidate da altrettanti esperti del settore di livello nazionale. Il ringraziamento va a chi ha permesso che questo accadesse, Comune di Narni e Regione Umbria su tutti. L'arrivederci è all'anno prossimo con la terza edizione!».


