Vini Zorzettig e baccalà. Connubio perfetto per palati fini
Un viaggio sensoriale tra piatti diversi per texture e cotture, dal vapore alla frittura passando per riso e pasta, con la necessità di una gamma variegata di vini per tenere il passo con una materia prima così versatile
L’appuntamento fiorentino di Taste ormai si nutre di un cartellone esterno ricchissimo che ne dilata, di fatto, la durata dai 3 giorni di fiera in Stazione Leopolda agli 8 effettivi, grazie alla rete di locali cittadini riunita negli eventi FuoriDiTaste.
Occhi puntati, nel nostro caso, sulla inconsueta location della Casa di Cucina Da’ Pescatore (una chiesa anglicana sconsacrata) per una degustazione verticale di baccalà (Schooner il fornitore) in 5 portate abbinate ai vini friulani Zorzettig. Un viaggio sensoriale tra piatti diversi per texture e cotture, dal vapore alla frittura, passando per riso e pasta, con la necessità di una gamma variegata di vini per tenere il passo con una materia prima così versatile.

Esame superato a pieni voti grazie alla plasticità del catalogo Zorzettig, proposto nella nuova immagine che ridisegna tutta la produzione della linea “classica”. Un’etichetta che scorre da una bottiglia all’altra come un’onda di colore, sorta di pensiero “liquido” che fluisce sul foglio come il fluire della vita e del tempo. Nuovo anche il logo aziendale dove la Z di Zorzettig esce in rilievo, con un segno grafico nuovo e stilizzato, assieme alla G di Giuseppe, padre di Annalisa ed esempio imprescindibile di un passato che evolve nella continuità con la tradizione.
Staffetta che si affida nella prima frazione ad un centrato Pinot Bianco 2015, equilibrato e gustoso, perfettamente centrato sulla polentina di zola, baccalà e tartufo bianco di San Miniato. Altro bel connubio quello tra la passatina di cipolla e baccalà con nero di seppia ed il Friulano 2015, tipicamente ammandorlato come si conviene alla varietà.
Meno riuscito il dialogo fra la pur apprezzabile Ribolla Gialla 2015 ed il Riso alla puttanesca di baccalà con una vena acida complessiva un po’ sopra le righe. Molto buono il Sauvignon 2015, ampio e grintoso, a dominare la scena nel rapporto con il Pacchero alla crema d’uovo e baccalà mantecato. Spazio ad un rosso per il piatto forte (un sapido Baccalà in frittura) ben bilanciato dalla rotondità del Refosco dal Peduncolo Rosso 2014. La sorpresa della serata.
Occhi puntati, nel nostro caso, sulla inconsueta location della Casa di Cucina Da’ Pescatore (una chiesa anglicana sconsacrata) per una degustazione verticale di baccalà (Schooner il fornitore) in 5 portate abbinate ai vini friulani Zorzettig. Un viaggio sensoriale tra piatti diversi per texture e cotture, dal vapore alla frittura, passando per riso e pasta, con la necessità di una gamma variegata di vini per tenere il passo con una materia prima così versatile.

Esame superato a pieni voti grazie alla plasticità del catalogo Zorzettig, proposto nella nuova immagine che ridisegna tutta la produzione della linea “classica”. Un’etichetta che scorre da una bottiglia all’altra come un’onda di colore, sorta di pensiero “liquido” che fluisce sul foglio come il fluire della vita e del tempo. Nuovo anche il logo aziendale dove la Z di Zorzettig esce in rilievo, con un segno grafico nuovo e stilizzato, assieme alla G di Giuseppe, padre di Annalisa ed esempio imprescindibile di un passato che evolve nella continuità con la tradizione.
Staffetta che si affida nella prima frazione ad un centrato Pinot Bianco 2015, equilibrato e gustoso, perfettamente centrato sulla polentina di zola, baccalà e tartufo bianco di San Miniato. Altro bel connubio quello tra la passatina di cipolla e baccalà con nero di seppia ed il Friulano 2015, tipicamente ammandorlato come si conviene alla varietà.
Meno riuscito il dialogo fra la pur apprezzabile Ribolla Gialla 2015 ed il Riso alla puttanesca di baccalà con una vena acida complessiva un po’ sopra le righe. Molto buono il Sauvignon 2015, ampio e grintoso, a dominare la scena nel rapporto con il Pacchero alla crema d’uovo e baccalà mantecato. Spazio ad un rosso per il piatto forte (un sapido Baccalà in frittura) ben bilanciato dalla rotondità del Refosco dal Peduncolo Rosso 2014. La sorpresa della serata.


