Le eccellenze firmate Biondelli protagoniste dell’evento Be Italian
Come ogni anno in occasione di Vinitaly, la cantina Biondelli ha organizzato “Be Italian” la degustazione-evento, durante la quale sono stati presentati e assaggiati quattro vini rappresentativi dell'azienda
Vi sono degli appuntamenti che si ripropongono ogni anno con varie novità mantenendo al contempo la propria essenza originaria: è il caso dell’evento Be Italian che la cantina Biondelli organizza tradizionalmente durante il Vinitaly, e che anche quest’anno si è tenuto nel Padiglione Lombardia. Si tratta di un avvenimento fortemente voluto da Joska Biondelli: esso difatti costituisce un prezioso confronto con i professionisti del settore oltreché, ovviamente, una parentesi affettuosa per salutare amici sia storici che nuovi.

L’esordio del tasting è stato con un’anteprima coraggiosa: Joska aveva infatti deciso di portare per l’occasione quello che diventerà Biondelli Brut non millesimato base 2013 la cui sboccatura era stata effettuata soltanto quattro giorni prima e che sarà in commercio da luglio: il risultato ha mostrato l’evidente continuità stilistica con le interpretazioni precedenti e un riscontro molto positivo in considerazione della prospettiva futura. La vendemmia 2013 infatti è stata segnata da un marcato equilibrio unito ad una spiccata acidità che hanno permesso a Joska e all’enologo Cesare Ferrari di pensare concretamente ad un probabile Franciacorta millesimato.
Il secondo vino è stato Biondelli Brut non millesimato base 2012 che è attualmente sul mercato e che ha subito confermato la specularità con l’andamento vendemmiale: oltre ai tratti consueti delle etichette della cantina - allure dark di liquirizia e selva soprattutto nel retrogusto - in questo caso l’annata calda (fronteggiata con esito favorevole grazie soprattutto ad un lavoro millimetrico e tempestivo in vigna) ha portato in dote tocchi di confettura di albicocca che aggiungono all’insieme nitido e fresco delle tracce di delicata opulenza.

È stato poi il turno di Biondelli Satèn, anch’esso non millesimato base 2012: questa bottiglia ha rivelato il momento più fulgido della sua maturità, affiancando ad accenti di miele di acacia e meringa un solido coté agrumato di estrema raffinatezza. Da sottolineare che questo Satèn si distingue da sempre anche per un dosaggio piuttosto basso, circa 2 g/l: questo è un fatto non comune, perché nella stragrande maggioranza dei casi la tipologia Brut Satèn viene prodotta con dosaggi più alti, cosa che non avviene nella cantina Biondelli anche per favorire l’espressività più autentica e pura.
Il quarto ed ultimo vino è stato Biondelli Brut Millesimato “Première Dame” 2011, già presentato in anteprima lo scorso settembre a Milano durante l’Expo: un vino che Joska fa uscire esclusivamente nelle annate eccezionali e con un elevato livello di acidità, e che ha così battezzato anche per evitare l’equivoco che il termine italiano “primadonna” avrebbe potuto ingenerare in quanto non sempre utilizzato con un’accezione positiva.
“Première Dame”, a cui non vengono aggiunti né zucchero né liqueur, è concepito come incarnazione sia della meraviglia propria dei vini Millesimati sia come omaggio al vigneto Nave, cru di 3.5 ettari che regala uve che generano vini dalla speciale potenza e dalla forma che richiama nettamente quella di un’imbarcazione. L’insieme sensoriale conferisce un’idea di profonda complessità dalla quale emergono zagara, susina matura, mela cotogna, burro fuso e note iodate che poi si rinvengono nel sorso insieme ad una freschezza scalpitante e ad un profilo minerale sullo sfondo che confluisce in un finale di cioccolato bianco con cenni di amaretto e venature di arancia.
L’evento nella sua parte finale è stato contraddistinto da un dialogo molto interessante con i professionisti presenti, e il sentire generale scaturito dai vini ha mostrato ancora più fortemente rispetto al passato una radicata coerenza dell’espressività di tutta la gamma ed una cifra stilistica precisa improntata sulla freschezza e su una dicotomia “black and white”, nella quale la floreale eleganza è incorniciata da toni vegetali di brughiera (regalo della zona cosiddetta delle moreniche sottili) e apporti grintosi sublimati dal peculiarissimo sopracitato colpo di coda alla liquirizia.
L’intero evento si è profilato come una sorta di celebrazione della filosofia produttiva “Siamo viticoltori prima, e produttori di vino poi” che Joska Biondelli ha sempre affermato fin dalla nascita della cantina, nel 2010: sono stati i vini ancora una volta a parlare all’unisono il linguaggio delle diverse annate e dei cinque vigneti aziendali.
Biondelli
via Basso Castello 2 - 25046 Bornato di Cazzago San Martino (Bs)
Tel 030 7759896
www.biondelli.com
info@cantinebiondelli.com

L’esordio del tasting è stato con un’anteprima coraggiosa: Joska aveva infatti deciso di portare per l’occasione quello che diventerà Biondelli Brut non millesimato base 2013 la cui sboccatura era stata effettuata soltanto quattro giorni prima e che sarà in commercio da luglio: il risultato ha mostrato l’evidente continuità stilistica con le interpretazioni precedenti e un riscontro molto positivo in considerazione della prospettiva futura. La vendemmia 2013 infatti è stata segnata da un marcato equilibrio unito ad una spiccata acidità che hanno permesso a Joska e all’enologo Cesare Ferrari di pensare concretamente ad un probabile Franciacorta millesimato.
Il secondo vino è stato Biondelli Brut non millesimato base 2012 che è attualmente sul mercato e che ha subito confermato la specularità con l’andamento vendemmiale: oltre ai tratti consueti delle etichette della cantina - allure dark di liquirizia e selva soprattutto nel retrogusto - in questo caso l’annata calda (fronteggiata con esito favorevole grazie soprattutto ad un lavoro millimetrico e tempestivo in vigna) ha portato in dote tocchi di confettura di albicocca che aggiungono all’insieme nitido e fresco delle tracce di delicata opulenza.

È stato poi il turno di Biondelli Satèn, anch’esso non millesimato base 2012: questa bottiglia ha rivelato il momento più fulgido della sua maturità, affiancando ad accenti di miele di acacia e meringa un solido coté agrumato di estrema raffinatezza. Da sottolineare che questo Satèn si distingue da sempre anche per un dosaggio piuttosto basso, circa 2 g/l: questo è un fatto non comune, perché nella stragrande maggioranza dei casi la tipologia Brut Satèn viene prodotta con dosaggi più alti, cosa che non avviene nella cantina Biondelli anche per favorire l’espressività più autentica e pura.
Il quarto ed ultimo vino è stato Biondelli Brut Millesimato “Première Dame” 2011, già presentato in anteprima lo scorso settembre a Milano durante l’Expo: un vino che Joska fa uscire esclusivamente nelle annate eccezionali e con un elevato livello di acidità, e che ha così battezzato anche per evitare l’equivoco che il termine italiano “primadonna” avrebbe potuto ingenerare in quanto non sempre utilizzato con un’accezione positiva.

“Première Dame”, a cui non vengono aggiunti né zucchero né liqueur, è concepito come incarnazione sia della meraviglia propria dei vini Millesimati sia come omaggio al vigneto Nave, cru di 3.5 ettari che regala uve che generano vini dalla speciale potenza e dalla forma che richiama nettamente quella di un’imbarcazione. L’insieme sensoriale conferisce un’idea di profonda complessità dalla quale emergono zagara, susina matura, mela cotogna, burro fuso e note iodate che poi si rinvengono nel sorso insieme ad una freschezza scalpitante e ad un profilo minerale sullo sfondo che confluisce in un finale di cioccolato bianco con cenni di amaretto e venature di arancia.
L’evento nella sua parte finale è stato contraddistinto da un dialogo molto interessante con i professionisti presenti, e il sentire generale scaturito dai vini ha mostrato ancora più fortemente rispetto al passato una radicata coerenza dell’espressività di tutta la gamma ed una cifra stilistica precisa improntata sulla freschezza e su una dicotomia “black and white”, nella quale la floreale eleganza è incorniciata da toni vegetali di brughiera (regalo della zona cosiddetta delle moreniche sottili) e apporti grintosi sublimati dal peculiarissimo sopracitato colpo di coda alla liquirizia.
L’intero evento si è profilato come una sorta di celebrazione della filosofia produttiva “Siamo viticoltori prima, e produttori di vino poi” che Joska Biondelli ha sempre affermato fin dalla nascita della cantina, nel 2010: sono stati i vini ancora una volta a parlare all’unisono il linguaggio delle diverse annate e dei cinque vigneti aziendali.
Biondelli
via Basso Castello 2 - 25046 Bornato di Cazzago San Martino (Bs)
Tel 030 7759896
www.biondelli.com
info@cantinebiondelli.com

