Campania Stories, alla scoperta delle nuove annate dei vini della regione
Workshop, degustazioni guidate, visite alle aziende, ed eccellenze alimentari a contorno: tutto ciò a Benevento per Campania Stories, la rassegna che presenta le nuove annate dei vini campani al pubblico
In altre regioni italiane a spiccata vocazione vitivinicola, nei primi mesi dell'anno, organizzate dai pertinenti consorzi, si tengono le cosiddette anteprime, ovvero le nuove annate, talvolta non ancora in bottiglia definitiva, porte al competente assaggio della stampa specializzata estera e nazionale e sovente anche a coccolati buyers. In Campania, a fronte di latitanza di consorzi che sappiano adeguatamente svolgere il loro ruolo, valorosamente supplisce la Miriade & Partners che organizza il Campania Stories.

Grotta del Sole
Questa edizione 2016 si è svolta a Benevento, a suggellare affetto e aiuto al Sannio colpito dalla recente alluvione. Parlare di vini campani, si sa, è improprio. A farlo si privilegia un contorno da geografia politica, la Regione, mentre correttamente ha senso operare i distinguo a monte e pertanto saper parlare di Irpinia, di Sannio e poi, senza di queste due aree avere la stessa elevata statura, possiamo anche parlare di Alto Casertano, Campi Flegrei, Vesuvio, Penisola Sorrentina e Cilento. Non è un caso che le quattro Docg campane siano in Irpinia e nel Sannio. Aglianico del Taburno la Docg sannita, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi, le tre Docg irpine.
Gran parte dei meditati assaggi hanno rivelato una soddisfacente qualità dei vini. È palese, e fa piacere constatarlo, che il lavoro del vitivinicoltore comincia doverosamente nel vigneto, per poi proseguire, leggera la mano, tanta la sapienza, in cantina. Ci si astiene da resoconto degli appunti presi durante le degustazioni e a briglia sciolta, siamo a raccontare di chicche che ci sono particolarmente piaciute. Atteso che si voglia accompagnare la saporita pizza verace napoletana, in una delle sue poche versioni classiche, con vino e non con birra... eureka! Abbiamo trovato il vino adatto.
Un grande vino fatto da Salvatore Martusciello. Stiamo parlando di Ottouve. Ed in effetti otto arrivano ad essere le uve, sebbene le preponderanti, per un vino che si lascia riconoscere come ala nobile del Gragnano, siano l'aglianico e il piedirosso. Recenti le vicissitudini di Grotta del Sole, salto di vendemmia, e adesso, con passione, coraggio e valentìa, Salvatore Martusciello, competente di suo, rilancia vini a cui appone sua firma. Panorama tra i più belli, vista che spazia su tutto il Golfo di Napoli, siamo alle falde del Vesuvio, in quel di Boscotrecase (Na) presso l'azienda vitivinicola Sorrentino.

Sorrentino
A condurla, insieme con il fratello, l'enologa Benny Sorrentino. Molto ci è piaciuto il Lacryma Christi del Vesuvio selezione Vigna Lapillo. Un lieve contributo di falanghina (10%) e poi tutto Coda di Volpe, e così sia! Bel colore giallo paglierino, gradevolissimi i sentori minerali, piacevolmente morbido. Anela abbinamento con un sontuoso primo piatto della tradizione: spaghetti alle vongole ! Nella tenuta anche un piccolo, grazioso b&b.
Eccoci in Irpinia. Andiamo da Rosanna Petrozziello che, insieme con marito e cognato, conduce l'azienda vitivinicola I Favati. Evidente, utilissimo e portatore di grande valore nella bontà dei vini esitati, la consulenza del talentuoso enologo Vincenzo Mercurio. Abbiamo apprezzato tutti i vini posti in degustazione, ma qui diamo menzione a quello che più ci è piaciuto per piacevolezza di beva non disgiunta da spessore importante da grande bianco quale esso è: Greco di Tufo Docg Terrantica. Da sole uve Greco di Tufo, vuole abbraccio con la pezzogna non disdegnando, ovviamente, gli altri pesci del Tirreno. Accoglienza resa confortevole anche da un b&b che Rosanna ha aperto da poche settimane.

I Favati
Si resta in Irpinia e si va a Sorbo Serpico da I Feudi di San Gregorio. Qui la produzione di bottiglie, giusto a rendere l'idea, si misura a… milioni! Struttura molto bella. In essa il ristorante Marennà; in esso, in cucina, il grande chef stellato Paolo Barrale. Già Marennà vale il viaggio fin qui a Sorbo Serpico. Vini tutti ben fatti, corretti, sempre garbati e piacevoli al naso ed al palato. Si apprezza lo studio congiunto di tecnici del vigneto e della cantina con accorti esperti di marketing. Piccolo capolavoro è il Dubl.

I Feudi di San Gregorio
Il Dubl è un metodo classico fatto in Irpinia. Dei tre Dubl, da uve Greco, da uve Aglianico, da uve Falanghina, è il Dubl Rosato (ovviamente da uve Aglianico). Qui l'Aglianico smette i panni austeri e diviene gioioso e divertente. Piacevoli i frutti maturi, eccellenti (grande tecnica) l'eleganza e l'equilibrio. Ad eccezione di carni rosse e formaggi stagionati, lo vedo facondo compagno per tutto il pasto. Meritorio il lavoro svolto da Miriade & Partnes. Pausa, Vinitaly, altra pausa e poi già si lavora per l'edizione del 2017, dal 5 al 10 aprile.

Grotta del Sole
Questa edizione 2016 si è svolta a Benevento, a suggellare affetto e aiuto al Sannio colpito dalla recente alluvione. Parlare di vini campani, si sa, è improprio. A farlo si privilegia un contorno da geografia politica, la Regione, mentre correttamente ha senso operare i distinguo a monte e pertanto saper parlare di Irpinia, di Sannio e poi, senza di queste due aree avere la stessa elevata statura, possiamo anche parlare di Alto Casertano, Campi Flegrei, Vesuvio, Penisola Sorrentina e Cilento. Non è un caso che le quattro Docg campane siano in Irpinia e nel Sannio. Aglianico del Taburno la Docg sannita, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi, le tre Docg irpine.
Gran parte dei meditati assaggi hanno rivelato una soddisfacente qualità dei vini. È palese, e fa piacere constatarlo, che il lavoro del vitivinicoltore comincia doverosamente nel vigneto, per poi proseguire, leggera la mano, tanta la sapienza, in cantina. Ci si astiene da resoconto degli appunti presi durante le degustazioni e a briglia sciolta, siamo a raccontare di chicche che ci sono particolarmente piaciute. Atteso che si voglia accompagnare la saporita pizza verace napoletana, in una delle sue poche versioni classiche, con vino e non con birra... eureka! Abbiamo trovato il vino adatto.
Un grande vino fatto da Salvatore Martusciello. Stiamo parlando di Ottouve. Ed in effetti otto arrivano ad essere le uve, sebbene le preponderanti, per un vino che si lascia riconoscere come ala nobile del Gragnano, siano l'aglianico e il piedirosso. Recenti le vicissitudini di Grotta del Sole, salto di vendemmia, e adesso, con passione, coraggio e valentìa, Salvatore Martusciello, competente di suo, rilancia vini a cui appone sua firma. Panorama tra i più belli, vista che spazia su tutto il Golfo di Napoli, siamo alle falde del Vesuvio, in quel di Boscotrecase (Na) presso l'azienda vitivinicola Sorrentino.

Sorrentino
A condurla, insieme con il fratello, l'enologa Benny Sorrentino. Molto ci è piaciuto il Lacryma Christi del Vesuvio selezione Vigna Lapillo. Un lieve contributo di falanghina (10%) e poi tutto Coda di Volpe, e così sia! Bel colore giallo paglierino, gradevolissimi i sentori minerali, piacevolmente morbido. Anela abbinamento con un sontuoso primo piatto della tradizione: spaghetti alle vongole ! Nella tenuta anche un piccolo, grazioso b&b.
Eccoci in Irpinia. Andiamo da Rosanna Petrozziello che, insieme con marito e cognato, conduce l'azienda vitivinicola I Favati. Evidente, utilissimo e portatore di grande valore nella bontà dei vini esitati, la consulenza del talentuoso enologo Vincenzo Mercurio. Abbiamo apprezzato tutti i vini posti in degustazione, ma qui diamo menzione a quello che più ci è piaciuto per piacevolezza di beva non disgiunta da spessore importante da grande bianco quale esso è: Greco di Tufo Docg Terrantica. Da sole uve Greco di Tufo, vuole abbraccio con la pezzogna non disdegnando, ovviamente, gli altri pesci del Tirreno. Accoglienza resa confortevole anche da un b&b che Rosanna ha aperto da poche settimane.

I Favati
Si resta in Irpinia e si va a Sorbo Serpico da I Feudi di San Gregorio. Qui la produzione di bottiglie, giusto a rendere l'idea, si misura a… milioni! Struttura molto bella. In essa il ristorante Marennà; in esso, in cucina, il grande chef stellato Paolo Barrale. Già Marennà vale il viaggio fin qui a Sorbo Serpico. Vini tutti ben fatti, corretti, sempre garbati e piacevoli al naso ed al palato. Si apprezza lo studio congiunto di tecnici del vigneto e della cantina con accorti esperti di marketing. Piccolo capolavoro è il Dubl.

I Feudi di San Gregorio
Il Dubl è un metodo classico fatto in Irpinia. Dei tre Dubl, da uve Greco, da uve Aglianico, da uve Falanghina, è il Dubl Rosato (ovviamente da uve Aglianico). Qui l'Aglianico smette i panni austeri e diviene gioioso e divertente. Piacevoli i frutti maturi, eccellenti (grande tecnica) l'eleganza e l'equilibrio. Ad eccezione di carni rosse e formaggi stagionati, lo vedo facondo compagno per tutto il pasto. Meritorio il lavoro svolto da Miriade & Partnes. Pausa, Vinitaly, altra pausa e poi già si lavora per l'edizione del 2017, dal 5 al 10 aprile.


