Merano WineFestival... a mente fredda. Grande assente il San Leonardo 2010
Un catalogo, quello allestito da Helmuth Köcher per la 24ª edizione del Merano WineFestival, scandito da 24 Award Platinum, in cui mancava il San Leonardo 2010, dell’omonima tenuta trentina, di ineffabile eleganza
Serve davvero un briciolo di stacco spazio-temporale per dipanare la matassa di un’esperienza ricca di grandi vini come poche altre nello scorso anno. Un catalogo, quello allestito da Helmuth Köcher per la 24ª edizione del Merano WineFestival, scandito da 24 Award Platinum, ovvero etichette capaci di spuntare un rating di almeno 95 punti nella Official Selection operata dal suo ideatore.
Occhio di bue necessariamente puntato, dunque, su questa doppia dozzina di campioni individuata da The Wine Hunter come imperdibile. Toscana über alles quanto a regioni rappresentate con ben 10 dei 24 vini complessivi. Poco da obiettare di fronte alla solidità del pacchetto composto da Messorio 2012 Le Macchiole, Brunello di Montalcino Riserva 2009 Cupano, Duemani 2011 Duemani, Saffredi 2013 Fattoria Le Pupille, Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2010 Il Marroneto, Luce 2012 Luce della Vite, Ornellaia 2012 Ornellaia, Brunello di Montalcino 2010 Poggio di Sotto, I Sodi di San Niccolò 2011 Castellare di Castellina e Palazzi 2013 Tenuta di Trinoro.

Non avrebbero certamente sfigurato in questo raggruppamento di eccellenze, tra i vini degustati durante la manifestazione, il Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Bellavista 2011 Castello di Ama, di scintillante grandezza, il Paleo 2012 Le Macchiole (che ho addirittura anteposto al pur splendido Messorio), il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2010 Mastrojanni (il migliore della sua pur breve storia) e il Chianti Classico Riserva Il Poggio 2010 Castello di Monsanto, tutto tempra e carattere.
Piemonte in scia con 7 Nebbioli di irreprensibile fattura, quali Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Schiavenza 2011 Pira Luciano, Barolo Sorì Ginestra 2012 Conterno Fantino, Barolo Percristina 2007 Domenico Clerico, Barolo Bussia 2011 Parusso, Barolo Perno Vigna Cappella di Santo Stefano 2010 Rocche dei Manzoni, Barbaresco Martinenga 2011 Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy e Barolo Falletto 2011 Bruno Giacosa (quest’ultimo il mio preferito di stretta misura).
Medaglia di bronzo ex-aequo a Sicilia e Veneto con 2 nettari del calibro di Ben Ryè Passito di Pantelleria 2012 Donnafugata e Vecchio Samperi Ventennale Vino Liquoroso S.A. Marco de Bartoli da una parte ed Amarone della Valpolicella 2010 Ferragù ed Harlequin 2008 Zymè dall’altra. Chiudono con 1 Award Platinum a testa Abruzzo (Colline Pescaresi Clematis 2010 Cantina Zaccagnini), Alto Adige (Chardonnay Lowengang 2012 Alois Lageder, cui avrei affiancato il delizioso Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2012 Kellerei Tramin) e Lombardia (con il sontuoso Franciacorta Cuvèe Annamaria Clementi 2006 Ca’ del Bosco).
Cosa avrei ancora aggiunto a questa “top list”? L’aristocratico San Leonardo 2010, dell’omonima tenuta trentina, di ineffabile eleganza.
Occhio di bue necessariamente puntato, dunque, su questa doppia dozzina di campioni individuata da The Wine Hunter come imperdibile. Toscana über alles quanto a regioni rappresentate con ben 10 dei 24 vini complessivi. Poco da obiettare di fronte alla solidità del pacchetto composto da Messorio 2012 Le Macchiole, Brunello di Montalcino Riserva 2009 Cupano, Duemani 2011 Duemani, Saffredi 2013 Fattoria Le Pupille, Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2010 Il Marroneto, Luce 2012 Luce della Vite, Ornellaia 2012 Ornellaia, Brunello di Montalcino 2010 Poggio di Sotto, I Sodi di San Niccolò 2011 Castellare di Castellina e Palazzi 2013 Tenuta di Trinoro.

Non avrebbero certamente sfigurato in questo raggruppamento di eccellenze, tra i vini degustati durante la manifestazione, il Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Bellavista 2011 Castello di Ama, di scintillante grandezza, il Paleo 2012 Le Macchiole (che ho addirittura anteposto al pur splendido Messorio), il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2010 Mastrojanni (il migliore della sua pur breve storia) e il Chianti Classico Riserva Il Poggio 2010 Castello di Monsanto, tutto tempra e carattere.
Piemonte in scia con 7 Nebbioli di irreprensibile fattura, quali Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Schiavenza 2011 Pira Luciano, Barolo Sorì Ginestra 2012 Conterno Fantino, Barolo Percristina 2007 Domenico Clerico, Barolo Bussia 2011 Parusso, Barolo Perno Vigna Cappella di Santo Stefano 2010 Rocche dei Manzoni, Barbaresco Martinenga 2011 Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy e Barolo Falletto 2011 Bruno Giacosa (quest’ultimo il mio preferito di stretta misura).
Medaglia di bronzo ex-aequo a Sicilia e Veneto con 2 nettari del calibro di Ben Ryè Passito di Pantelleria 2012 Donnafugata e Vecchio Samperi Ventennale Vino Liquoroso S.A. Marco de Bartoli da una parte ed Amarone della Valpolicella 2010 Ferragù ed Harlequin 2008 Zymè dall’altra. Chiudono con 1 Award Platinum a testa Abruzzo (Colline Pescaresi Clematis 2010 Cantina Zaccagnini), Alto Adige (Chardonnay Lowengang 2012 Alois Lageder, cui avrei affiancato il delizioso Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2012 Kellerei Tramin) e Lombardia (con il sontuoso Franciacorta Cuvèe Annamaria Clementi 2006 Ca’ del Bosco).
Cosa avrei ancora aggiunto a questa “top list”? L’aristocratico San Leonardo 2010, dell’omonima tenuta trentina, di ineffabile eleganza.


