L’alta cucina di Sforza e Derflingher si sposa con i vermouth Cocchi
Dopo la presentazione della mostra “Fatto in Italia. Dal Medioevo al Made in Italy”, si è tenuto al Turin Palace Hotel il primo di una serie di concept dinner dedicati al vermouth di Torino firmato Cocchi
Una mostra di ricerca dedicata alle arti decorative del passato ed uno sguardo alle poetiche contemporanee, unita alla presentazione del Vermouth Riserva La Venaria Reale ed un concept dinner al Turin Palace Hotel per riscoprire la versatilità del vermouth, un prodotto di eccellenza del Piemonte che presto sarà tutelato dall’Igp (Indicazione geografica protetta).
La mostra “Fatto in Italia. Dal Medioevo al Made in Italy”, che sarà visitabile fino al 10 luglio presso la Sala delle Arti della Reggia di Venaria, inaugura il calendario 2016 e le iniziative dedicate alla primavera. Una mostra di ricerca, con diversi livelli di lettura, un approccio rispettoso a quelle che vengono a torto definite arti minori, sono le arti decorative del passato, le radici del made in Italy con uno sguardo al contemporaneo.

La mostra, come racconta Alessandra Guerrini, curatrice della mostra, «si richiama idealmente alle esposizioni universali del XIX secolo che presentavano quella che era definito artigianato artistico».
Mostra impegnativa che ha coinvolto molti studiosi in cui incontriamo esemplari eccezionali, ricchi di significati, oggetti curiosi con una storia da raccontare, oggetti gradevoli realizzati per la vita quotidiana, per essere usati, indossati, utilizzati in vario modo. Oggetti che sono andati in giro per il mondo, ambasciatori della produzione italiana nel mondo. Alcune opere sono delicate e fragili come le maioliche di Faenza dei maestri Fontana e Patanazzi, i coralli siciliani, gli avori medievali degli Embriachi, i tessuti in seta e velluto veneziani e genovesi, ricercate armature lombarde ed i bronzetti.
Molti i musei coinvolti dal Louvre al Kunsthistorisches Museum di Vienna al Victoria e Albert Museum di Londra, al Museo dei Tessuti e delle arti decorative di Lione, il Museo nazionale del Bargello. Nella sezione dedicata alle poetiche contemporanee curate da Barbara Brondi e Marco Rainò troviamo alcune opere realizzate secondo i criteri artigianali della serie limitata. La figura professionale del designer di oggi riassume alcuni dei tratti chiave che definivano la figura dell’antico maestro di bottega.
Come continuazione la presentazione di un progetto, un esempio di collaborazione tra pubblico e privato, un vermouth di tradizione sabauda prodotto per questa prima edizione in 1891 bottiglie, Vermouth Riserva La Venaria Reale creato da Giulio Cocchi di Cocconato d’Asti. Un vermouth particolare, ricco, balsamico con profumi intensi che racchiude una forte identità di territorio, grazie all’accurata selezione degli ingredienti botanici: erbe alpine tra cui l’Artemisia absinthium, la menta ed il rabarbaro che saranno a breve coltivate nel Potager Royal della Venaria. Riserva La Venaria Reale si potrà acquistare presso lo shop della Reggia.

Il Vermouth di Torino tradizionalmente associato al momento dell’aperitivo si è reinventato diventando il protagonista di un concept dinner al Turin Palace Hotel. Per l’occasione Stefano Sforza (nella foto, a destra), chef residente del ristorante Les Petites Madeleines, ed Enrico Derflingher (nella foto, a sinistra), chef di fama internazionale e presidente di Euro-Toques International e Italia, hanno ideato un menu a quattro mani. Una rivisitazione di ricette studiate per sposarsi con gli aromi dei diversi vermouth Cocchi.

Aperitivo con Cocchi Totocorde Alta Langa Docg Millesimato e Nocciole tonda gentile delle Langhe. Particolarmente apprezzato da ospiti esperti come lo scrittore e giornalista Gigi Padovani, a breve in uscita con un nuovo libro di ritratti degli chef stellati di tutto il mondo e il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini che di abbinamenti se ne intende eccome.
L’antipasto, “Baccalà, piselli e pompelmo”, è stato accompagnato dal “Cocktail 125” preparato da Martin Hudak ed Andrea d’Amelio, barmen dell’American bar del The Savoy di Londra, cocktail nato per il 125° anniversario del locale.

A seguire, il celebre “Risotto Regina Vittoria” di Derflingher con gambero rosso siciliano e tartufo nero profumato al Vermouth Dry Savoy. Un piatto che portò la Regina d’Inghilterra a chiedere a Derflingher come potesse ringraziarlo per tanta bontà. E fu in quell’occasione che lo chef chiese e ottenne di portarsi a casa la pentola in cui lo aveva cucinato.

Cambio di mani per il “Raviolo del plin in brodo di Vermouth di Torino con le sue spezie”, che Stefano Sforza ha centrato allo stesso tempo nella delicatezza e nella forza dei sapori.

Lo storico Vermouth di Torino ha dato quel tocco in più alla “Guancetta di vitello marinata con spezie esotiche, e polentina morbida di farina macinata a pietra e croccante di saraceno”. Si scioglieva in bocca per la cottura lenta e attenta che dura molte ore e scatenava sapori inediti anche per Derflingher. In tavola anche Cocchi Alta Langa Docg Pas Dosè 2008 e Stradivario Barbera d'Asti Docg superiore 2009 delle cantine Bava.

Curioso l’abbinamento con i formaggi, quattro tipologie scelte da Alberto Marcomini, giornalista e grande esperto. Una robiola a latte crudo di capra con l’Americano Cocchi; il taleggio a cucchiaio con lo storico Vermouth di Torino; il Piave Oro Dop con il Vermouth amaro dopo teatro ed il Castelmagno d’alpeggio con il Barolo chinato.

E come dimenticare il cioccolato! Guido Gobino, grande interprete del cioccolato artigianale, ambasciatore di Torino nel mondo, ha realizzato una esclusiva ganache in cui è stato ricostruito il profilo aromatico del Vermouth, ricoperta da un sottile strato di cioccolato extra bitter blend 63%, un leggero tocco di scorza di limone candita. Infine il dessert: tiramisù savoiardo al Vermouth Riserva la Venaria Reale, prodotto nuovo, ideato per celebrare i 125 anni dalla fondazione della Casa Giulio Cocchi.

Un’esperienza sensoriale davvero particolare, dove ai piatti sono stati abbinati i diversi Vermouth: dal Dry, allo Storico di Torino e, vera chicca, il Vermouth Dry Cocchi Savoy realizzato appositamente per lo storico indirizzo londinese.
Il percorso sensoriale alla scoperta di questo superbo prodotto, frutto dell’artigianalità piemontese, prosegue con altre tre cene nei mesi di aprile e maggio, sempre presso il Turin Palace Hotel che si candida ad esserne punto di riferimento.

Credito foto: Daniele Ratti
Cantine Giulio Cocchi
via Liprandi 21 – 14023 Cocconato (At)
Tel 0141 907083
www.cocchi.it
cocchi@cocchi.com
La mostra “Fatto in Italia. Dal Medioevo al Made in Italy”, che sarà visitabile fino al 10 luglio presso la Sala delle Arti della Reggia di Venaria, inaugura il calendario 2016 e le iniziative dedicate alla primavera. Una mostra di ricerca, con diversi livelli di lettura, un approccio rispettoso a quelle che vengono a torto definite arti minori, sono le arti decorative del passato, le radici del made in Italy con uno sguardo al contemporaneo.

La mostra, come racconta Alessandra Guerrini, curatrice della mostra, «si richiama idealmente alle esposizioni universali del XIX secolo che presentavano quella che era definito artigianato artistico».
Mostra impegnativa che ha coinvolto molti studiosi in cui incontriamo esemplari eccezionali, ricchi di significati, oggetti curiosi con una storia da raccontare, oggetti gradevoli realizzati per la vita quotidiana, per essere usati, indossati, utilizzati in vario modo. Oggetti che sono andati in giro per il mondo, ambasciatori della produzione italiana nel mondo. Alcune opere sono delicate e fragili come le maioliche di Faenza dei maestri Fontana e Patanazzi, i coralli siciliani, gli avori medievali degli Embriachi, i tessuti in seta e velluto veneziani e genovesi, ricercate armature lombarde ed i bronzetti.
Molti i musei coinvolti dal Louvre al Kunsthistorisches Museum di Vienna al Victoria e Albert Museum di Londra, al Museo dei Tessuti e delle arti decorative di Lione, il Museo nazionale del Bargello. Nella sezione dedicata alle poetiche contemporanee curate da Barbara Brondi e Marco Rainò troviamo alcune opere realizzate secondo i criteri artigianali della serie limitata. La figura professionale del designer di oggi riassume alcuni dei tratti chiave che definivano la figura dell’antico maestro di bottega.
Come continuazione la presentazione di un progetto, un esempio di collaborazione tra pubblico e privato, un vermouth di tradizione sabauda prodotto per questa prima edizione in 1891 bottiglie, Vermouth Riserva La Venaria Reale creato da Giulio Cocchi di Cocconato d’Asti. Un vermouth particolare, ricco, balsamico con profumi intensi che racchiude una forte identità di territorio, grazie all’accurata selezione degli ingredienti botanici: erbe alpine tra cui l’Artemisia absinthium, la menta ed il rabarbaro che saranno a breve coltivate nel Potager Royal della Venaria. Riserva La Venaria Reale si potrà acquistare presso lo shop della Reggia.

Il Vermouth di Torino tradizionalmente associato al momento dell’aperitivo si è reinventato diventando il protagonista di un concept dinner al Turin Palace Hotel. Per l’occasione Stefano Sforza (nella foto, a destra), chef residente del ristorante Les Petites Madeleines, ed Enrico Derflingher (nella foto, a sinistra), chef di fama internazionale e presidente di Euro-Toques International e Italia, hanno ideato un menu a quattro mani. Una rivisitazione di ricette studiate per sposarsi con gli aromi dei diversi vermouth Cocchi.

Aperitivo con Cocchi Totocorde Alta Langa Docg Millesimato e Nocciole tonda gentile delle Langhe. Particolarmente apprezzato da ospiti esperti come lo scrittore e giornalista Gigi Padovani, a breve in uscita con un nuovo libro di ritratti degli chef stellati di tutto il mondo e il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini che di abbinamenti se ne intende eccome.
L’antipasto, “Baccalà, piselli e pompelmo”, è stato accompagnato dal “Cocktail 125” preparato da Martin Hudak ed Andrea d’Amelio, barmen dell’American bar del The Savoy di Londra, cocktail nato per il 125° anniversario del locale.

A seguire, il celebre “Risotto Regina Vittoria” di Derflingher con gambero rosso siciliano e tartufo nero profumato al Vermouth Dry Savoy. Un piatto che portò la Regina d’Inghilterra a chiedere a Derflingher come potesse ringraziarlo per tanta bontà. E fu in quell’occasione che lo chef chiese e ottenne di portarsi a casa la pentola in cui lo aveva cucinato.

Cambio di mani per il “Raviolo del plin in brodo di Vermouth di Torino con le sue spezie”, che Stefano Sforza ha centrato allo stesso tempo nella delicatezza e nella forza dei sapori.

Lo storico Vermouth di Torino ha dato quel tocco in più alla “Guancetta di vitello marinata con spezie esotiche, e polentina morbida di farina macinata a pietra e croccante di saraceno”. Si scioglieva in bocca per la cottura lenta e attenta che dura molte ore e scatenava sapori inediti anche per Derflingher. In tavola anche Cocchi Alta Langa Docg Pas Dosè 2008 e Stradivario Barbera d'Asti Docg superiore 2009 delle cantine Bava.

Curioso l’abbinamento con i formaggi, quattro tipologie scelte da Alberto Marcomini, giornalista e grande esperto. Una robiola a latte crudo di capra con l’Americano Cocchi; il taleggio a cucchiaio con lo storico Vermouth di Torino; il Piave Oro Dop con il Vermouth amaro dopo teatro ed il Castelmagno d’alpeggio con il Barolo chinato.

E come dimenticare il cioccolato! Guido Gobino, grande interprete del cioccolato artigianale, ambasciatore di Torino nel mondo, ha realizzato una esclusiva ganache in cui è stato ricostruito il profilo aromatico del Vermouth, ricoperta da un sottile strato di cioccolato extra bitter blend 63%, un leggero tocco di scorza di limone candita. Infine il dessert: tiramisù savoiardo al Vermouth Riserva la Venaria Reale, prodotto nuovo, ideato per celebrare i 125 anni dalla fondazione della Casa Giulio Cocchi.

Un’esperienza sensoriale davvero particolare, dove ai piatti sono stati abbinati i diversi Vermouth: dal Dry, allo Storico di Torino e, vera chicca, il Vermouth Dry Cocchi Savoy realizzato appositamente per lo storico indirizzo londinese.
Il percorso sensoriale alla scoperta di questo superbo prodotto, frutto dell’artigianalità piemontese, prosegue con altre tre cene nei mesi di aprile e maggio, sempre presso il Turin Palace Hotel che si candida ad esserne punto di riferimento.

Credito foto: Daniele Ratti
Cantine Giulio Cocchi
via Liprandi 21 – 14023 Cocconato (At)
Tel 0141 907083
www.cocchi.it
cocchi@cocchi.com


