Tendenza classica quella dei bilanci di fine anno, a cui anche chi scrive non riesce a sottrarsi. È curioso come le esperienze gastronomiche più significative si siano raggruppate nell’ultima parte del 2015. Ma quello appena chiuso non è stato un anno qualsiasi, con l’Expo a dettare l’agenda dei celebrity-chef al punto da condizionarne anche i “seguaci”, costretti ancor più del consueto a tener conto delle loro traiettorie esterne.

Dunque più spazio del solito ai secondi (intendendo i cuochi veramente residenti, non quelli tutti voli e conferenze) e grande spazio ai secondi anche nel senso delle portate, preferendo, per quanto mi riguarda, tornare a dare importanza al piatto principale (e ad un vino principale) piuttosto che abbandonarsi ad estenuanti percorsi degustativi da maratoneti della tavola (e del bicchiere).



La visita al Seta (ristorante gourmet del Mandarin Oriental Hotel, Milan) si è svolta in uno dei rari giorni di assenza di Antonio Guida dal momento dell’insediamento. Antonio mi incoraggia ugualmente, avendo piena fiducia nello staff di cucina e di sala, affidandomi alle mani del fido Federico dell’Omarino, sous chef di consolidato affiatamento in tutte le esperienze precedenti (compresa la più lunga e recente al Pellicano). D’altro canto la curiosità di provare il primo menu autunnale firmato da Antonio, stretto da anni nella stagionalità primaverile ed estiva della più bella struttura alberghiera dell’Argentario, era troppo forte.

Risultato? Un’esperienza memorabile, fatta zigzagando nella carta (anzi, nelle carte) e culminata (vedi il destino) nel secondo piatto più buono dell’anno cucinato (guarda caso) dal sous-chef più affidabile dell’anno. Parlo del Germano al lime con pompelmo, crumble alle mandorle e scalogno brasato. Già un “piccolo classico” al Seta (al punto da fare da perno al menu servito per la successiva Cena di Capodanno), capace di mettere d’accordo cacciatori militanti e signore tacco 12.

Da una carta dei vini “in progress” ma già molto ricca, pescate (finché ce n’è) il Brunello di Montalcino 2010 de Le Potazzine, disponibile anche al bicchiere o in bottiglia dal formato Magnum. Sangiovese di rara agilità, flessuosità ed allungo. L’Abbinamento con la A maiuscola.