Luisa Silvestrini di Colline di Sopra new entry fra Le Donne del Vino
Dopo avere frequentato per anni la parte settentrionale della Maremma, Luisa Silvestrini ha deciso di lasciare il lavoro da architetto e creare una sua cantina Colline di Sopra. Oggi è socia de Le Donne del vino
L’assemblea de Le Donne del vino, che si è svolta nei primi giorni di febbraio, oltre a celebrare la recente nomina di Donatella Cinelli Colombini come presidente nazionale, ha visto l’ingresso di Luisa Silvestrini (nella foto) tra le file di questa associazione, che ha fra gli scopi più importanti quello di garantire alle socie aderenti una formazione costante e quello di rivolgere un gesto concreto a favore di chi si trova in difficoltà.
La nuova entrata, già presidente del Consorzio di Montescudaio, è la titolare dell’azienda agricola Colline di Sopra, anzi è qualcosa in più perché a lei si deve l’esistenza stessa della cantina. Luisa, infatti, non nasce da una famiglia di produttori e non ha nemmeno i natali in questo lembo meraviglioso di Toscana, nella parte settentrionale della Maremma, dove le colline sinuose sono fitte di boschi e piante aromatiche e il loro profumo si mischia con quello della salsedine che arriva dal mare, distante solo pochi chilometri.
Una regione che Luisa ha amato e frequentato per lungo tempo, insieme al marito Paolo e al figlio Marco, fino a che questo sentimento è diventato così prepotente da farle prendere una decisione importante e radicale, lasciare la professione di architetto e la città di Pavia dove la famiglia risiedeva, per unire il suo destino con quello di una manciata di ettari di terreno, 2 dei quali coltivati a ulivi, ma rimaneva spazio per provare a coltivare un sogno che era quello di impiantare la vite e provare a produrre il vino, che qui appartiene alla Doc di Montescudaio, istituita nel 1977, più antica della vicina e famosa Doc Bolgheri.
Ma Silvestrini è donna sognatrice e passionale ma anche concreta, così non ha lasciato nulla al caso; dopo aver fatto fare studi agronomici e ampelografici, ha progettato personalmente la cantina, mentre per impiantare le nuove viti si è affiancata a due professionisti, l’agronomo Mauro Carrara e l’enologo Giovanni Bailo.

Per rendere giustizia a questa natura che ha messo in gioco un ecosistema, un terreno e un clima di inestimabile valore, tutto il progetto è stato da subito orientato alla coltura biologica e i metodi di produzione e le costruzioni sono state di impatto ambientale zero. Così dopo due anni è arrivata la più bella risposta che si potesse desiderare; la prima produzione di vini esprimeva già un proprio carattere, dimostrando che la strada seguita era quella giusta, l’azienda Colline di Sopra aveva iniziato il suo futuro.
Oggi Luisa è affiancata dal figlio Marco e il marito si divide tra Montescudaio e Milano, dove fa il medico, oltre ad una bella squadra di collaboratori e il catalogo dei vini è questo: “Tredici” un moscato bianco secco, “Sopra” da uve Sangiovese, i 3 Igt Toscana Rosso: “Ramanto” da Cabernet Franc e Petit Verdot, “Larà” da Merlot e Syrah, “Eola” da Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah ed infine “Lùis” un interessante passito da uve Moscato, Igt Toscana Moscato Bianco Passito.
Colline di Sopra
via delle Colline 17 - Montescudaio (Pi)
Tel 0586 650377 - 334 7180758
www.collinedisopra.com
info@collinedisopra.com

La nuova entrata, già presidente del Consorzio di Montescudaio, è la titolare dell’azienda agricola Colline di Sopra, anzi è qualcosa in più perché a lei si deve l’esistenza stessa della cantina. Luisa, infatti, non nasce da una famiglia di produttori e non ha nemmeno i natali in questo lembo meraviglioso di Toscana, nella parte settentrionale della Maremma, dove le colline sinuose sono fitte di boschi e piante aromatiche e il loro profumo si mischia con quello della salsedine che arriva dal mare, distante solo pochi chilometri.
Una regione che Luisa ha amato e frequentato per lungo tempo, insieme al marito Paolo e al figlio Marco, fino a che questo sentimento è diventato così prepotente da farle prendere una decisione importante e radicale, lasciare la professione di architetto e la città di Pavia dove la famiglia risiedeva, per unire il suo destino con quello di una manciata di ettari di terreno, 2 dei quali coltivati a ulivi, ma rimaneva spazio per provare a coltivare un sogno che era quello di impiantare la vite e provare a produrre il vino, che qui appartiene alla Doc di Montescudaio, istituita nel 1977, più antica della vicina e famosa Doc Bolgheri.
Ma Silvestrini è donna sognatrice e passionale ma anche concreta, così non ha lasciato nulla al caso; dopo aver fatto fare studi agronomici e ampelografici, ha progettato personalmente la cantina, mentre per impiantare le nuove viti si è affiancata a due professionisti, l’agronomo Mauro Carrara e l’enologo Giovanni Bailo.

Per rendere giustizia a questa natura che ha messo in gioco un ecosistema, un terreno e un clima di inestimabile valore, tutto il progetto è stato da subito orientato alla coltura biologica e i metodi di produzione e le costruzioni sono state di impatto ambientale zero. Così dopo due anni è arrivata la più bella risposta che si potesse desiderare; la prima produzione di vini esprimeva già un proprio carattere, dimostrando che la strada seguita era quella giusta, l’azienda Colline di Sopra aveva iniziato il suo futuro.
Oggi Luisa è affiancata dal figlio Marco e il marito si divide tra Montescudaio e Milano, dove fa il medico, oltre ad una bella squadra di collaboratori e il catalogo dei vini è questo: “Tredici” un moscato bianco secco, “Sopra” da uve Sangiovese, i 3 Igt Toscana Rosso: “Ramanto” da Cabernet Franc e Petit Verdot, “Larà” da Merlot e Syrah, “Eola” da Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah ed infine “Lùis” un interessante passito da uve Moscato, Igt Toscana Moscato Bianco Passito.
Colline di Sopra
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