Récoltant e Négociant a confronto. Nicola Bonera li racconta
Nicola Bonera ha raccontato sei diversi tipi di champagne appartenenti alla famiglia Récoltant e Négociant, tra differenze e alcuni tratti in comune. Agli aspiranti sommelier ha detto: «Bevete con curiosità»
Sei champagne sotto le feste da studiare, assaporare, analizzare e comparare. E’ stato questo il tema della serata di degustazione organizzata dall’Associazione italiana sommelier - delegazione di Bergamo presso il ristorante Villa Patrizia di Sorisole (Bg). Nel calice sono stati versati tre Récoltant (elaborati e commercializzati da produttori che utilizzano solo uve dei vigneti di proprietà) e tre Négociant (prodotti da entità che acquistano uve o vini da terzi, li uniscono o meno ai propri, quindi li elaborano e commercializzano da sé). A raccontarli Nicola Bonera, già miglior sommelier d’Italia 2010. Per i Récoltant sono stati scelti: David Leclapart - L’artiste Blanc de blancs 1er Cru Extra Brut; Ulysse Collin - Les Pierriéres Blanc de Blancs; Egly-Ouriet - Les Crayéres Grand Cru Blanc de Noirs Vieilles Vignes. Per i Négotiant invece: Philipponnat - Clos des Goisses 2006; Bollinger - La Grande Année 2005; Piper-Heidsieck - Cuvée Rare 2002.

Al tavolo una trentina di commensali tra soci Ais Bergamo, ma anche membri di altre delegazioni perché sono arrivati degustatori da Lecco e Brescia. «Sono sei champagne importantissimi - ha spiegato a margine della degustazione Bonera - che danno vita ad una sfida interessante. I Réclotant che hanno quelle quattro vigne a titolo personale e tradizionalmente lavorano con l’eccellenze di ciò che hanno a disposizione. I Négociant da sempre hanno un potere commerciale enorme, acquistano solo il meglio, hanno strutture importanti grazie ad investimenti massicci e pescano sempre l’uva migliore».


La vera differenza invece risiede nello stile delle due “fazioni” presentate: «Abbiamo potuto notare - ha osservato Bonera - come i Négotiant abbiano un corpo importante, ma elegante mentre i Récoltant hanno anch’essi un corpo significativo, ma forse debordante. Credo che sia qui la diversità e si nota subito».
Tra i degustatori, alcuni sono in procinto di sostenere gli esami per diventare sommelier e hanno potuto così sfruttare una lussuosa lezione “bonus” in vista della prova finale: «Gli allievi di stasera - ha detto sorridendo Bonera - sono passati dalle scuole media all’Università del vino trovandosi a degustare prodotti che sono lontani da quelli canonici. Che consiglio mi sento di dargli? Di bere sempre con curiosità per costruirsi un parere personale senza mettersi nelle mani di “chiacchieroni”. Inoltre, l’obiettivo finale è sempre quello di capire cosa si beve, ma soprattutto di essere in grado di raccontarlo e spiegarlo a chi non lo sa».

I sei champagne sono stati accompagnati da piatti preparati da Antonio Lecchi, patron del ristorante e storico sommelier. Il menu prevedeva: Calamaretti appena saltati su spuma verde e pane nero; Risotto Carnaroli con mazzancolle, profumo d’arancia e zenzero; Salmone cotto sott’olio all’aneto, crema di sedano rapa e cialda di amaranto; Semifreddo al torrone su zabaione pas dosè.

Soddisfatta Roberta Agnelli, delegata della sezione Ais Bergamo: «Volevamo fare formazione come in tutte queste degustazioni - ha spiegato - ma abbiamo scelto lo champagne per dare anche un tocco natalizio alla serata visto il periodo. D’altronde lo champagne è sempre amato da tutti e crea clima di festa»

Al tavolo una trentina di commensali tra soci Ais Bergamo, ma anche membri di altre delegazioni perché sono arrivati degustatori da Lecco e Brescia. «Sono sei champagne importantissimi - ha spiegato a margine della degustazione Bonera - che danno vita ad una sfida interessante. I Réclotant che hanno quelle quattro vigne a titolo personale e tradizionalmente lavorano con l’eccellenze di ciò che hanno a disposizione. I Négociant da sempre hanno un potere commerciale enorme, acquistano solo il meglio, hanno strutture importanti grazie ad investimenti massicci e pescano sempre l’uva migliore».

Nicola Bonera
Qualcosa che accomuna questi sei champagne, nonostante la differenza sostanziale, c’è: «Sono tutti di altissima gamma - ha spiegato Bonera - che hanno prezzi importanti e hanno ottenuto riconoscimenti di spessore a livello internazionale. Ciò che li accomuna più di ogni altra cosa è la capacità dei produttori di sapere fare champagne. I tre Récoltant seguono tutti la stessa filosofia appresa da Jacques Selosse usando dunque il legno nella vinificazione, curando come un giardino la vigna e mettendo in atto la viticoltura biodinamica. I Négociant invece sono le grandi case, quelle che hanno un mercato mondiale e una maturità dell’uva più importante. Tra questi c’è un “millesimo” che dovrebbe dare risalto maggiore ed è il 2002».
La vera differenza invece risiede nello stile delle due “fazioni” presentate: «Abbiamo potuto notare - ha osservato Bonera - come i Négotiant abbiano un corpo importante, ma elegante mentre i Récoltant hanno anch’essi un corpo significativo, ma forse debordante. Credo che sia qui la diversità e si nota subito».
Tra i degustatori, alcuni sono in procinto di sostenere gli esami per diventare sommelier e hanno potuto così sfruttare una lussuosa lezione “bonus” in vista della prova finale: «Gli allievi di stasera - ha detto sorridendo Bonera - sono passati dalle scuole media all’Università del vino trovandosi a degustare prodotti che sono lontani da quelli canonici. Che consiglio mi sento di dargli? Di bere sempre con curiosità per costruirsi un parere personale senza mettersi nelle mani di “chiacchieroni”. Inoltre, l’obiettivo finale è sempre quello di capire cosa si beve, ma soprattutto di essere in grado di raccontarlo e spiegarlo a chi non lo sa».

I sei champagne sono stati accompagnati da piatti preparati da Antonio Lecchi, patron del ristorante e storico sommelier. Il menu prevedeva: Calamaretti appena saltati su spuma verde e pane nero; Risotto Carnaroli con mazzancolle, profumo d’arancia e zenzero; Salmone cotto sott’olio all’aneto, crema di sedano rapa e cialda di amaranto; Semifreddo al torrone su zabaione pas dosè.

Roberta Agnelli (foto: L'Eco di Bergamo)
Soddisfatta Roberta Agnelli, delegata della sezione Ais Bergamo: «Volevamo fare formazione come in tutte queste degustazioni - ha spiegato - ma abbiamo scelto lo champagne per dare anche un tocco natalizio alla serata visto il periodo. D’altronde lo champagne è sempre amato da tutti e crea clima di festa»


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