In Venegazzù di Volpago del Montello, alle pendici della riviera omonima, nel cuore dell’Alta Marca Trevigiana (a nord di Venezia), si estendono i 60 ettari dei vigneti dell’Azienda agricola Conte Loredan Gasparini. Zona storicamente vocata alla produzione di vini di pregio, tanto che nel lontano 1590 lo storico Bonifacio ne tesseva le lodi nella sua “Historia Trevigiana”, sostenendo che «ha il contado di Trevigi boschi utili per molte legne e per la caccia... I terreni producono [...] vini buonissimi ed il migliore è quello della riviera del Montello». Consta di terreni argillosi ricchissimi di ferro e componenti minerali.

Lorenzo Palla - Nell’Asolo Prosecco Docg Cuvée Indigene  i sentori primari del vitigno d’origine
Lorenzo Palla

Fondata negli anni ‘50 dal Conte Piero Loredan, diretto discendente del Doge di Venezia Leonardo Loredan (il quale scelse il territorio di “Vignigazzu” per stabilirvi la propria dimora in una splendida villa palladiana), l’azienda passò nel 1973 all’attuale titolare Giancarlo Palla. Sin dagli inizi il fondatore fece mettere a dimora nei tenimenti aziendali i vigneti di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec per produrre vini di elevato pregio qualitativo, adottando quale filosofia produttiva (rimasta un punto fermo dell’azienda) il rispetto e la profonda valorizzazione del legame vitigno/territorio.

«Siamo stati i primi a portare in Italia il taglio bordolese di Cabernet/Merlot, per iniziare negli anni ‘60 a produrre Prosecco Docg di cui oggi esportiamo il 60%». Così ci racconta Lorenzo Palla, seconda generazione della famiglia trevigiana. «Non sono un integralista del Prosecco, ma un aperto democratico. Il Prosecco è un vino che piace perché ha diverse espressioni e diverse territorialità, dal Prosecco Doc, con una bella piacevolezza, al Docg che nasce in collina e ha caratteristiche, a mio avviso, più pregiate ma non per questo esclusive».

Voi producete in una zona storica da generazioni. Come si bilancia la tradizione e la salvaguardia delle caratteristiche con l’innovazione, ovvero adeguarsi ai mutamenti del gusto e della domanda?
Il proprio carattere va mantenuto, a costo di apparire quasi intransigenti. Ma la ricerca scientifico-enologica va avanti e gli sviluppi ci sono, pertanto le nuove tecniche ci consentono di lavorare a nuove selezioni. Con i lieviti, ad esempio, abbiamo potuto mantenere il legame con il territorio sia dal punto di vista enologico che della possibilità di innovare.

Nell’Asolo Prosecco Docg Cuvée Indigene  i sentori primari del vitigno d’origine

La nuova Cuvée Indigena cosa rappresenta di nuovo?
Abbiamo utilizzato un laboratorio molto avanzato ci ha permesso di arrivare a questa selezione, sviluppando qualcosa che c’era ma forse non trovavamo autonomamente. Il progetto è partito in modo quasi casuale, esaminando le fermentazioni spontanee e portando in laboratorio i lieviti che restavano a fondo vasca. Questo lavoro di analisi, comprensione e scoperta ci ha aiutati a capirne le potenzialità. Da qui, il lavoro in vigna campionando le uve rispondendoti a quelle caratteristiche dei lieviti per selezionarle.

Tanta voglia di innovare dunque?
Senza dubbio di utilizzare le possibilità scientifiche e portare progresso e novità, sempre nella consapevolezza di mantenere la tradizione.

Lorenzo, mi dica un motivo per assaggiare questa nuova Cuvée.
Al naso e alla bocca esprime una piacevolezza particolare che nel Prosecco di solito non notavamo appieno. Assaggiando vini Prosecco della zona abbiamo capito cosa potevamo portare in più. Ed è tutto nella “Indigene”.

È anche questione di morfologia o solo di cultura enologica?
L’ambiente è importante, un patrimonio biologico che va preservato e a partire da lì, dalla campagna, lavorando in un certo modo si fanno queste selezioni.

Che riscontri state avendo su questa Cuvée?
Lo stiamo facendo assaggiare e i riscontri sono positivi, è un prodotto non abituale, con un carattere diverso e tutto da scoprire.

Qual è la caratteristica che lo rende non abituale?
Potrebbe sembrare meno tipico, ma così non è, paradossalmente è il più tipico, con grande carattere.

Il Prosecco è la bollicina più famosa nel mondo. Cosa non va mai perso di vista?
Il legame con il territorio, la tipologia, le zone di produzione votate. Il prodotto deve mantenere il più possibile l’espressione tipica, freschezza e tipicità di beva.

Nell’Asolo Prosecco Docg Cuvée Indigene  i sentori primari del vitigno d’origine

CUVÉE INDIGENE
“Cuvée Indigene” nasce dalla selezione dalle migliori uve della “Vigna Monti”, appezzamento del 1975 situato sulla collina del Montello (50 km a nord di Venezia), nella zona storica del Prosecco Superiore. Oltre alla particolarità delle uve, che provengono da vecchie viti di Prosecco, il tratto caratteristico di questa Cuve´e sta anche nel metodo spontaneo di fermentazione. Infatti il mosto, subito dopo una pigiatura soffice, viene messo in autoclave a bassissima temperatura. In questo modo parte una fermentazione molto lenta, utilizzando solo i lieviti indigeni e senza aggiunta di zuccheri. La lenta fermentazione a bassa temperatura dura oltre 10 mesi e crea un perlage estremamente fine ed elegante, che dona a questo spumante una cremosità straordinaria, che unita alla naturale complessità dell’Asolo Prosecco evidenzia un carattere unico e inconfondibile rispetto ad altre tipologie. Questo spumante, realizzato dalla fermentazione diretta del mosto e con lieviti indigeni, permette di ritrovare i veri sentori primari del vitigno d’origine.


Azienda agricola Conte Loredan Gasparini
via Martignago Alto 23 - 31040 Volpago del Montello (Tv)
Tel 0423 870024
www.loredangasparini.it
info@loredangasparini.it