I vini Orcia Doc di Marco Capitoni in abbinamento ai pecorini toscani
Vini rossi robusti e strutturati, ma eleganti e profumati, quelli di Marco Capitoni, che si accompagnano bene con i piatti della tradizione, come è successo per i pecorini toscani del caseificio Il Cacio di Ernello
Marco Capitoni, appassionato vitivinicoltore di Pienza (Si) ha presentato a Roma, al Lifestyle Hotel, i suoi vini Orcia Doc in abbinamento ai pecorini toscani del caseificio Il Cacio di Ernello. Dai cinque ettari vitati del suo Podere Sedime di Pienza, frutto del recupero di vecchie vigne e di nuovi impianti, nascono le etichette Capitoni e Frasi e solo recentemente Troccolone, vinificato in anfore di terracotta e prodotto in edizione limitata.
Le interpretazioni del Sangiovese, il vitigno principe del territorio, sono limitate a queste tre etichette che rappresentano un’interessante realtà vitivinicola della Val d’Orcia ma che soprattutto esprimono la determinazione del produttore di fare vini di grande personalità e identitari del territorio. È un traguardo ambizioso, ottenuto attraverso operazioni colturali difficili e spesso antieconomiche come quelle di non usare diserbi chimici o di eliminare i grappoli in eccesso.

«Il vino - sostiene Marco Capitoni - si fa in vigna e quello che produciamo deve essere buono e sano per soddisfare chi cerca il vero valore delle cose. I nostri vini nascono da una viticoltura fatta di saperi antichi uniti a conoscenze nuove, di manualità e di attenzione nel cogliere quei messaggi che proprio le piante con i loro comportamenti esprimono».
L’area vitata si trova al centro del Podere Sedime, 50 ettari coltivati a cereali e a olivo nella bellissima terra patrimonio Unesco, ma l’attenzione del titolare e della moglie Antonella si concentra più che alle altre attività agricole soprattutto al vigneto. L’esigenza di valorizzare le uve di singole porzioni con vinificazioni separate ha portato alla nascita dell’ultimo nato, Troccolone, custodito in giare di terracotta dell’Impruneta.
Da 5 ettolitri, sono fatte a mano con l'antica tecnica “a colombino”, cioè la superficie a contatto con il vino non è smaltata o vetrificata ma lasciata al naturale. Scelte dopo varie sperimentazioni, le giare permettono la fermentazione e l'evoluzione del vino, esaltandone le caratteristiche originarie e gli aromi varietali. Dopo sei mesi si passa all’affinamento in bottiglia. Quest' ultima etichetta, Troccolone, è stata particolarmente apprezzata all’incontro romano in abbinamento ai pecorini del caseificio del Cacio di Ernello, di diversa stagionatura e alla tipologia di quello affinato con foglie di noci.

Del Capitoni, (Sangiovese 80-Merlot 20) all’incontro romano è stata degustata l’annata 2012 mentre del Frasi (sempre Sangiovese, con una piccola quota di Canaiolo e Colorino) si è svolta una vera e propria verticale con le annate 2005-2006-2007-2008-2010.2012. La Doc Orcia, istituita nel 2000, valorizza la produzione di un territorio vocato proprio tra le terre di Montepulciano e di Montalcino.
«Il vino - sostiene il produttore - rende riconoscibile il tuo lavoro perché lo si fa dall'inizio alla fine, non lo si cede a metà dell'opera come il grano». Il rispetto delle uve lo porta nel 2005 alla decisione di utilizzare solo i lieviti indigeni per il suo cru Frasi Orcia Rosso Doc, proveniente da vigneto, in un terreno misto tufaceo ricco in conchiglie fossili, impiantato nel 1973. La barricaia è ora ospitata nell’ex stalla delle Chianine. Il Podere Sedime, dove Capitoni è nato nel 1965, appartiene da generazioni alla sua famiglia e già nel nome di derivazione latina esprime bellezza come «luogo dove tutto si ferma, tace e riposa».
In precedenza fin dal '600 era di una nobile famiglia e poi di un ordine religioso, come attestano le carte dell’archivio di Stato di Siena. Il logo aziendale fa riferimento alla cariatide, simbolo di prosperità e fecondità, che si trova nella Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano, a un chilometro da Pienza. Non è un caso, perché proprio questo edificio sacro da secoli scandisce con le sue campane i tempi del lavoro dei contadini. Il passato torna nel nome dei vini. Per esempio Troccolone era chiamato in dialetto senese il mercante che vendeva ai contadini utensili e cianfrusaglie varie in cambio di uova, galline o conigli.
«Ogni terra che produce grandi vini - ha detto - ha una forte corrispondenza tra la loro tipologia e i piatti della tradizione. I nostri sono vini rossi robusti e strutturati pur essendo eleganti e profumati. Come nella migliore tradizione toscana si accompagnano, quindi, particolarmente bene anche con questi pecorini di diversa stagionatura, altra eccellenza del territorio, che ben si abbinano ai tannini del Sangiovese».
Capitoni Marco
podere Sedime 63 - 53026 Pienza (Si)
Tel 0578 748436 / 338 8981597
www.capitoni.eu
info@capitoni.eu
Le interpretazioni del Sangiovese, il vitigno principe del territorio, sono limitate a queste tre etichette che rappresentano un’interessante realtà vitivinicola della Val d’Orcia ma che soprattutto esprimono la determinazione del produttore di fare vini di grande personalità e identitari del territorio. È un traguardo ambizioso, ottenuto attraverso operazioni colturali difficili e spesso antieconomiche come quelle di non usare diserbi chimici o di eliminare i grappoli in eccesso.

«Il vino - sostiene Marco Capitoni - si fa in vigna e quello che produciamo deve essere buono e sano per soddisfare chi cerca il vero valore delle cose. I nostri vini nascono da una viticoltura fatta di saperi antichi uniti a conoscenze nuove, di manualità e di attenzione nel cogliere quei messaggi che proprio le piante con i loro comportamenti esprimono».
L’area vitata si trova al centro del Podere Sedime, 50 ettari coltivati a cereali e a olivo nella bellissima terra patrimonio Unesco, ma l’attenzione del titolare e della moglie Antonella si concentra più che alle altre attività agricole soprattutto al vigneto. L’esigenza di valorizzare le uve di singole porzioni con vinificazioni separate ha portato alla nascita dell’ultimo nato, Troccolone, custodito in giare di terracotta dell’Impruneta.
Da 5 ettolitri, sono fatte a mano con l'antica tecnica “a colombino”, cioè la superficie a contatto con il vino non è smaltata o vetrificata ma lasciata al naturale. Scelte dopo varie sperimentazioni, le giare permettono la fermentazione e l'evoluzione del vino, esaltandone le caratteristiche originarie e gli aromi varietali. Dopo sei mesi si passa all’affinamento in bottiglia. Quest' ultima etichetta, Troccolone, è stata particolarmente apprezzata all’incontro romano in abbinamento ai pecorini del caseificio del Cacio di Ernello, di diversa stagionatura e alla tipologia di quello affinato con foglie di noci.

Del Capitoni, (Sangiovese 80-Merlot 20) all’incontro romano è stata degustata l’annata 2012 mentre del Frasi (sempre Sangiovese, con una piccola quota di Canaiolo e Colorino) si è svolta una vera e propria verticale con le annate 2005-2006-2007-2008-2010.2012. La Doc Orcia, istituita nel 2000, valorizza la produzione di un territorio vocato proprio tra le terre di Montepulciano e di Montalcino.
«Il vino - sostiene il produttore - rende riconoscibile il tuo lavoro perché lo si fa dall'inizio alla fine, non lo si cede a metà dell'opera come il grano». Il rispetto delle uve lo porta nel 2005 alla decisione di utilizzare solo i lieviti indigeni per il suo cru Frasi Orcia Rosso Doc, proveniente da vigneto, in un terreno misto tufaceo ricco in conchiglie fossili, impiantato nel 1973. La barricaia è ora ospitata nell’ex stalla delle Chianine. Il Podere Sedime, dove Capitoni è nato nel 1965, appartiene da generazioni alla sua famiglia e già nel nome di derivazione latina esprime bellezza come «luogo dove tutto si ferma, tace e riposa».
In precedenza fin dal '600 era di una nobile famiglia e poi di un ordine religioso, come attestano le carte dell’archivio di Stato di Siena. Il logo aziendale fa riferimento alla cariatide, simbolo di prosperità e fecondità, che si trova nella Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano, a un chilometro da Pienza. Non è un caso, perché proprio questo edificio sacro da secoli scandisce con le sue campane i tempi del lavoro dei contadini. Il passato torna nel nome dei vini. Per esempio Troccolone era chiamato in dialetto senese il mercante che vendeva ai contadini utensili e cianfrusaglie varie in cambio di uova, galline o conigli.
«Ogni terra che produce grandi vini - ha detto - ha una forte corrispondenza tra la loro tipologia e i piatti della tradizione. I nostri sono vini rossi robusti e strutturati pur essendo eleganti e profumati. Come nella migliore tradizione toscana si accompagnano, quindi, particolarmente bene anche con questi pecorini di diversa stagionatura, altra eccellenza del territorio, che ben si abbinano ai tannini del Sangiovese».
Capitoni Marco
podere Sedime 63 - 53026 Pienza (Si)
Tel 0578 748436 / 338 8981597
www.capitoni.eu
info@capitoni.eu


