I territori di Borgogna e Champagne nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità
Dopo un percorso lungo 8 anni le vigne e le cantine della Champagne e i climats della Borgogna sono entrati nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco per la categoria “paesaggio organicamente evoluto”
Dallo scorso sabato 4 luglio coteaux, maisons et caves de Champagne e climats della Borgogna sono stati iscritti dall’Unesco nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità, categoria Paesaggio organicamente evoluto. Un vero plebiscito, una decisione presa all’unanimità dai 21 membri del Comitato riuniti a Bonn per la 39ª sessione presieduta dal ministro degli Affari esteri della Repubblica federale tedesca, Maria Böhmer che ha coronato un percorso durato 8 anni, elaborato e guidato dall’Association des Paysages du Champagne e dall’Association des Climats de Bourgogne.

L’Unesco ha già riconosciuto alcune zone vinicole particolari come le terrazze del Lavaux in Svizzera 800 ettari incastonati fra le colline che dominano il lago Lemano; la valle del fiume Douro in Portogallo famosa per la produzione del Porto; l’Isola di Pico nelle Azzorre; la regione del Tokaji in Ungheria, Saint-Emillion e Bordeaux in Francia, Langhe e Monferrato in Italia. La categoria è stata creata nel 1992 per valorizzare aree che rappresentano l’opera combinata della natura e dell’uomo, un patrimonio che vive e si evolve.
Coteaux, Maisons et caves de Champagne esprimono l’intera attività di produzione, elaborazione e diffusione del vino Champagne tutelato nei 320 comuni della zona Aoc Champagne, suddivisa in cinque dipartimenti, precisamente Marne, Aube, Aisne, Haute-Marne e Seine-et-Marne, ovvero un sistema agro-industriale di 34mila ettari, 280mila particelle viticole, 16mila viticoltori e ben 337 mio di bottiglie (vendemmia 2014).
Sono raggruppati in 3 categorie ovvero i coteaux storici di Hautvillers, Aÿ et Mareuil-sur-Aÿ, esposti in pieno sud, dove troviamo Hautvillers che domina la Marna con la sua celebre Abbazia che ospitava il monaco dom Pierre Pérignon, colui che ha posto le basi per la moderna elaborazione dello Champagne; la collina Saint-Nicaise a Reims e l’avenue de Champagne a Épernay dove si trovano le maison più prestigiose con chilometri di crayère, ovvero le cave sotterranee da cui si estraeva il gesso, oggi utilizzate per l’invecchiamento (la Maisone Veuve Clicquot vante le più lunghe, ben 24 km).
Il giorno della proclamazione eravamo anche noi in strada a festeggiare con la gente del luogo, ma la grande festa verrà celebrata con una notte bianca a Reims, il 13 luglio, nel parco Léo-Lagrange. La città delle incoronazioni, 29 re sono stati incoronati proprio qui tra il 1027 e il 1825, ospita altri importanti siti inseriti nel patrimonio dell’umanità, la cattedrale gotica di Notre-Dame, l'antica abbazia reale di Saint-Rémi e la sua chiesa abbaziale e l'antico palazzo episcopale, conosciuto col nome di Palazzo di Tau.

Sarà una notte da non perdere: luci, suoni, spettacoli pirotecnici, ma anche l’esposizione del fotografo Michel Jolyot, che da 30 anni cattura la bellezza della regione e ha illustrato il dossier presentato all’Unesco. Soprattutto da vedere Rêve de couleurs, uno straordinario spettacolo visivo di policromia dinamica che illumina la facciata della cattedrale accompagnato da una colonna sonora di intenso impatto emotivo.
Altri beni iscritti all’elenco dell’Unesco sono i Climats della Borgogna, ma occorre capire il significato complesso del termine climats. Non si tratta di una questione meteorologica, ma un insieme di elementi che creano l'unicità di un territorio, fattori geologici, geografici e antropologici come tipologia del suolo, una faglia con esposizione a sud-est, microclima, un modello di viticoltura che vanta 2mila anni di storia, cultura e tradizioni dei vignaioli nei secoli.
I climats interessati sono quelli sulle pendici della Côte de Nuits e Beaune, a sud di Digione, composti da due elementi: il primo include le particelle viticole, i villaggi e la città di Beaune, ben 1.247 climats, circa 8mila ettari, una striscia di vigneti lunga 60 chilometri e larga al massimo due da Digione a Santenay, a sud di Beaune, dove si producono vini tra i più prestigiosi al mondo come Romanée-Conti, il Vosne-Romanée o Montrachet; il secondo è il centro storico di Digione dove prende forma l'impulso politico per la formazione del sistema dei climats e Beaume, la capitale vinicola della Borgogna riconosciuta come centro dei commerci.

L’Unesco ha già riconosciuto alcune zone vinicole particolari come le terrazze del Lavaux in Svizzera 800 ettari incastonati fra le colline che dominano il lago Lemano; la valle del fiume Douro in Portogallo famosa per la produzione del Porto; l’Isola di Pico nelle Azzorre; la regione del Tokaji in Ungheria, Saint-Emillion e Bordeaux in Francia, Langhe e Monferrato in Italia. La categoria è stata creata nel 1992 per valorizzare aree che rappresentano l’opera combinata della natura e dell’uomo, un patrimonio che vive e si evolve.
Coteaux, Maisons et caves de Champagne esprimono l’intera attività di produzione, elaborazione e diffusione del vino Champagne tutelato nei 320 comuni della zona Aoc Champagne, suddivisa in cinque dipartimenti, precisamente Marne, Aube, Aisne, Haute-Marne e Seine-et-Marne, ovvero un sistema agro-industriale di 34mila ettari, 280mila particelle viticole, 16mila viticoltori e ben 337 mio di bottiglie (vendemmia 2014).
Sono raggruppati in 3 categorie ovvero i coteaux storici di Hautvillers, Aÿ et Mareuil-sur-Aÿ, esposti in pieno sud, dove troviamo Hautvillers che domina la Marna con la sua celebre Abbazia che ospitava il monaco dom Pierre Pérignon, colui che ha posto le basi per la moderna elaborazione dello Champagne; la collina Saint-Nicaise a Reims e l’avenue de Champagne a Épernay dove si trovano le maison più prestigiose con chilometri di crayère, ovvero le cave sotterranee da cui si estraeva il gesso, oggi utilizzate per l’invecchiamento (la Maisone Veuve Clicquot vante le più lunghe, ben 24 km).
Il giorno della proclamazione eravamo anche noi in strada a festeggiare con la gente del luogo, ma la grande festa verrà celebrata con una notte bianca a Reims, il 13 luglio, nel parco Léo-Lagrange. La città delle incoronazioni, 29 re sono stati incoronati proprio qui tra il 1027 e il 1825, ospita altri importanti siti inseriti nel patrimonio dell’umanità, la cattedrale gotica di Notre-Dame, l'antica abbazia reale di Saint-Rémi e la sua chiesa abbaziale e l'antico palazzo episcopale, conosciuto col nome di Palazzo di Tau.

Sarà una notte da non perdere: luci, suoni, spettacoli pirotecnici, ma anche l’esposizione del fotografo Michel Jolyot, che da 30 anni cattura la bellezza della regione e ha illustrato il dossier presentato all’Unesco. Soprattutto da vedere Rêve de couleurs, uno straordinario spettacolo visivo di policromia dinamica che illumina la facciata della cattedrale accompagnato da una colonna sonora di intenso impatto emotivo.
Altri beni iscritti all’elenco dell’Unesco sono i Climats della Borgogna, ma occorre capire il significato complesso del termine climats. Non si tratta di una questione meteorologica, ma un insieme di elementi che creano l'unicità di un territorio, fattori geologici, geografici e antropologici come tipologia del suolo, una faglia con esposizione a sud-est, microclima, un modello di viticoltura che vanta 2mila anni di storia, cultura e tradizioni dei vignaioli nei secoli.
I climats interessati sono quelli sulle pendici della Côte de Nuits e Beaune, a sud di Digione, composti da due elementi: il primo include le particelle viticole, i villaggi e la città di Beaune, ben 1.247 climats, circa 8mila ettari, una striscia di vigneti lunga 60 chilometri e larga al massimo due da Digione a Santenay, a sud di Beaune, dove si producono vini tra i più prestigiosi al mondo come Romanée-Conti, il Vosne-Romanée o Montrachet; il secondo è il centro storico di Digione dove prende forma l'impulso politico per la formazione del sistema dei climats e Beaume, la capitale vinicola della Borgogna riconosciuta come centro dei commerci.


