Anche le cantine Veuve Clicquot tra i nuovi siti patrimonio Unesco
La regione della Champagne con le sue cantine e i vigneti entra a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Molti di questi luoghi sono stati preservati dal personale che lavora presso la maison Veuve Clicquot
Il 5 luglio scorso, la Commissione per il patrimonio mondiale ha annunciato la sua decisione di inserire i vigneti, le maison e le cantine della regione della Champagne nella lista dei siti che fanno parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Jean-Marc Gallot, Presidente di Veuve Clicquot, desidera congratularsi con tutte le persone coinvolte in questo traguardo e riconoscere la responsabilità di Veuve Clicquot per il mantenimento e la valorizzazione delle sue cantine di gesso, che oggi diventano patrimonio mondiale.

Nel 1909, la Maison Veuve Clicquot Ponsardin acquistò alcune cantine di gesso alla periferia della città di Reims. La costanza della temperatura e dei livelli di umidità delle cantine, insieme al silenzio che le pervade, le rende il luogo ideale per la conservazione degli Champagne della maison. Queste cave sotterranee, che da luglio 2015 figurano fra i tre nuovi siti della lista del patrimonio mondiale Unesco, furono scavate sotto al Butte Saint-Nicaise e offrono condizioni ideali per l’invecchiamento dello Champagne.
Testimoniano le numerose attività umane che le hanno formate nei secoli. Per ampliare la capacità di contenimento delle bottiglie, furono aggiunte alcune volte alle originali cantine medievali di gesso, collegate tra loro da lunghi e tortuosi cunicoli. La rete sotterranea copre un’area di 24 chilometri, formando la più estesa e densa di tutte le maison de Champagne di Reims.
Esplorare questo labirinto a 20 metri sotto terra consente di scoprire anche le diverse fasi della maturazione dello Champagne e le competenze necessarie a produrlo. Sulle pareti sono esposte varie targhe commemorative, con i nomi dei dipendenti che hanno lavorato per la Maison per almeno 40 anni e il ruolo che ricoprivano. I lavoratori delle cave e i mastri cantinieri hanno lasciato un segno in quel luogo, nella caratteristica incisione di graffiti di ogni tipo sulle pareti di roccia.
Anche i rifugiati civili e militari della Grande Guerra affidarono così alle pareti di gesso i segreti della loro anima. Sin dall’inizio del progetto, Veuve Clicquot Ponsardin è stata attivamente coinvolta insieme alla Association paysages du champagne (Associazione del paesaggio della Champagne), che ha presentato la domanda alla Commissione per il patrimonio mondiale dell’Unesco.
Moët Hennessy Italia
via Tonale 26 - 20125 Milano
Tel 02 6714111 - Fax 02 67141177
www.moethennessy.it
info@moethennessy.it

Nel 1909, la Maison Veuve Clicquot Ponsardin acquistò alcune cantine di gesso alla periferia della città di Reims. La costanza della temperatura e dei livelli di umidità delle cantine, insieme al silenzio che le pervade, le rende il luogo ideale per la conservazione degli Champagne della maison. Queste cave sotterranee, che da luglio 2015 figurano fra i tre nuovi siti della lista del patrimonio mondiale Unesco, furono scavate sotto al Butte Saint-Nicaise e offrono condizioni ideali per l’invecchiamento dello Champagne.
Testimoniano le numerose attività umane che le hanno formate nei secoli. Per ampliare la capacità di contenimento delle bottiglie, furono aggiunte alcune volte alle originali cantine medievali di gesso, collegate tra loro da lunghi e tortuosi cunicoli. La rete sotterranea copre un’area di 24 chilometri, formando la più estesa e densa di tutte le maison de Champagne di Reims.
Esplorare questo labirinto a 20 metri sotto terra consente di scoprire anche le diverse fasi della maturazione dello Champagne e le competenze necessarie a produrlo. Sulle pareti sono esposte varie targhe commemorative, con i nomi dei dipendenti che hanno lavorato per la Maison per almeno 40 anni e il ruolo che ricoprivano. I lavoratori delle cave e i mastri cantinieri hanno lasciato un segno in quel luogo, nella caratteristica incisione di graffiti di ogni tipo sulle pareti di roccia. Anche i rifugiati civili e militari della Grande Guerra affidarono così alle pareti di gesso i segreti della loro anima. Sin dall’inizio del progetto, Veuve Clicquot Ponsardin è stata attivamente coinvolta insieme alla Association paysages du champagne (Associazione del paesaggio della Champagne), che ha presentato la domanda alla Commissione per il patrimonio mondiale dell’Unesco.
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