Rocca delle Macìe, 36 anni di esperienza nel segno dell'innovazione e della qualità
Rocca delle Macìe ha confermato la sua presenza a Vinitaly, dopo 36 anni dal suo primo debutto; per l'occasione sono stati presentati anche due vini della nuova denominazione che sta riscuotendo un grandissimo successo
La prima volta fu nel 1979 quando Rocca delle Macìe, giovane azienda del Chianti Classico, partecipò alla Fiera del vino più importante d’Italia, Vinitaly, con un piccolo stand presenziato da un direttore commerciale e un paio di collaboratori. Italo, il titolare, papà di Sergio Zingarelli (nella foto) era in Sud Africa a girare “Io sto con gli ippopotami”, quando ancora faceva quel lavoro che poi lasciò per dedicarsi completamente al vino.

Nello stand si assaggiavano il Chianti Classico e la Riserva, il Rubizzo «e il mitico Galestro, del quale eravamo grandi produttori - dice Sergio - che esplose proprio in quegli anni: un vino gioioso, che faceva innamorare. Fu grazie a lui che un po’ tutti, per la prima volta, si sentivano orgogliosi di saper bere, di ordinarlo al ristorante, di portarlo a casa. Quelli erano gli anni di un entusiasmo quasi infantile, i consumatori e i ristoratori passavano tra i corridoi della Fiera un po’ intimoriti ma avevano tutti una voglia straordinaria di conoscere Il vino. Di professionisti ce n’erano pochi, e con quei pochi si sognava di come si potesse far crescere l’enorme potenziale dell’enologia italiana».
«A quasi quarant’anni di distanza - continua Sergio Zingarelli - abbiamo realizzato quei progetti di alta qualità che sognavamo. Posso dire con orgoglio che la nostra azienda è la dimostrazione di quanto si possa crescere lavorando con impegno, costanza e serietà. Oggi, come allora, siamo pronti a incontrare tutti coloro che vengono a trovarci: chi si avvicina per la prima volta e i vecchi amici che vogliono assaggiare le novità di quest’anno, chi si occupa di comunicazione e chi di commercializzazione, che viene dall’Italia e chi dall’estero. E noi accogliamo ciascuno di loro con la passione che ci ha sempre accompagnato in questi anni e con la volontà di condividere con tutti lo spirito della grande famiglia di Rocca delle Macìe».

Rocca delle Macìe è sempre stata sinonimo dell’espressione del Chianti Classico e del suo territorio, lo dimostrano anche le nuove annate in commercio, presentate in occasione di Vinitaly: Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli 2011, Chianti Classico Gran Selezione Riserva di Fizzano 2011, due vini della nuova denominazione che sta riscuotendo un grandissimo successo. Chianti Classico Riserva Famiglia Zingarelli 2012, lo storico vino, pilastro dell’azienda.
«La vera novità di quest'anno per quanto riguarda i vini bianchi - aggiunge Sergio - è la seconda annata del Moonlite, un vino molto importante per noi, che è un uvaggio Vermentino (30%), Chardonnay (35%), con anche piccole quantità di Pinot Grigio (20%) e Trebbiano (15%). Un vino che abbiamo iniziato a vendere in America, e dall'anno scorso stiamo distribuendo in tutto il mondo, ottenendo un ottimo impatto sul mercato».
All’evento veronese sono stati in degustazione anche: il cru aziendale Chianti Classico Sant’Alfonso 2012, l’altro storico Chianti Classico Famiglia Zingarelli 2013 e i due Supertuscan Sergioveto 2011 e Roccato 2011. Oltre agli altri vini prodotti a Castellina in Chianti e nelle tenute della Maremma, si sono potuti sperimentare quelli delle aziende distribuite e il lancio dell’ultima nuova etichetta in portafoglio, il Bolgheri Doc “Sassi Sparsi” prodotto a Castagneto Carducci.

Nello stand si assaggiavano il Chianti Classico e la Riserva, il Rubizzo «e il mitico Galestro, del quale eravamo grandi produttori - dice Sergio - che esplose proprio in quegli anni: un vino gioioso, che faceva innamorare. Fu grazie a lui che un po’ tutti, per la prima volta, si sentivano orgogliosi di saper bere, di ordinarlo al ristorante, di portarlo a casa. Quelli erano gli anni di un entusiasmo quasi infantile, i consumatori e i ristoratori passavano tra i corridoi della Fiera un po’ intimoriti ma avevano tutti una voglia straordinaria di conoscere Il vino. Di professionisti ce n’erano pochi, e con quei pochi si sognava di come si potesse far crescere l’enorme potenziale dell’enologia italiana».
«A quasi quarant’anni di distanza - continua Sergio Zingarelli - abbiamo realizzato quei progetti di alta qualità che sognavamo. Posso dire con orgoglio che la nostra azienda è la dimostrazione di quanto si possa crescere lavorando con impegno, costanza e serietà. Oggi, come allora, siamo pronti a incontrare tutti coloro che vengono a trovarci: chi si avvicina per la prima volta e i vecchi amici che vogliono assaggiare le novità di quest’anno, chi si occupa di comunicazione e chi di commercializzazione, che viene dall’Italia e chi dall’estero. E noi accogliamo ciascuno di loro con la passione che ci ha sempre accompagnato in questi anni e con la volontà di condividere con tutti lo spirito della grande famiglia di Rocca delle Macìe».

Rocca delle Macìe è sempre stata sinonimo dell’espressione del Chianti Classico e del suo territorio, lo dimostrano anche le nuove annate in commercio, presentate in occasione di Vinitaly: Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli 2011, Chianti Classico Gran Selezione Riserva di Fizzano 2011, due vini della nuova denominazione che sta riscuotendo un grandissimo successo. Chianti Classico Riserva Famiglia Zingarelli 2012, lo storico vino, pilastro dell’azienda.
«La vera novità di quest'anno per quanto riguarda i vini bianchi - aggiunge Sergio - è la seconda annata del Moonlite, un vino molto importante per noi, che è un uvaggio Vermentino (30%), Chardonnay (35%), con anche piccole quantità di Pinot Grigio (20%) e Trebbiano (15%). Un vino che abbiamo iniziato a vendere in America, e dall'anno scorso stiamo distribuendo in tutto il mondo, ottenendo un ottimo impatto sul mercato».All’evento veronese sono stati in degustazione anche: il cru aziendale Chianti Classico Sant’Alfonso 2012, l’altro storico Chianti Classico Famiglia Zingarelli 2013 e i due Supertuscan Sergioveto 2011 e Roccato 2011. Oltre agli altri vini prodotti a Castellina in Chianti e nelle tenute della Maremma, si sono potuti sperimentare quelli delle aziende distribuite e il lancio dell’ultima nuova etichetta in portafoglio, il Bolgheri Doc “Sassi Sparsi” prodotto a Castagneto Carducci.

