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Si è da poco conclusa la settima edizione dell’Anteprima Chiaretto e Bardolino nuova annata 2014 che si è svolta a Lazise, sulla sponda veronese del lago di Garda, nello storico salone della Dogana Veneta. Organizzata dal Consorzio di tutela del Bardolino, la manifestazione ha ospitato anche l’anteprima di un’altra tipica interpretazione in rosa del vino italiano: il Rosato del Salento dell’annata 2014, entrambi i vini sono prodotti con uve autoctone dei propri territori, la Corvina Veronese per il Bardolino e il Negroamaro per il Rosato Salentino.



Un’intera giornata di degustazione libere per il pubblico e diverse degustazioni tecniche per gli addetti ai lavori che si sono svolte anche nel giorno precedente e in quello successivo, con la possibilità di provare in Anteprima anche l’annata 2014 del Bardolino, il vino rosso delle colline del Garda orientale. La collaborazione fra il Consorzio di tutela del Bardolino e l’associazione DeGusto Salento, che riunisce alcune tra le più prestigiose firme enologiche della Puglia, ha suscitato grande interesse e affluenza, tanto da far pensare di trovare spazi espositivi più ampi già dalla prossima edizione.

Angelo PerettiIl contributo del Comune di Lazise è stato totale ed ha coinvolto tutti gli spazi del centro storico, le location istituzionali come il Comune e la Biblioteca e l’intera area del porticciolo, dove è stato allestito un mercatino di produzioni agricole della zona, dal formaggio Monte Veronese al miele, dai salumi all’olio extravergine di oliva. Angelo Peretti (nella foto accanto), direttore promozione del Consorzio del Bardolino Chiaretto, ci ha spiegato in cosa consiste la Rivoluzione Rosa che ha condotto i produttori del classico vino rosato gardesano a scegliere un colore molto più tenue rispetto al passato e una gamma di profumi e di aromi che spaziano dai fiori bianchi agli agrumi alle erbe officinali.

«È uno stile che piace tantissimo negli Stati Uniti e in Scandinavia - racconta Peretti - stiamo crescendo, l’afflusso di pubblico e di giornalisti anche stranieri è straordinario. Per quanto riguarda lo sposalizio con DeGusto Salento, le affinità sono tantissime, in particolare il fatto che entrambe le zone sono orientate al turismo e far crescere la cultura del vino rosato autoctono di qualità può essere un forte traino, insieme possiamo fare ancora tanta strada per la promozione del rosato italiano».

Franco CristoforettiA fine giornata Franco Cristoforetti (nella foto accanto) presidente del Consorzio, ha tracciato per noi un bilancio: «Siamo molto contenti - afferma Cristoforetti - è stata un’edizione scoppiettante, con un grande afflusso di pubblico e di stampa. Le aziende partecipanti sono state 54 del territorio e 14 provenienti dal Salento e le etichette presentate oltre 100. Con la nostra Rosè Revolution crediamo veramente di essere sulla strada giusta per ridare orgoglio ai nostri produttori e soprattutto riportare la giusta redditività ai nostri territori che meritano di essere annoverati fra i grandi territori del vino italiani».


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