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È bellissimo ed emozionante quando si conoscono da vicino realtà come quella della cooperativa di Clavesana Siamo Dolcetto, il primo produttore di Dolcetto su Terra nelle Langhe cuneesi che da anni ha compreso l’importanza e il valore del territorio nella crescita, nella comunicazione e nell’identità che può avere e può trasmettere un vino. Nata nel 1959, Clavesana lavora da anni tessendo una trama e un ordito che intrecciano il lavoro sui vini e quello sulla comunicazione del territorio, le Langhe, terra dall’anima prevalentemente agricola.



Trecentocinquanta famiglie di coviticoltori da Mondovì fino ad Alba per una produzione prevalentemente di Dogliani Docg da uve Dolcetto ma anche di Langhe Nebbiolo, Barolo, Barbera, Alta Langa da uve Pinot Nero, bianchi e da ultimo anche uno spumante. In cantina l’uso del legno è limitato all’affinamento del Barolo, del Barbera Superiore, del Langhe Nebbiolo e del Nebbiolo d’Alba, mentre il Dogliani evolve solo nell’acciaio e nelle vasche di cemento, contenitori che Clavesana continua ad utilizzare come si faceva in origine, quando la cantina è nata.

Il potenziale attuale della cantina è quello di imbottigliare 4 milioni di unità, quest’anno sono state imbottigliate 2 milioni e mezzo di bottiglie mentre il resto della produzione è stato distribuito in bag-in-box. Numeri importanti, raggiunti con impegno costante, legando appunto la storia aziendale con quella territoriale e rurale, della quale l’allevamento del Bue grasso di Carrù (Cn) è il fiore all’occhiello e la Fiera dedicata a questa eccellenza è l’appuntamento più atteso dai produttori, dagli appassionati e dai turisti gourmet.



La più antica e affascinante fiera agricola d’Italia si svolge nelle due settimane centrali del mese di dicembre e Clavesana Siamo Dolcetto è da sempre main sponsor; due weekend ricchi di appuntamenti con l’Asta del bue e le degustazioni nell’immenso Palaexpo, soprattutto di gran bollito piemontese, che trova nel Dogliani l’abbinamento perfetto. La Cantina è inoltre uno dei più attivi sostenitori della Casa-museo della razza piemontese, promossa da Anaborapi - l'Associazione nazionale allevatori bovini di razza piemontese - il primo museo del genere realizzato in Italia e il secondo in Europa dopo la Maison du Charolais di Charolles, che si appresta a diventare una tappa obbligatoria per allevatori, turisti e gourmand che vogliano approfondire la razza bovina autoctona più diffusa in Italia.

Ai vertici del direttivo di Clavesana due persone molto amate da tutti i soci perché perbene e credibili, Giovanni Bracco che è presidente dal 1987 e l’omonima Anna Bracco, vulcanico direttore ed accesa sostenitrice del percorso aziendale. «Le eccellenze - dichiara da sempre Anna Bracco - non vivono mai da sole, vivono in comunità con il paesaggio, con l’agricoltura, con le persone». E l’impegno per la valorizzazione e la crescita del territorio si esprime da quattro anni all’ennesima potenza con il progetto che la cantina sostiene a favore dei giovani che fino al 2014 si chiamava “Da terra marginale a terra originale: come possiamo aiutare le nuove generazioni a riappropriarsi della nostra terra e dell’agricoltura” e che oggi, a riprova dei progressi compiuti nell’ambizioso cammino, si chiama semplicemente “Terra originale”.



Domenica 13 dicembre, con la Fiera del Bue grasso in corso, nella Chiesa di Sant’Anna delle Surie di Clavesana (Cn), si è svolto il convegno che ha raccontato lo “stato dell’arte” del progetto, con il giornalista Stefano Tesi a condurre, gli ideatori e promotori: Associazioni contadini delle Langhe, Cantina Clavesana Siamo Dolcetto, Università Scienze gastronomiche di Pollenzo, Comizio agrario di Mondovì, Make a cube Milano e alcuni giovani a raccontare i loro sogni e la loro volontà di realizzarli a partire dalla terra che proprio grazie al loro entusiasmo avrà la possibilità di sopravvivere ed offrire opportunità future.

«Un altro tassello - ha spiegato Anna Bracco - di un’attività di valorizzazione del territorio intrapresa da anni: attraverso la divulgazione delle sue eccellenze e della sua identità, puntiamo a far apprezzare la qualità dei nostri vini, che certo può essere meglio compresa se accompagna alla conoscenza dei luoghi e dei valori da cui essi prendono vita». Il convegno è stato anche il momento di presentazione del volume “A come… Agricoltura. Dal Paleolitico ad Expo 2015”, il manuale di storia del mondo agricolo edito da Sometti e scritto dai giornalisti Giulia Bartalozzi (responsabile comunicazione dell’Accademia dei georgofili) e Matteo Bernardelli (collaboratore di Agronotizie e portavoce dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia).


Cantina Clavesana
Frazione Madonna della Neve 19 - 12060 Clavesana (Cn)
Tel 0173 790451
www.inclavesana.it
siamodolcetto@inclavesana.it