«Liliana vienimi a trovare»; «Liliana quando passi a trovarmi?»; «Liliana quando passi in azienda?»... sono anni che Antonella Cantarutti mi dice questo e io, per una ragione o per l'altra, da lei non ero mai andata. Un mese fa mi son sentita in colpa e sono stata io a chiedere un appuntamento. E l’abbiamo fissato, con soddisfazione per entrambe. Intanto la vita prosegue e Antonella Cantarutti, con l'appoggio di tutta la delegazione e della sua famiglia, si candida al consiglio nazionale delle Donne del vino. E con ben 76 voti ne farà parte. Che gioia andare a trovarla il giorno dopo l’annuncio. Mi confida che considera questa elezione un percorso di crescita sia personale che intellettuale, che spera di essere all'altezza dell'impegno preso, che si augura di promuovere l'associazione anche all'estero.



Brindiamo con il suo Epilogo 2005 (attualmente in commercio). Un blanc de noir in purezza, brut. Piccole, piccolissime bollicine ballano nel bicchiere. Giallo solare al colore come al naso con note di agrumi, zenzero, litchi, il caramello che si forma cucinando le mele. Setoso, cremoso, sapido, fresco. Uno spumante di gran classe che nulla ha da invidiare ai nostri cugini d'oltralpe. E intanto mi racconta della sua passione per i grandi champagne, passione ereditata dal padre. Era un industriale, il suo papà, che nel 1969 decise di acquistare dei terreni in quel di San Giovanni al Natisone. La prima collina dopo la pianura, con già un ettaro e mezzo, esposto a sud est, di vigna. Pinot Noir piantato negli anni 50. Per poter "studiare" meglio questo vitigno cominciano le scorribande in Francia con altri nomi storici dell'imprenditoria e viticultura friulana. Girolamo Dorigo in testa ma anche Pittaro, Midolini, Bidoli, Fantinel. Nel 1980 fondano addirittura l'Associazione Spumante Classico.

Sono innamorati pazzi dello champagne e studiano, sperimentano, bevono, degustano; e poi degustano, bevono, sperimentano e studiano. Rimanendo sempre sul classico. Poi in azienda arriva Antonella con il marito e le cose, lentamente, cambiano. Si comincia ad usare il legno, per esempio, e altro che non mi svela. Sempre però fedeli a quel vitigno difficile da interpretare e a volte scontroso ma che dona l'eleganza fatta vino. Il Pinot noir. Ne possiedono 5 ettari di cui 2 di nuovi impianti. Una piccola parte dei terreni aziendali che superano i 50 ettari. La gola è arida dal tanto parlare, ed è ora di assaggiare il Prologo 2006 Brut Rosé. Anche questo solo pinot noir. Rimane 10 giorni sulle bucce per poi riposare in tonneau. Guardando il suo bel color rosa cipria ti aspetti un vino gentile, da signorine Taitu. Niente di tutto questo. È un vino maschio e muscoloso con sentori di muschio, carruba, cassis, rosa canina, terra umida, foglie, resina.



Che ampiezza! L'importanza di questo spumante la si ritrova tutta anche in bocca con una grande struttura e una sapidità indimenticabili. Lo si può abbinare a qualsiasi carne o formaggio importante. Sono sfacciata e chiedo ad Antonella di farmi assaggiare anche la versione ferma. Pinot Nero 2011. Passato in barrique di secondo e terzo passaggio. Rosso rubino sangue di piccione brillante. Quanto darei per avere un anello con una pietra di quel colore. Annusandolo sembra di camminare in un bosco, per poi entrare in casa con il caminetto acceso, per poi trovare sulla tavola una cesta con mirtilli, marasche, carrube, radici di liquirizia. Ad ogni olfazione ti regala una fotografia diversa. Elegante al gusto con i suoi tannini setosi e la sapidità ben bilanciata. Lungo ma veramente lungo senza essere cicciottoso. Tre vini, tre espressioni diverse di un unico vitigno. Sua eleganza Pinot Noir dell'azienda Cantarutti.


Azienda Cantarutti Alfieri
Via Ronchi, 9 - 33048 San Giovanni al Natisone (Ud)
Tel 0432756317 - Fax 0432746055
www.cantaruttialfieri.it