Corsendonk Agnus, birra d’abbazia dal gusto complesso e aromatico
La Agnus è una birra che ripropone il gusto della ricetta originale, elaborata dai padri fondatori del birrificio, sorto in Belgio in un’antica abbazia medievale. Delicata al naso, in bocca lascia spazio al luppolo
Pur essendo uno dei più piccoli Paesi dell’Unione europea, con una superficie poco superiore alla nostra Sicilia, il Belgio da anni è considerato nel mondo il paradiso della birra. Qui, infatti, la birra non rappresenta solo la bevanda nazionale, ma viene considerata come una vera e propria forma di cultura e tradizione, paragonata alla cultura vinicola dell’Italia e della Francia.
Come per il resto d’Europa, anche il Belgio deve la sua tradizione brassicola al mondo ecclesiastico. Il Priorato di Corsendonk di Oud-Turnhout (un comune situato nella provincia belga di Anversa) nasce nel 1398 grazie alla donazione dei terreni da parte di Maria van Gelder, giovane figlia del Duca di Brabante Jan III, all’ordine monastico degli Agostiniani. Già nel 1453 dentro l’Abbazia veniva prodotta birra.

I monaci, originari della Svizzera, non solo producevano birra, ma come ogni ordine contemplativo erano anche largamente portati alla copia dei libri, all’insegnamento del latino e allo studio della Bibbia. Come molte altre abbazie in Europa, nel 1784 il Priorato di Corsendonk fu fatto chiudere dall’Imperatore Giuseppe II. Durante la rivoluzione francese del 1789 la proprietà fu confiscata, messa all’asta e acquistata dalla città di Anversa.
Le ricette furono nascoste e riscoperte quasi quattro secoli dopo, nel 1906, da Antonius Keersmaekers che adottò il nome di Cors per la sua fabbrica laica di birra, producendo però solo secondo la tradizione dell’abbazia. Nel 1982 Jef, pronipote di Antonius, riceve l’autorizzazione di utilizzare il nome “Corsendonk” per le sue birre e la sua birreria.
Di rilievo è la produzione della “Agnus”. È una birra chiara opalescente, con lieviti, che vuole riproporre il gusto dei suoi padri fondatori. Al naso l’impatto non è molto intenso, ma sprigiona comunque interessanti profumi: frutta matura e agrumi canditi, l’erbaceo di un luppolo aromatico e una speziatura (cannella, chiodo di garofano). In bocca la complessità aromatica si spegne lasciando spazio al delicato ricordo del luppolo. La schiuma è abbastanza fine e compatta, persistente e aderente. Di aspetto velato e di colore giallo oro intenso con riflessi aranciati.
Distribuita da:
4R - Quattroerre
via Marconi 1 - 24060 Torre de' Roveri (Bg)
Tel 035 580701 - Fax 035 580782
www.quattroerre.com
info@quattroerre.com
Come per il resto d’Europa, anche il Belgio deve la sua tradizione brassicola al mondo ecclesiastico. Il Priorato di Corsendonk di Oud-Turnhout (un comune situato nella provincia belga di Anversa) nasce nel 1398 grazie alla donazione dei terreni da parte di Maria van Gelder, giovane figlia del Duca di Brabante Jan III, all’ordine monastico degli Agostiniani. Già nel 1453 dentro l’Abbazia veniva prodotta birra.

I monaci, originari della Svizzera, non solo producevano birra, ma come ogni ordine contemplativo erano anche largamente portati alla copia dei libri, all’insegnamento del latino e allo studio della Bibbia. Come molte altre abbazie in Europa, nel 1784 il Priorato di Corsendonk fu fatto chiudere dall’Imperatore Giuseppe II. Durante la rivoluzione francese del 1789 la proprietà fu confiscata, messa all’asta e acquistata dalla città di Anversa.
Le ricette furono nascoste e riscoperte quasi quattro secoli dopo, nel 1906, da Antonius Keersmaekers che adottò il nome di Cors per la sua fabbrica laica di birra, producendo però solo secondo la tradizione dell’abbazia. Nel 1982 Jef, pronipote di Antonius, riceve l’autorizzazione di utilizzare il nome “Corsendonk” per le sue birre e la sua birreria.
Di rilievo è la produzione della “Agnus”. È una birra chiara opalescente, con lieviti, che vuole riproporre il gusto dei suoi padri fondatori. Al naso l’impatto non è molto intenso, ma sprigiona comunque interessanti profumi: frutta matura e agrumi canditi, l’erbaceo di un luppolo aromatico e una speziatura (cannella, chiodo di garofano). In bocca la complessità aromatica si spegne lasciando spazio al delicato ricordo del luppolo. La schiuma è abbastanza fine e compatta, persistente e aderente. Di aspetto velato e di colore giallo oro intenso con riflessi aranciati.
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