Il Natale si avvicina... Tempo di birre, secondo tradizione
La birra non è come il vino. La si può produrre tutto l’anno, ma esistono alcune birre stagionali, tradizionalmente previste per un periodo ben preciso. Le più note e diffuse? Nessun dubbio: quelle natalizie o invernali.
Da che cosa si percepisce che il Natale è in arrivo? Dal profumo di “tredicesima” imminente? Dalla moltiplicazione di panettoni e pandori sugli scaffali del supermercato? Dalla preoccupazione per quanti regali ci toccherà fare quest’anno e quanto durerà il pranzo con i parenti? Bah, forse tutte e tre le cose insieme. Ma noi, dal nostro punto di vista, ne aggiungiamo una quarta. Ovvero le birre di Natale che iniziano a fare capolino verso ottobre, a volte anche fine settembre, e che per quanto possano sembrare delle mere operazioni di marketing in realtà affondano le loro radici nella storia della birra.

Di quella belga soprattutto che con le birre “di stagione” ha sempre avuto a che fare. L’esempio classico e facilmente comprensibile già dal nome è quello delle saison, prodotte in inverno per essere disponibili in estate, le marzen bavaresi che, per lo meno in origine erano prodotte in primavera e segnavano la “fine” della stagione birraria, lo stesso lambic, se vogliamo, il quale per questioni “tecniche” più che altro è prodotto nel periodo più freddo.
Ma in Belgio in birrai preparavano in vista dell’inverno e del Natale delle birre “festive”, di grado alcolico sostenuto, vigorose e spesso speziate. Birre che dovevano scaldare i cuori e i corpi, birre da sorseggiare davanti al camino acceso o per accompagnare i pasti più ricchi e calorici dell’anno. I produttori britannici non erano da meno, sebbene più restii per forma mentis a inserire ingredienti aggiuntivi nelle loro birre e decisamente più cauti a innalzare il grado alcolico. Di certo però pure loro, così come tedeschi e cechi, davano vita a birre dal tenore alcolico più elevato proprio in vista delle libagioni invernali.
Oggi come oggi il mercato delle birre di Natale ha un valore interessante per le aziende. Lo si desume dal numero di birre natalizie o invernali in circolazione. Da quelle decisamente celebrative e a tiratura limitata, come la sempre spettacolare bottiglia da due litri in ceramica decorata che realizza Birra Forst o quella firmata Birra Menabrea, sempre nel formato due litri e sempre a tiratura limitata, che quest’anno si lega alla mitiche figurine Liebig nella loro storica ricostruzione per immagini della storia della birra, fino alla sempre celebrativa ma più diffusa Theresianer Winter Beer.
Poi, ovviamente ci sono i produttori belgi. Dalla leggendaria Dupont Bons Voeux alla Bush de Noël, dalla N’Ice Chouffe alla St. Bernardus Christmas Ale. Questi e tanti altri li trovate nel catalogo Winterbrau dell’azienda padovana Interbrau che, da anni, prepara proprio uno specifico listino per le birre di Natale. Così come del resto fa la lombarda Eurosaga che presenta l’americana Anchor Christmas, la danese Coisbo Christmal Ale e l’imperdibile Stille Nacht del belga De Dolle.
Ma anche i birrifici artigianali italiani coltivano da tempo un interesse particolare per le specialità invernali/natalizie. Dalla laziale 25Dodici di Birra del Borgo alla Nöel Cafè di Birra Baladin, dalla Birra di Natale del genovese Maltus Faber alla Figueira, con fichi secchi e arance, del lombardo Birrificio Menaresta.
E l’elenco potrebbe, senza grossi problemi, continuare a lungo. Perfino un’azienda tedesca come Warsteiner quest’anno lancia la sua versione natalizia. Insomma, lasciate davvero perdere il luogo comune che la birra la si possa bere solo in estate, è un luogo comune tutto italiano e, soprattutto, è sbagliato. Etichette natalizie a parte, la produzione specifica di birre pensate per la stagione fredda fa parte dell’immenso patrimonio storico-culturale della birra. Non è un caso se l’argomento è diventato oggetto perfino di festival a tema: dal celebre Kerstbierfestival che si tiene ogni anno a Essen in Belgio fino al Birre sotto l’albero, appuntamento ormai storico del pub capitolino Ma che siete venuti a fa’.
Certo, nella tradizione delle birre invernali si è innestato il fattore economico e di marketing. E alcune birre “natalizie” non differiscono da quelle normalmente reperibili tutto l’anno se non per il fatto di avere un’etichetta graficamente diversa. Ma basta sapersi orientare un poco per rendersi conto delle differenze, e una vera birra di Natale vi può regalare profumi e intensità gustativa mai provate prima. Insomma, un nuovo viaggio nel mondo della birra. Da fare senza dover aspettare l’estate prossima…

Di quella belga soprattutto che con le birre “di stagione” ha sempre avuto a che fare. L’esempio classico e facilmente comprensibile già dal nome è quello delle saison, prodotte in inverno per essere disponibili in estate, le marzen bavaresi che, per lo meno in origine erano prodotte in primavera e segnavano la “fine” della stagione birraria, lo stesso lambic, se vogliamo, il quale per questioni “tecniche” più che altro è prodotto nel periodo più freddo.
Ma in Belgio in birrai preparavano in vista dell’inverno e del Natale delle birre “festive”, di grado alcolico sostenuto, vigorose e spesso speziate. Birre che dovevano scaldare i cuori e i corpi, birre da sorseggiare davanti al camino acceso o per accompagnare i pasti più ricchi e calorici dell’anno. I produttori britannici non erano da meno, sebbene più restii per forma mentis a inserire ingredienti aggiuntivi nelle loro birre e decisamente più cauti a innalzare il grado alcolico. Di certo però pure loro, così come tedeschi e cechi, davano vita a birre dal tenore alcolico più elevato proprio in vista delle libagioni invernali.
Oggi come oggi il mercato delle birre di Natale ha un valore interessante per le aziende. Lo si desume dal numero di birre natalizie o invernali in circolazione. Da quelle decisamente celebrative e a tiratura limitata, come la sempre spettacolare bottiglia da due litri in ceramica decorata che realizza Birra Forst o quella firmata Birra Menabrea, sempre nel formato due litri e sempre a tiratura limitata, che quest’anno si lega alla mitiche figurine Liebig nella loro storica ricostruzione per immagini della storia della birra, fino alla sempre celebrativa ma più diffusa Theresianer Winter Beer.
Poi, ovviamente ci sono i produttori belgi. Dalla leggendaria Dupont Bons Voeux alla Bush de Noël, dalla N’Ice Chouffe alla St. Bernardus Christmas Ale. Questi e tanti altri li trovate nel catalogo Winterbrau dell’azienda padovana Interbrau che, da anni, prepara proprio uno specifico listino per le birre di Natale. Così come del resto fa la lombarda Eurosaga che presenta l’americana Anchor Christmas, la danese Coisbo Christmal Ale e l’imperdibile Stille Nacht del belga De Dolle.Ma anche i birrifici artigianali italiani coltivano da tempo un interesse particolare per le specialità invernali/natalizie. Dalla laziale 25Dodici di Birra del Borgo alla Nöel Cafè di Birra Baladin, dalla Birra di Natale del genovese Maltus Faber alla Figueira, con fichi secchi e arance, del lombardo Birrificio Menaresta.
E l’elenco potrebbe, senza grossi problemi, continuare a lungo. Perfino un’azienda tedesca come Warsteiner quest’anno lancia la sua versione natalizia. Insomma, lasciate davvero perdere il luogo comune che la birra la si possa bere solo in estate, è un luogo comune tutto italiano e, soprattutto, è sbagliato. Etichette natalizie a parte, la produzione specifica di birre pensate per la stagione fredda fa parte dell’immenso patrimonio storico-culturale della birra. Non è un caso se l’argomento è diventato oggetto perfino di festival a tema: dal celebre Kerstbierfestival che si tiene ogni anno a Essen in Belgio fino al Birre sotto l’albero, appuntamento ormai storico del pub capitolino Ma che siete venuti a fa’.
Certo, nella tradizione delle birre invernali si è innestato il fattore economico e di marketing. E alcune birre “natalizie” non differiscono da quelle normalmente reperibili tutto l’anno se non per il fatto di avere un’etichetta graficamente diversa. Ma basta sapersi orientare un poco per rendersi conto delle differenze, e una vera birra di Natale vi può regalare profumi e intensità gustativa mai provate prima. Insomma, un nuovo viaggio nel mondo della birra. Da fare senza dover aspettare l’estate prossima…

