Nel profondo nord est sta succedendo una cosa “sai sai” (assai) strana. È arrivata una comunicazione dal ministero delle Politiche agricole che informa la Regione e invita il Consorzio “Doc Carso” a rintracciare un’alternativa alla denominazione Terrano per il vino rosso Re del Carso. Si legge nella lettera ministeriale, in base all’articolo 100 par. 3 del Registro Ue, che «l’Italia non può legittimamente prevedere che il vitigno “Terrano” possa essere utilizzato per qualificare taluni vini Dop o Igp (indicazione geografica protetta)». E ancora, «al fine di prevenire eventuali contestazioni da parte della Commissione Ue, la Regione è invitata a consultare i produttori interessati e il loro Consorzio, in modo da consentire agli stessi produttori di effettuare la scelta più appropriata per sostituire il nome del vitigno “Terrano” per le relative tipologie di vino».



Stando dunque alla comunicazione ministeriale, l’etichetta Terrano non risulterebbe più utilizzabile dai viticoltori della parte italiana del Carso. Non solo, al convegno promosso dall’Associazione regionale agricoltori svoltosi di recente, era presente la segreteria di Stato al ministero per l’Agricoltura della Repubblica Slovena Tanja Strnisa la quale, senza mezzi termini, ha dichiarato, a noi giornalisti a convegno finito: «Il Dop Teran è entrato nell’ordinamento dell’Unione europea 11 anni fa. La Slovenia ha tutelato la denominazione già dal 1970 e, quando nel 2004 siamo entrati nell’Ue abbiamo depositato il marchio. Questo significa che il nome può essere utilizzato solo in Slovenia. Nessun stato ha detto nulla. Da allora niente è cambiato».

Quando il giornalista de Il Piccolo di Trieste, Massimo Greco, le ha chiesto del perché il governo italiano abbia informato solo ora Regione e produttori di questa questione ha risposto che lo dobbiamo chiedere al nostro governo. Sappiamo di certo che esiste un progetto Agrotur tra Italia e Slovenia (nato come ricerca sulle proprietà antiossidanti del Terrano) e volto a creare un disciplinare transfrontaliero sul Terrano, il primo in Europa. In questo momento ci sono importanti incontri in corso tra Italia e Slovenia a riguardo. E i nostri vignaioli cosa dicono? Son tranquilli, si risolverà. Il Carso non è mai stato italiano o triestino o goriziano o sloveno. Il Carso è il Carso. Un territorio, una cultura, un destino. Speriamo abbiano ragione e che potremo ancora chiamare il vino prodotto dal vitigno Terrano con il suo nome e che venga approva questa Dop transfrontaliera.