La quota di mercato del Cash & Carry nel settore del vino cresce costantemente grazie ad una rinnovata attenzione che queste strutture applicano ad un settore importante per i professionisti dell’“away from home”. Anche Sogegross negli anni ha migliorato il suo assortimento affinando sempre di più l’offerta e specializzandosi nei prodotti dedicati ad un cliente che ha esigenze sempre più sofisticate.

Anche nel vino il mercato si è trasformato molto, i consumi a volume decrescono, le cantine faticano sempre di più ad arrivare al cliente professionista che tende, fra l’altro, a diminuire i suoi stock liberando capitale. Così come diventa ancora più importante diversificare l’offerta, specialmente nel segmento del prezzo basso, cercando di non proporre bottiglie riconoscibili posizionate sui banchi della Gdo che faticherebbero a giustificare i ricarichi applicati dalla ristorazione. Oltre a ciò aumenta la richiesta del vino a calice o del menu guidato con accostamento del vino per ogni piatto, così da offrire una buona alternativa per provare più prodotti, ben studiati e collegati, rendendo l’esperienza del pasto ancora più stimolante dal punto di vista sensoriale.



È positivo che le aziende vinicole produttrici riconoscano il crescente ruolo del Cash & Carry come acceleratore per la diffusione delle proprie etichette presso clienti a cui non possono accedere in modo diretto o che li costringerebbero a polverizzare troppo il portafoglio clienti con rischi derivanti anche dall’esposizione finanziaria. Come può un Cash & Carry entrare in questa logica così complessa?

Approccio innovativo
Prima di entrare nel settore specifico del vino c’è da fare una premessa importante: deve diventare sempre più patrimonio di un Cash & Carry moderno avere un approccio innovativo che permetta al proprio cliente professionista di risolvere i problemi legati alla filiera della fornitura, conservazione e trasformazione del prodotto. Assodato che per Sogegross quanto detto in premessa è la logica che lo guida nella definizione di assortimenti e servizi, ha applicato al vino questo concetto.

Innanzitutto ha spacchettato il prodotto per destinazione d’uso e posizionamento di prezzo. Ha inserito una linea di primo prezzo con etichette esclusive destinato ad una clientela con attività a scontrino basso e medio basso, con vendita a cartone di 6 bottiglie, garantendo un prodotto “unico” con etichette ben studiate e graficamente appaganti, senza il codice a barre sulla bottiglia e con un abbigliaggio degno dei migliori prodotti sul mercato. Una scelta fra i vitigni basici che non possono mancare in una normale carta vini, bilanciando fra bianchi, rossi e mossi anche da offrire come aperitivo di inizio pasto.

Presidia correttamente l’offerta dei territori in cui insistono i propri Cash, cercando di offrire quanto di meglio sia reperibile e garantendo posizionamenti diversi di prezzo per ogni genere di locale. Tale opportunità offre il vantaggio al cliente di proporre un’ampia carta del territorio senza essere costretto ad avere contatto con tutti i produttori, risparmiando tempo nelle relazioni e danaro nell’acquisto di quantità minime per il trasporto.

Ha definito un assortimento ampio e profondo delle bollicine coprendo adeguatamente la scala prezzi, le zone di produzione, il metodo applicato nella produzione (Charmat-Martinotti) e il contenuto della bottiglia, dalla monoporzione da party alla jeroboam per eventi e festività.



Acquisti limitati per un buon assortimento
Ecco che il cliente Horeca può riorganizzare la sua filiera limitando l’acquisto dei prodotti che vende in grandi volumi direttamente dal produttore con un beneficio di prezzo, il resto dell’assortimento che serve per fare immagine, offrire scelta alternativa o semplicemente perché non può mancare, può essere acquistato nelle quantità necessarie per far fronte alle vendite di due o tre giorni. Questa scelta permette di risparmiare danaro per un minore stock presente in cantina, avere la garanzia di un prodotto sempre “fresco” e valido con una buona rotazione e non ultima la possibilità di variare la carta vini seguendo mode e stagioni.

Anche per la somministrazione del vino a calice il poter variare con una buona frequenza l’assortimento proposto è una valida strategia per dare ritmo all’offerta, rendere vario e non monotono l’approccio con i clienti continuativi e poter avere l’occasione di comunicare con gli avventori e “raccontare” un’offerta sempre rinnovata.

Completano l’assortimento del Cash & Carry Sogegross le monoporzioni e le mezze bottiglie, che hanno un ruolo sempre più importante in alcuni tipi di ristorazione non solo veloce ed economica; le bag in box e i fusti, destinati alla mescita, e i tetrapak e le dame, destinati alla cucina.



Proposte per la carta dei vini
È in fase di test nella flagship di Genova Valbisagno un’esposizione in un’area delimitata a temperatura e umidità controllata, con un assortimento studiato di 160 etichette che non possono mancare in una carta vini ben strutturata di un ristorante di buon livello. Tutti i vini sono esposti e stoccati in posizione inclinata per garantire una buona tenuta del prodotto e illuminati con luci fredde, per non alterare le caratteristiche organolettiche.

Questo è un ulteriore passo avanti che Sogegross vuole far fare al proprio negozio, cercando di completare la funzionalità dell’assortimento con un ambiente che garantisca la conservazione e la piacevolezza dell’atto di acquisto. Per orientarsi all’interno di questa offerta è stata predisposta una guida cartacea che supporta il ristoratore nella scelta e lo indirizza alla costruzione della propria carta vini.


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