Prima dell’operazione condotta dal nucleo antifrodi dei Carabinieri dell’agosto scorso, la sezione di Torino dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) aveva acquistato su Amazon dagli Stati Uniti due wine kit, precisamente un Gewürztraminer e un Montepulciano d’Abruzzo, con l’idea di farli “produrre” dal dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino e far seguire una degustazione a confronto tra quello ed un analogo vino vero reperito in commercio.

La serata di presentazione del vino autoprodotto, condotta da Vincenzo Gerbi, professore ordinario all'Università degli studi di Torino, è risultata didatticamente interessante con molti spunti di riflessione. Nella confezione di vino “fai da te” si trova un concentrato di mosto e un mix di sostanze nutritive per attivarne la fermentazione, lieviti e chiarificanti, il materiale necessario per ottenere in quattro settimane, secondo un protocollo allegato, una trentina di bottiglie di vino della tipologia scelta.



Le sostanze che si trovano in una confezione ricca di simboli evocativi italiani, dal Colosseo alla bandiera, non sono niente di illecito, spesso sostanze naturali che si trovano facilmente in commercio. Il mosto concentrato è di produzione di una società di Reggio Emilia, zona in cui esistono molte aziende specializzate nella preparazione di questa sostanza utilizzata nel settore alimentare compreso quello enologico. La frode, da quella in commercio alla contraffazione di indicazione geografiche o denominazioni di origine, sta proprio nel vendere, tramite una società estera controllata e costituita per evitare le normative comunitarie e nazionali, prodotti agroalimentari tutelati.

L’autoproduzione del vino presso il laboratorio dell’Università ha seguito il protocollo fornito, ed è stato constatato che alla fine della fermentazione alcolica non c’era traccia di acido malico, questa riflessione ha fatto sorgere l’ipotesi che la tipologia di lievito fornito potrebbe essere modificato rispetto ad alcune attività metaboliche, lievito in cui utilizzo è vietato in Italia, ma non fuori dall’Unione europea. Passiamo all’assaggio: il Gewürztraminer scelto per il confronto, annata 2013 di 14 gradi, proviene da Termeno in Alto Adige, zona vocata per la coltivazione del vitigno.

Spiccate le sue caratteristiche organolettiche, particolarmente aromatico, con sensazioni che in qualche modo lo riconducono al moscato, i sentori ricordano i frutti esotici, erbe aromatiche e spezie. L’aromaticità dell’uva ritorna al sapore, asciutto, equilibrato. Gli aromi rimangono in bocca anche dopo qualche tempo, con un intenso retrogusto. Per quanto riguarda il Gewürztraminer del wine kit sono stati preparati due campioni: uno con l’aggiunta di solforosa e l’altro senza. I risultati non sono stati particolarmente felici in entrambi i casi: modesta gradazione alcolica, per il primo campione, dal colore che ne rivela l’ossidazione, il naso viene colpito dall’odore pungente dell’acetaldeide, bassa acidità, estremamente ossidato.

Sulla seconda parte di bottiglie con l’impiego dell’anidride solforosa per attenuare la sensazione di svanito, l’effetto negativo si è ridotto, si riesce a berlo, un “vino” che rimane modesto nel suo complesso, senza particolari sensazioni. Veniamo al Montepulciano d’Abruzzo, annata 2013, appena versato ha avuto qualche problema a liberare i suoi profumi. Lasciato ossigenare ha trovato l’espressione del frutto rosso, ciliegia e prugna sia al naso che in bocca, notevole struttura ed astringenza.

Nel caso di quello “autoprodotto” il livello alcolico risulta più alto del precedente, il colore ha tenuto molto bene, dal punto di vista olfattivo è molto piacevole, quasi aromatico, assomiglia molto di più ad un Brachetto con profumi che ricordano i succhi di frutta. Questo dovuto alla preparazione finale del mosto concentrato, probabilmente sono state introdotte piccole quantità di aromi destinati all’industria alimentare.

Questa particolarità fa pensare che l’uva utilizzata per ottenere il mosto concentrato non sia proprio quella di Montepulciano, ma un’uva a sapore molto più semplice che non ha una destinazione specifica, se non quella di avere una buona capacità colorante. Le confezioni acquistate su Amazon non sono più disponibili, ma volendo procurarsi i wine kit per autoprodurre conosciuti e stimati vini italiani dal Barbera, all’Amarone allo stesso Barolo non ci sono problemi, basta andare sul sito Eckraus, Homebrevers o su Ebay.

Nel giugno 2014, il sito di Ebay ha pubblicato una guida per acquistare il wine kit, di cui riportiamo solo le conclusioni - tradotte dall’inglese - che non necessitano commenti, se non quello di continuare a difendere la cultura e le nostre tradizioni. Il valore complessivo delle confezioni con riferimenti falsi a pregiati vini italiani è stato stimato in oltre 28 milioni di euro e le frodi ed i falsi scippano al mercato agroalimentare italiano oltre 60 miliardi di euro l’anno.

«Produrre vino a casa propria è facile e divertente. Come fare del giardinaggio o coltivare le erbe aromatiche, produrre il vino in casa è un hobby da cui si ricava qualcosa che può essere condiviso con gli amici. Di più, quando il party è terminato, poter regalarne una bottiglia, perché il vino è sempre molto gradito. Con la varietà e qualità dei prodotti presenti sul mercato, soddisfare la voglia di produrre il proprio vino è facile. Gli acquisti online sono il luogo ideale dove trovare gli attrezzi necessari. Ebay ha materiale sufficiente per creare una cantina di vini di alta qualità».