Arnaldo Caprai, eccellenza umbra. Obiettivi: sostenibilità e innovazione
Marco Caprai, titolare della cantina di Montefalco (Pg), ci spiega la filosofia dell’azienda, fondata su dinamismo e continua ricerca. Tra i progetti in corso, quello legato alla sostenibilità e all’Expo 2015 di Milano
Arnaldo Caprai è oggi l’azienda simbolo della rinascita del territorio di Montefalco (Pg) e allo stesso tempo un punto di riferimento per quanto riguarda l’innovazione in campo vinicolo. Marco Caprai (nella foto), attuale titolare, ha creduto nella grande ricchezza della tradizione di questo territorio e l’ha recuperata in chiave moderna, adottando i più innovativi metodi di produzione e di gestione aziendale. Grazie ad una ricerca e sperimentazione continue l’azienda lavora per produrre dei vini potenti, eleganti e dotati di grande personalità e tipicità. Il colore, l’aroma e il gusto del Sagrantino trasmettono il carattere forte e l’amore degli uomini che lo coltivano, la dolcezza delle colline dove cresce e la ricchezza e complessità del grande patrimonio di cultura e tradizione conservato a Montefalco nei secoli. Il tutto con una grande attenzione all'ambiente e alla sostenibilità, grazie anche ad una serie di progetti attuati con università e centri di ricerca.

Abbiamo incontrato Marco Caprai per un’intervista, per conoscere meglio questa importante realtà.
Innovazione costante in cantina e in vigneto, cosa c'è di nuovo in casa Caprai?
Sono tanti i progetti attualmente in cantiere, a cominciare dal progetto “Montefalco 2015: the New Green Revolution”, che ha per obiettivi la valorizzazione e la salvaguardia del territorio. La vera sfida è quella rappresentata dall’Expo 2015 di Milano dove porteremo innovazioine vera. In agricoltura quello che conta è riuscire a svolgere un’attività il meno possibile impattante utilizzando al meglio le tecnologie e le risorse, mettendo a frutto anche quella cosa immateriale che è la conoscenza degli uomini, attraverso l’organizzazione della struttura aziendale sempre all’insegna della sostenibilità.
Una direzione opposta a quella più rigida del biologico tradizionale?
Le possibilità sono tante. Noi cerchiamo di migliorare la strada che stiamo percorrendo. Io ritengo che il biologico sia una tecnica antiquata, ferma a protocolli degli anni ‘70 che contrastavvano il massimo abuso della chimica in agricoltura. Il nostro modello è quello di un’azienda innovativa, che fa ricerca, dove si sperimenta e si trovano e soluzioni migliori e cona l maggiore attenbzioine all'ambiente. La sfida della sostenibilità è dinamica, perché ogni giorno ti trovi di fronte ad un’esperienza nuova e molte volte può essere anche un risparmio. L'agricoltura di qualità è un valore per l'intero Paese.
Arnaldo Caprai è oggi un’azienda leader, riconosciuta da tutti per la qualità dei suoi vini. Quale sono le sue sfide oggi e con dimensione le affronta?
La qualità era l'obiettivo degli anni Novanta. Abbiamo raggiunto traguardi importanti e quel tempo è passato. La sfida di oggi,come dicevamno, è quella della sostenibilità ed è una grande sfida perchè è dinamica ed ogni gionro ci poniamo dinanzi ad un'esperienza nuova. Affrontiamo questa sfida con un’azienda che ha 115 ettari di vigneto, che produce circa 800mila bottiglie all’anno e che esporta in più di 40 Paesi del mondo, con un livello di export che si attesta intorno al 35%. In Italia i nostri vini vanno per il 60% nel canale Horeca e per il 40% sono destinati alla Grande distribuzione.
Il tutto con una sola linea di prodotti...
Si, noi non abbiano linee differenziate perchè per fare buoni vini occorrono investimenti importanti e poi ne servono altri per lanciarli sul mercato. Preferiamo investire nella ricerca per migliorare costantemente il nostro prodotto.
Una storia lunga più di 40 anni
Nel 1971 Arnaldo Caprai imprenditore tessile di successo, acquista 45 ettari a Montefalco per realizzare il sogno di condurre un’azienda agricola per la produzione di vino. Progressivamente, maturata la convinzione di valorizzare le enormi potenzialità del vitigno autoctono Sagrantino, vengono annessi alla tenuta i migliori terreni adiacenti.
Dal 1988 la conduzione aziendale passa nelle mani di Marco Caprai, il figlio di Arnaldo, che con grande passione dà l’impulso decisivo per l’affermazione dei vini della tenuta attraverso una conduzione di tipo manageriale e avviando la collaborazione con professionisti del settore e con Istituti di Ricerca, sia in campo agronomico che enologico.

Dal ‘91 l’azienda è sottoposta ad un enorme sforzo: acquisizione di nuove vigne, sperimentazione, ammodernamento tecnologico. I risultati si vedono già nel breve termine: si individuano i cloni e le forme di allevamento migliori, le fermentazioni più adatte, i legni per un processo di affinamento ottimale. Interessante è un progetto in base al quale le vinacce vengono conferite ad un impianto che le utilizza per produrre energia, restituendo poi la paret secca residua e che in aggiunta a letame viene poi sparsa sul terreno secondo a filosofia aziendale che "quel che si toglie alla terra con l'uva cerchiamo di restituirlo in modo naturale". Altra caratteristica aziendale è il nuovo sistema di trattamento che permette di evitare che il prodotto non assorbito dalle foglie, attraverso una speciale aspirazione in sede di applicazione, non cada sul terreno. In tal modo i prodotti fitosanuitari impiegetai sono ridotti di almeno il 50% come quantitativi d'uso con evidenti vantaggi per l'ambiente.
La selezione ‘93 del Sagrantino di Montefalco (che celebra il venticinquennale dell’azienda) inserisce Marco di prepotenza tra i grandi produttori di vino italiano. Nelle ultime cinque edizioni la Guida ai Vini d’Italia edita da Gambero Rosso e Slow Food ha conferito al Sagrantino 25 Anni il prestigioso premio Tre Bicchieri. A questo si aggiungono altri prestigiosi riconoscimenti, tra i quali le super tre stelle della Guida Veronelli e l’Oscar del Vino come Miglior Produttore conferito dall’Associazione Italiana Sommeliers.
L’obiettivo di oggi è quello di 30 anni fa: il lavoro costante e meticoloso a favore della qualità, la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche agronomiche ed enologiche, la diffusione della cultura e della tradizione del territorio di cui l’azienda si fa interprete. Il lavoro in cantina so svolge in iperidusizione di ossigeno, così da poter impiegare la minor quantità possibile di solforosa
Arnaldo Caprai
località Torre di Montefalco - 06036 Montefalco (Pg)
Tel 0742 378802 - Fax 0742 378422
www.arnaldocaprai.it
info@arnaldocaprai.it

Abbiamo incontrato Marco Caprai per un’intervista, per conoscere meglio questa importante realtà.
Innovazione costante in cantina e in vigneto, cosa c'è di nuovo in casa Caprai?
Sono tanti i progetti attualmente in cantiere, a cominciare dal progetto “Montefalco 2015: the New Green Revolution”, che ha per obiettivi la valorizzazione e la salvaguardia del territorio. La vera sfida è quella rappresentata dall’Expo 2015 di Milano dove porteremo innovazioine vera. In agricoltura quello che conta è riuscire a svolgere un’attività il meno possibile impattante utilizzando al meglio le tecnologie e le risorse, mettendo a frutto anche quella cosa immateriale che è la conoscenza degli uomini, attraverso l’organizzazione della struttura aziendale sempre all’insegna della sostenibilità.
Una direzione opposta a quella più rigida del biologico tradizionale?
Le possibilità sono tante. Noi cerchiamo di migliorare la strada che stiamo percorrendo. Io ritengo che il biologico sia una tecnica antiquata, ferma a protocolli degli anni ‘70 che contrastavvano il massimo abuso della chimica in agricoltura. Il nostro modello è quello di un’azienda innovativa, che fa ricerca, dove si sperimenta e si trovano e soluzioni migliori e cona l maggiore attenbzioine all'ambiente. La sfida della sostenibilità è dinamica, perché ogni giorno ti trovi di fronte ad un’esperienza nuova e molte volte può essere anche un risparmio. L'agricoltura di qualità è un valore per l'intero Paese.Arnaldo Caprai è oggi un’azienda leader, riconosciuta da tutti per la qualità dei suoi vini. Quale sono le sue sfide oggi e con dimensione le affronta?
La qualità era l'obiettivo degli anni Novanta. Abbiamo raggiunto traguardi importanti e quel tempo è passato. La sfida di oggi,come dicevamno, è quella della sostenibilità ed è una grande sfida perchè è dinamica ed ogni gionro ci poniamo dinanzi ad un'esperienza nuova. Affrontiamo questa sfida con un’azienda che ha 115 ettari di vigneto, che produce circa 800mila bottiglie all’anno e che esporta in più di 40 Paesi del mondo, con un livello di export che si attesta intorno al 35%. In Italia i nostri vini vanno per il 60% nel canale Horeca e per il 40% sono destinati alla Grande distribuzione.
Il tutto con una sola linea di prodotti...
Si, noi non abbiano linee differenziate perchè per fare buoni vini occorrono investimenti importanti e poi ne servono altri per lanciarli sul mercato. Preferiamo investire nella ricerca per migliorare costantemente il nostro prodotto.
Una storia lunga più di 40 anni
Nel 1971 Arnaldo Caprai imprenditore tessile di successo, acquista 45 ettari a Montefalco per realizzare il sogno di condurre un’azienda agricola per la produzione di vino. Progressivamente, maturata la convinzione di valorizzare le enormi potenzialità del vitigno autoctono Sagrantino, vengono annessi alla tenuta i migliori terreni adiacenti.
Dal 1988 la conduzione aziendale passa nelle mani di Marco Caprai, il figlio di Arnaldo, che con grande passione dà l’impulso decisivo per l’affermazione dei vini della tenuta attraverso una conduzione di tipo manageriale e avviando la collaborazione con professionisti del settore e con Istituti di Ricerca, sia in campo agronomico che enologico.

Dal ‘91 l’azienda è sottoposta ad un enorme sforzo: acquisizione di nuove vigne, sperimentazione, ammodernamento tecnologico. I risultati si vedono già nel breve termine: si individuano i cloni e le forme di allevamento migliori, le fermentazioni più adatte, i legni per un processo di affinamento ottimale. Interessante è un progetto in base al quale le vinacce vengono conferite ad un impianto che le utilizza per produrre energia, restituendo poi la paret secca residua e che in aggiunta a letame viene poi sparsa sul terreno secondo a filosofia aziendale che "quel che si toglie alla terra con l'uva cerchiamo di restituirlo in modo naturale". Altra caratteristica aziendale è il nuovo sistema di trattamento che permette di evitare che il prodotto non assorbito dalle foglie, attraverso una speciale aspirazione in sede di applicazione, non cada sul terreno. In tal modo i prodotti fitosanuitari impiegetai sono ridotti di almeno il 50% come quantitativi d'uso con evidenti vantaggi per l'ambiente.
La selezione ‘93 del Sagrantino di Montefalco (che celebra il venticinquennale dell’azienda) inserisce Marco di prepotenza tra i grandi produttori di vino italiano. Nelle ultime cinque edizioni la Guida ai Vini d’Italia edita da Gambero Rosso e Slow Food ha conferito al Sagrantino 25 Anni il prestigioso premio Tre Bicchieri. A questo si aggiungono altri prestigiosi riconoscimenti, tra i quali le super tre stelle della Guida Veronelli e l’Oscar del Vino come Miglior Produttore conferito dall’Associazione Italiana Sommeliers.
L’obiettivo di oggi è quello di 30 anni fa: il lavoro costante e meticoloso a favore della qualità, la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche agronomiche ed enologiche, la diffusione della cultura e della tradizione del territorio di cui l’azienda si fa interprete. Il lavoro in cantina so svolge in iperidusizione di ossigeno, così da poter impiegare la minor quantità possibile di solforosa
Arnaldo Caprai
località Torre di Montefalco - 06036 Montefalco (Pg)
Tel 0742 378802 - Fax 0742 378422
www.arnaldocaprai.it
info@arnaldocaprai.it

