Il molisano Pulcherio Scutti è il campione italiano dei bartender
Pulcherio Scutti di Termoli (Cb), rappresenterà l’Italia all’evento internazionale della Master Bartender Competition di Pilsner Urquell, la competizione ideata e organizzata dalla prima birra “chiara” al mondo
Si sono sfidati a Milano, al God Save The Food, il ristorante cucina e dispensa in via Tortona 34, i nove finalisti della Master Bartender Competition di Pilsner Urquell. Tutti sono stati all’altezza ma solo uno si è conquistato l’opportunità di partecipare alla finale mondiale che di terrà a Pilsen in una giornata di grande festa, ovvero l’Anniversario di Pilsner Urquell, il 5 ottobre. Lui è Pulcherio Scutti (nella foto, a destra) de "La Quercia" di Termoli (Cb). «La birra non la servo, la amo e non la spillo con le mani ma con il cuore»: questa la dichiarazione “a caldo” del molisano che ha lasciato sui gradini più bassi del podio Giacomo Fogli del Chimney Pub di Pontedera (Pi), vincitore lo scorso anno, e Massimiliano Magi del Rose & Crown di Rimini.

Arrivati da tutta Italia, coloro che si sono conquistati il titolo di “migliori” per avere superato le tante prove incominciate già in primavera, i bartender hanno gareggiato per il titolo nazionale. Due le prove che li hanno visti impegnati davanti a un’attenta giuria (Claudio Costa e Giuseppe Paniccia di Birra Peroni assieme al collega Maurizio Maestrelli): quella del “blind test” e quella di “spillatura”. La prima consisteva nell’individuare Pilsner Urquell tra cinque birre diverse (tutte presentate in bicchieri identici e senza marchio), la seconda ha messo alla prova le loro capacità di spillatura. Tre i metodi di utilizzati per Pilsner Urquell (hladinka, mlíko e internazionale) con i quali si sono misurati i concorrenti, oltre alla prova di presentazione di prodotto e a qualche domanda di cultura sulla “prima birra chiara al mondo”.
Per chi ha assistito, è stata l’occasione per imparare qualcosa di più sull’affascinante mondo di Pilsner Urquell, oltre che sulla spillatura Na Dvkràt o Internazionale, con un livello regolare di schiuma, Mliko, con una densa e cremosa schiuma che si presenta quasi fosse un boccale di panna e Hladinka, molto apprezzata in Repubblica Ceca, che rivela le note di amaro del luppolo e il retrogusto di caramello dato dalla decozione a fiamma diretta, così come anche sulla storia e sull’influenza che questa birra ceca ha avuto sulle birre che beviamo oggi.
«È ogni giorno più forte la convinzione che Pilsner Urquell possa veramente contribuire a far crescere l’immagine della birra nel nostro paese - afferma Luca Beretta (nella foto sopra, a sinistra), business unit director Pilsner Urquell Italia - perché è un prodotto che combina una qualità superiore ad un’incredibile storia da raccontare con i suoi 172 anni di indiscusso prestigio, con ingredienti accuratamente selezionati, con una ricetta speciale e un processo produttivo distintivo e immutato dalla nascita. Il rigore e l’amore con cui lavorano tutte le persone intorno a questo prodotto, con l’attenzione e la maestria che sono proprie dell’artigiano, nello stabilimento di Pilsen e avanti fino al bartender che ha il compito delicato di far esprimere al massimo le qualità di Pilsner Urquell non possono non appassionare».
Luca Beretta continua dicendo: «È stata una grande soddisfazione vedere così tanto entusiasmo tra i partecipanti, è evidente quanto tutti i bartender siano innamorati di Pilsner Urquell e del messaggio di eccellenza che porta con sé, e quanto abbiano dato il massimo in questa competizione. Un grazie a loro va per tutto quello che fanno ogni giorno, nel contatto diretto con il pubblico, attraverso professionalità e conoscenza del prodotto e infine nel servizio, elementi che possono rendere unica l’esperienza del consumatore con Pilsner Urquell».

Arrivati da tutta Italia, coloro che si sono conquistati il titolo di “migliori” per avere superato le tante prove incominciate già in primavera, i bartender hanno gareggiato per il titolo nazionale. Due le prove che li hanno visti impegnati davanti a un’attenta giuria (Claudio Costa e Giuseppe Paniccia di Birra Peroni assieme al collega Maurizio Maestrelli): quella del “blind test” e quella di “spillatura”. La prima consisteva nell’individuare Pilsner Urquell tra cinque birre diverse (tutte presentate in bicchieri identici e senza marchio), la seconda ha messo alla prova le loro capacità di spillatura. Tre i metodi di utilizzati per Pilsner Urquell (hladinka, mlíko e internazionale) con i quali si sono misurati i concorrenti, oltre alla prova di presentazione di prodotto e a qualche domanda di cultura sulla “prima birra chiara al mondo”.
Per chi ha assistito, è stata l’occasione per imparare qualcosa di più sull’affascinante mondo di Pilsner Urquell, oltre che sulla spillatura Na Dvkràt o Internazionale, con un livello regolare di schiuma, Mliko, con una densa e cremosa schiuma che si presenta quasi fosse un boccale di panna e Hladinka, molto apprezzata in Repubblica Ceca, che rivela le note di amaro del luppolo e il retrogusto di caramello dato dalla decozione a fiamma diretta, così come anche sulla storia e sull’influenza che questa birra ceca ha avuto sulle birre che beviamo oggi.«È ogni giorno più forte la convinzione che Pilsner Urquell possa veramente contribuire a far crescere l’immagine della birra nel nostro paese - afferma Luca Beretta (nella foto sopra, a sinistra), business unit director Pilsner Urquell Italia - perché è un prodotto che combina una qualità superiore ad un’incredibile storia da raccontare con i suoi 172 anni di indiscusso prestigio, con ingredienti accuratamente selezionati, con una ricetta speciale e un processo produttivo distintivo e immutato dalla nascita. Il rigore e l’amore con cui lavorano tutte le persone intorno a questo prodotto, con l’attenzione e la maestria che sono proprie dell’artigiano, nello stabilimento di Pilsen e avanti fino al bartender che ha il compito delicato di far esprimere al massimo le qualità di Pilsner Urquell non possono non appassionare».
Luca Beretta continua dicendo: «È stata una grande soddisfazione vedere così tanto entusiasmo tra i partecipanti, è evidente quanto tutti i bartender siano innamorati di Pilsner Urquell e del messaggio di eccellenza che porta con sé, e quanto abbiano dato il massimo in questa competizione. Un grazie a loro va per tutto quello che fanno ogni giorno, nel contatto diretto con il pubblico, attraverso professionalità e conoscenza del prodotto e infine nel servizio, elementi che possono rendere unica l’esperienza del consumatore con Pilsner Urquell».


