Grazie all’impegno del fior fiore dei pizzaioli e della loro clientela più avveduta ed esigente, la pizza da oramai alcuni anni è uscita dal grigiore del prodotto food commodity, fatto salvo che poteva essere più o meno “buona”, ovvero gradita, per divenire un articolato composto di cui si conoscono, prendendo posizioni pro o contro, le tecniche di impasto e di lievitazione, le farine usate, gli ingredienti del topping e l’olio del giro finale in uscita forno. Insomma, un mondo finalmente noto ai più.



E cosa analoga, tanti i dibattiti e gli schieramenti secondo correnti di pensiero, circa gli abbinamenti delle pizze con le bevande. Dai puristi della tradizione, ovvero birra fredda, adesso declinata nelle sue specifiche, agli amanti ora e sempre del vino, e allora qui posizioni per “colore” ovvero meglio il bianco (sulle bianche) o meglio il rosso (sulle rosse).

Di recente scoperta e di ancor più recente proposta validata e comunicata in carta, l’abbinamento tra pizza e bollicine. Abbiamo assistito ad augusto abbinamento, suadentemente argomentato da chi di bollicine ne capisce davvero, visto che ne produce in quel di Franciacorta: Michela Muratori (nella foto, a destra) by Villa Crespia; suoi due Franciacorta Docg: Novalia e Dosaggio Zero. Le pizze sono state fatte dal valente pizzaiolo Pasqualino Rossi (nella foto, a sinistra), by Pizzeria Elite, in quel di Alvignano (Ce).

Pasqualino Rossi e Michela MuratoriSi principia con la più classica delle pizze, la cosiddetta marinara, alla quale si associa il Franciacorta Docg Novalia, un brut da sole uve chardonnay. A seguire la pizza Gorella, incontro in topping tra la Mozzarella di Bufala Campana Dop del Caseificio Il Casolare di Alvignano (patron, maestro casaro l’instancabile Mimmo La Vecchia) ed il Gorgonzola Dop sia dolce che piccante. Michela Muratori qui permane con il suo Novalia.

Si passa poi al Dosaggio Zero che accompagna sia la pizza Villa Crespia, piccolo capolavoro originale di Pasqualino Rossi, sia, a chiudere il quartetto di pizze, la pizza dell’Altopiano, con Asiago Dop sia fresco che stagionato, Speck dell’Alto Adige Igp e pomodori del Piennolo del Vesuvio Dop. La pizza Villa Crespia, creazione recente di Pasqualino Rossi ha topping tanto variegato quanto calibrato. I pomodori sono quelli di Corbara, le alici sono quelle di Cetara, la provola affumicata è da latte bufalino, l’olio extravergine in uscita forno è monovarietale da drupa itrana by Badevisco.

Qui l’abbinamento è reso facilitato e nel contempo nobilitato da un dosaggio zero che benevolmente si apre ad eclettici abbracci e sempre, garbatamente, sa anche dire l’ultima parola. Il contrappunto tra pizza e Franciacorta esita piacevole armonie di gusto.
In definitiva, ottimo e vincente l’abbinamento tra lievitato che nasce dai campi di grano e perlage che nasce dai vigneti. E che sia questa strada, incontri di alta qualità tra pizze squisite e bollicine eccellenti, il percorso gradito, sebbene non l’unico, dai clienti delle migliori pizzerie.