Zanini, 50 anni e non sentirli. L’aristocrazia dei vini svizzeri
Grande festa a Ligornetto, vicino Mendrisio, per celebrare i primi 50 anni dell’azienda Zanini. Oltre 500 ospiti provenienti da ogni parte della Svizzera, della Francia e dalla vicina Italia, oltre che dal Giappone
LIGORNETTO (SVIZZERA) - 1° giugno, una data da ricordare per il Canton Ticino. Stupenda giornata di sole per i festeggiamenti del “Giubileo” della Zanini, presso la sede di Ligornetto, dove già a partire dalle 10 sono arrivati circa 500 ospiti provenienti da ogni parte della Svizzera, della Francia, e dalla vicina Italia. Ma non mancava anche una delegazione di ospiti giapponesi. Amici, colleghi produttori, giornalisti hanno potuto degustare circa 140 vini, a bicchiere, alla presenza dei 42 produttori stranieri rappresentati nel loro listino “Opera” n. 49. Poi naturalmente i vini della “Casa” nelle varie tipologie.

A dare il saluto, a metà del pranzo a buffet, sotto una grande tenda, con comode poltroncine e divani in pelle, è stato Luigi Zanini (senior) che ha salutato gli ospiti con a fianco il figlio Luigi junior con le rispettive mogli, Liliana e Raffaella, e la piccola Luna.
«Cinquant’anni e non sentirli... grazie all’apprezzamento di tutti. Determinazione, lungimiranza, tenacia, passione e magari anche un pizzico di fortuna che non guasta! Questo il mio segreto da quando iniziai l’attività nel lontano 1964. Le aziende sono fatte di persone che hanno dentro qualcosa che le distingue una dall’altra - l’anima - e di questo vi voglio parlare. Ho trascorso gran parte della mia vita (50 anni) nel settore vitivinicolo, un’avventura entusiasmante coronata da successi, che, giorno dopo giorno, mi hanno stimolato a continuare nella ricerca di nuove proposte, confermandomi che la strada intrapresa nel 1964 era quella giusta. Cinquant’anni sono passati e ancora oggi, in azienda, l’entusiasmo è lo stesso, la voglia di crescere e migliorarci ci accompagna ogni giorno, come fosse il primo. Questo grazie anche alla dedizione di tutto il personale dell’azienda, ma anche alla collaborazione dei partners esterni, alla fiducia dimostrata dai clienti, tutti indistintamente uniti allo scopo di raggiungere un successo condiviso, “all'insegna della qualità!”. Un grande ringraziamento alla mia famiglia, sulla quale ho sempre potuto contare, e che prima di tutti mi ha sostenuto con affetto durante questi anni. Infine, a Luigi Jr, un pensiero particolare: spero di essere stato un bell’esempio per te che mi hai seguito fin qui. Io ti seguirò nel futuro».
Un discorso intenso, ben scandito, che ha prodotto un applauso scrosciante da parte dei numerosi ospiti presenti.

Il menu proposto è stato davvero all’altezza di un Giubileo. Iniziato alle ore 13,00 è stato realizzato da cinque chef tra i più blasonati del Ticino: Ambrogio Stefanetti dell’Osteria Seseglio; Andrea Bertarini del Conca Bella di Vacallo; Dario Ranza della Villa Principe Leopoldo di Lugano; Lorenzo Albrici della Locanda Orico di Bellinzona; Raffaele Giannone del Bottegone del Vino di Lugano (presente al completo anche con il personale di sala e di cucina) e da Martin Dalsass, ex Santabbondio di Lugano, ora al Talvo di Campfer di St. Moritz.
Questa la successione dei piatti: Salumi del Pin (selezionati da Angelo Valsangiacomo di Mendrisio) e frivolezze salate; a seguire tre primi: Risotto Carnaroli “Riserva Gallo” con pistilli di zafferano e zucchine in fiore; Cavatelli ai frutti di mare; Busecca alla casalinga; ancora tre secondi: Merluzzo nero nel suo brodetto mediterraneo; Carré d’agnello bourbonnais arrosto alle erbe; Tagliata di black angus irlandese cotta sull’osso al pepe “Valle Maggia”. Per finire, prima dei dolci, la selezione dei formaggi: buscion della Valle di Muggio, formaggella della Leventina e tre stagionati d’alpeggio: Piora, Formazzora e Bresciana.
A conclusione per dessert: Zabaglione con amaretti e frutti di bosco; Crostate della Carole; Fragole e Ciliegie. Il tutto abbinato all’Alma Cuvée Brut Franciacorta Docg dell’azienda Bellavista di Erbusco, servito per tutto il tempo del pranzo e, a volontà, per chi lo desiderava, i vini aziendali e i vini importati che hanno continuato ad essere a disposizione degli ospiti nella contigua sala sempre alla presenza dei produttori ben disponibili ad illustrarne le caratteristiche organolettiche.
Per tutto il tempo ha cantato ed allietato il pranzo la voce meravigliosa di Elisa Maffenini e una “suonatina” di fisarmonica ticinese. All’uscita, caffè e grappe della Zanini e della Poli e per rinfrescarsi il palato, il carrello dei gelati. Un plauso ai circa 30 sommeliers presenti della Assp con in testa Piero Tenca e Savino Angioletti.

Le origini dell’azienda
La storia di Luigi Zanini è quella di un giovane che nel 1957 arriva in Ticino dalla Bergamasca, per cercare un lavoro. Nel 1964 con i pochi franchi che aveva acquista una cantina a Capolago per la commercializzazione di vini d’importazione con tutto il pacchetto di contingenti. La sua fortuna comincia già da qui. Nel contempo intuisce il forte potenziale che potrebbe avere il vino ticinese se fatto con tutti i crismi della qualità. Studia, viaggia in Italia e in Francia, assaggia, degusta e impianta piccole parcelle di vigneti, sperimenta microvinificazioni.
Nel 1971 vinifica la sua prima vendemmia. Nel 1985, crea l’azienda Vinattieri Ticinesi ed inizia a produrre e vendere in proprio i “suoi” vini del Ticino: vini bianchi e rosati innovativi, e i primi vini rossi passati in piccoli legni di rovere francese. Roncaia, Ligornetto, Vinattieri, Duevitigni, Redegonda, sono ormai vini “storici” che vengono posti a confronto con i grandi vini d’Italia e di Francia. Nel 1995 presenta la nuova cantina, a mezzo anfiteatro disposta su quattro livelli, un fiore all’occhiello e il colpo d’occhio sulle barriques impressiona qualsiasi ospite. In effetti, bisogna anche riconoscere che Zanini è stato uno tra i primi in Svizzera ad impiegare i tini aperti di vinificazione con travasi a caduta libera ed intuisce il grande potenziale del lungo affinamento in bottiglia.
Nel 1988, Luigi Zanini acquista una proprietà, situata nel comune di Besazio, denominata “Belvedere”. L’appezzamento posto sul lato sud-est della collina che da Rancate sale fino ai piedi del Monte San Giorgio, in una conca naturale a forma di anfiteatro, fa parte del catasto viticolo nel comune di Besazio e grazie alla sua posizione privilegiata, alla dolcezza dei pendii e all’altitudine ideale, consente una perfetta maturazione delle uve. La vinificazione delle uve della tenuta ebbe inizio a partire dal 1991, seppure a titolo sperimentale con il vitigno Merlot.
Nel 1992 ad affiancare Luigi senior arriva Luigi junior (Luigino per gli amici) che terminati gli studi e la formazione di enologia comincia ad occuparsi principalmente delle vendite e dei contatti internazionali. Una volta ottenuti i permessi necessari, nel 1997 venne demolita la vecchia casa colonica per fare posto alla nuova costruzione del Castello Luigi, con una cantina elicoidale sotterranea profonda 18,5 metri, affinché tutti i lavori di cantina avvengano per gravitazione: dalla pigiatura con i piedi ai travasi, fino all’imbottigliamento, senza che il vino abbia mai a subire un qualsiasi intervento traumatico meccanico.

Attualmente con le uve del Castello si producono circa 3.500 bottiglie di Castello Luigi Bianco e 6.000 bottiglie di Castello Luigi Rosso. La famiglia Zanini oggi gestisce e lavora in proprio circa 100 ettari di vigneti, che vengono poi vinificati dalla Vinattieri Ticinesi: Colle degli Ulivi (la cura del vigneto è affidata a Eliano Meroni) a Coldrerio; Ronco dell’Angelo a Morbio Inferiore; Tenuta ai Ronchi a Bioggio; Colle d’Avra a Castel San Pietro; i vigneti di proprietà a Ligornetto.
Nel 2008 Zanini acquista la Cantina Luisoni a Capolago, in società con Carlo Croci e Edo Galfetti. I vigneti e tutti i processi di vinificazione sono curati sempre dall’azienda Vinattieri. La struttura di distribuzione consente alla Zanini, con i suoi depositi e con i suoi partners, di esaudire ogni richiesta da parte della gastronomia in ogni regione della Svizzera entro le 24 ore. La Zanini distribuisce in esclusiva sul territorio svizzero i prodotti importati e naturalmente anche i vini ticinesi prodotti con il marchio Vinattieri Ticinesi e Castello Luigi.
Dire Zanini, a distanza di 50 anni, sta anche a significare “L’Aristocrazia dei vini” che lo pone ai vertici degli importatori e distributori con circa 40 aziende di vini italiane e francesi. Basterebbero alcuni nomi per capire dove si è posizionata negli anni la loro scelta. Dall’Italia: Russiz Superiore, Maculan, Anselmi, Bellavista, Pio Cesare, Castello di Volpaia, Poliziano, Capannelle, Tenute di Trinoro, Passopisciaro, Argiolas ecc., e dalla Francia: Bollinger, Gaston Chiquet, Château Haura di Denis Dubourdieu. Non bastasse, si può sfogliare il loro listino “Opera”, arrivato al n. 49, per capire con quanto impegno vengono realizzate le scelte aziendali: carta patinata lucida, fotografie ed etichette a colori, bella grafia e disposizione regionale dei vini. Da alcuni anni, allo scopo di facilitare la visione di questi vini, è stata inaugurata un’enoteca molto razionale che vede raggruppate le aziende in un solo colpo d’occhio. All’interno è in visione un lungo e colorato “murales” opera di Pietro Di Gaspare di Menaggio.
Zanini - L’Aristocrazia dei Vini
via Comi 5 - CH-6853 Ligornetto (Svizzera)
Tel 0041 (0)91 6472332
www.zanini.ch
zanini@zanini.ch

A dare il saluto, a metà del pranzo a buffet, sotto una grande tenda, con comode poltroncine e divani in pelle, è stato Luigi Zanini (senior) che ha salutato gli ospiti con a fianco il figlio Luigi junior con le rispettive mogli, Liliana e Raffaella, e la piccola Luna.
«Cinquant’anni e non sentirli... grazie all’apprezzamento di tutti. Determinazione, lungimiranza, tenacia, passione e magari anche un pizzico di fortuna che non guasta! Questo il mio segreto da quando iniziai l’attività nel lontano 1964. Le aziende sono fatte di persone che hanno dentro qualcosa che le distingue una dall’altra - l’anima - e di questo vi voglio parlare. Ho trascorso gran parte della mia vita (50 anni) nel settore vitivinicolo, un’avventura entusiasmante coronata da successi, che, giorno dopo giorno, mi hanno stimolato a continuare nella ricerca di nuove proposte, confermandomi che la strada intrapresa nel 1964 era quella giusta. Cinquant’anni sono passati e ancora oggi, in azienda, l’entusiasmo è lo stesso, la voglia di crescere e migliorarci ci accompagna ogni giorno, come fosse il primo. Questo grazie anche alla dedizione di tutto il personale dell’azienda, ma anche alla collaborazione dei partners esterni, alla fiducia dimostrata dai clienti, tutti indistintamente uniti allo scopo di raggiungere un successo condiviso, “all'insegna della qualità!”. Un grande ringraziamento alla mia famiglia, sulla quale ho sempre potuto contare, e che prima di tutti mi ha sostenuto con affetto durante questi anni. Infine, a Luigi Jr, un pensiero particolare: spero di essere stato un bell’esempio per te che mi hai seguito fin qui. Io ti seguirò nel futuro».
Un discorso intenso, ben scandito, che ha prodotto un applauso scrosciante da parte dei numerosi ospiti presenti.

Il menu proposto è stato davvero all’altezza di un Giubileo. Iniziato alle ore 13,00 è stato realizzato da cinque chef tra i più blasonati del Ticino: Ambrogio Stefanetti dell’Osteria Seseglio; Andrea Bertarini del Conca Bella di Vacallo; Dario Ranza della Villa Principe Leopoldo di Lugano; Lorenzo Albrici della Locanda Orico di Bellinzona; Raffaele Giannone del Bottegone del Vino di Lugano (presente al completo anche con il personale di sala e di cucina) e da Martin Dalsass, ex Santabbondio di Lugano, ora al Talvo di Campfer di St. Moritz.
Questa la successione dei piatti: Salumi del Pin (selezionati da Angelo Valsangiacomo di Mendrisio) e frivolezze salate; a seguire tre primi: Risotto Carnaroli “Riserva Gallo” con pistilli di zafferano e zucchine in fiore; Cavatelli ai frutti di mare; Busecca alla casalinga; ancora tre secondi: Merluzzo nero nel suo brodetto mediterraneo; Carré d’agnello bourbonnais arrosto alle erbe; Tagliata di black angus irlandese cotta sull’osso al pepe “Valle Maggia”. Per finire, prima dei dolci, la selezione dei formaggi: buscion della Valle di Muggio, formaggella della Leventina e tre stagionati d’alpeggio: Piora, Formazzora e Bresciana.
A conclusione per dessert: Zabaglione con amaretti e frutti di bosco; Crostate della Carole; Fragole e Ciliegie. Il tutto abbinato all’Alma Cuvée Brut Franciacorta Docg dell’azienda Bellavista di Erbusco, servito per tutto il tempo del pranzo e, a volontà, per chi lo desiderava, i vini aziendali e i vini importati che hanno continuato ad essere a disposizione degli ospiti nella contigua sala sempre alla presenza dei produttori ben disponibili ad illustrarne le caratteristiche organolettiche.
Per tutto il tempo ha cantato ed allietato il pranzo la voce meravigliosa di Elisa Maffenini e una “suonatina” di fisarmonica ticinese. All’uscita, caffè e grappe della Zanini e della Poli e per rinfrescarsi il palato, il carrello dei gelati. Un plauso ai circa 30 sommeliers presenti della Assp con in testa Piero Tenca e Savino Angioletti.

Le origini dell’azienda
La storia di Luigi Zanini è quella di un giovane che nel 1957 arriva in Ticino dalla Bergamasca, per cercare un lavoro. Nel 1964 con i pochi franchi che aveva acquista una cantina a Capolago per la commercializzazione di vini d’importazione con tutto il pacchetto di contingenti. La sua fortuna comincia già da qui. Nel contempo intuisce il forte potenziale che potrebbe avere il vino ticinese se fatto con tutti i crismi della qualità. Studia, viaggia in Italia e in Francia, assaggia, degusta e impianta piccole parcelle di vigneti, sperimenta microvinificazioni.
Nel 1971 vinifica la sua prima vendemmia. Nel 1985, crea l’azienda Vinattieri Ticinesi ed inizia a produrre e vendere in proprio i “suoi” vini del Ticino: vini bianchi e rosati innovativi, e i primi vini rossi passati in piccoli legni di rovere francese. Roncaia, Ligornetto, Vinattieri, Duevitigni, Redegonda, sono ormai vini “storici” che vengono posti a confronto con i grandi vini d’Italia e di Francia. Nel 1995 presenta la nuova cantina, a mezzo anfiteatro disposta su quattro livelli, un fiore all’occhiello e il colpo d’occhio sulle barriques impressiona qualsiasi ospite. In effetti, bisogna anche riconoscere che Zanini è stato uno tra i primi in Svizzera ad impiegare i tini aperti di vinificazione con travasi a caduta libera ed intuisce il grande potenziale del lungo affinamento in bottiglia.
Nel 1988, Luigi Zanini acquista una proprietà, situata nel comune di Besazio, denominata “Belvedere”. L’appezzamento posto sul lato sud-est della collina che da Rancate sale fino ai piedi del Monte San Giorgio, in una conca naturale a forma di anfiteatro, fa parte del catasto viticolo nel comune di Besazio e grazie alla sua posizione privilegiata, alla dolcezza dei pendii e all’altitudine ideale, consente una perfetta maturazione delle uve. La vinificazione delle uve della tenuta ebbe inizio a partire dal 1991, seppure a titolo sperimentale con il vitigno Merlot.
Nel 1992 ad affiancare Luigi senior arriva Luigi junior (Luigino per gli amici) che terminati gli studi e la formazione di enologia comincia ad occuparsi principalmente delle vendite e dei contatti internazionali. Una volta ottenuti i permessi necessari, nel 1997 venne demolita la vecchia casa colonica per fare posto alla nuova costruzione del Castello Luigi, con una cantina elicoidale sotterranea profonda 18,5 metri, affinché tutti i lavori di cantina avvengano per gravitazione: dalla pigiatura con i piedi ai travasi, fino all’imbottigliamento, senza che il vino abbia mai a subire un qualsiasi intervento traumatico meccanico.

Attualmente con le uve del Castello si producono circa 3.500 bottiglie di Castello Luigi Bianco e 6.000 bottiglie di Castello Luigi Rosso. La famiglia Zanini oggi gestisce e lavora in proprio circa 100 ettari di vigneti, che vengono poi vinificati dalla Vinattieri Ticinesi: Colle degli Ulivi (la cura del vigneto è affidata a Eliano Meroni) a Coldrerio; Ronco dell’Angelo a Morbio Inferiore; Tenuta ai Ronchi a Bioggio; Colle d’Avra a Castel San Pietro; i vigneti di proprietà a Ligornetto.
Nel 2008 Zanini acquista la Cantina Luisoni a Capolago, in società con Carlo Croci e Edo Galfetti. I vigneti e tutti i processi di vinificazione sono curati sempre dall’azienda Vinattieri. La struttura di distribuzione consente alla Zanini, con i suoi depositi e con i suoi partners, di esaudire ogni richiesta da parte della gastronomia in ogni regione della Svizzera entro le 24 ore. La Zanini distribuisce in esclusiva sul territorio svizzero i prodotti importati e naturalmente anche i vini ticinesi prodotti con il marchio Vinattieri Ticinesi e Castello Luigi.
Dire Zanini, a distanza di 50 anni, sta anche a significare “L’Aristocrazia dei vini” che lo pone ai vertici degli importatori e distributori con circa 40 aziende di vini italiane e francesi. Basterebbero alcuni nomi per capire dove si è posizionata negli anni la loro scelta. Dall’Italia: Russiz Superiore, Maculan, Anselmi, Bellavista, Pio Cesare, Castello di Volpaia, Poliziano, Capannelle, Tenute di Trinoro, Passopisciaro, Argiolas ecc., e dalla Francia: Bollinger, Gaston Chiquet, Château Haura di Denis Dubourdieu. Non bastasse, si può sfogliare il loro listino “Opera”, arrivato al n. 49, per capire con quanto impegno vengono realizzate le scelte aziendali: carta patinata lucida, fotografie ed etichette a colori, bella grafia e disposizione regionale dei vini. Da alcuni anni, allo scopo di facilitare la visione di questi vini, è stata inaugurata un’enoteca molto razionale che vede raggruppate le aziende in un solo colpo d’occhio. All’interno è in visione un lungo e colorato “murales” opera di Pietro Di Gaspare di Menaggio.
Zanini - L’Aristocrazia dei Vini
via Comi 5 - CH-6853 Ligornetto (Svizzera)
Tel 0041 (0)91 6472332
www.zanini.ch
zanini@zanini.ch


