Il Prosecco cresce nell’export. Icona di stile italiano nel mondo
Il Prosecco è un vino che nel mondo è diventato il simbolo delle bollicine made in Italy. La produzione complessiva delle tre principali denominazioni supera i 312 milioni di bottiglie, di cui il 65% destinato all’export.
Con 241 milioni di bottiglie il Prosecco Doc è risultato nel 2013 il vino a Denominazione di origine più imbottigliato d’Italia. Le aziende produttrici che fanno capo al Consorzio sono oltre 10mila. A queste si aggiungono poi almeno mille aziende trasformatrici e più di 300 case spumantistiche, per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro in termini di volume d’affari.
Accanto ai dati relativi al Prosecco Doc, vanno ricordati anche i volumi produttivi delle altre due importanti denominazioni dell’area trevigiana: il Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, con 70-80 milioni di bottiglie, e l’Asolo Prosecco Docg, con 1,5 milioni di bottiglie. La produzione complessiva dell’area Prosecco arriva quindi ad un totale di oltre 312 milioni di bottiglie.

Tornando al Prosecco Doc, che in termini di volumi e di estensione territoriale rappresenta la realtà maggiore, mentre il mercato nazionale assorbe il 35% delle vendite, all’estero, con il restante 65%, si registra una crescita anche a due cifre. La Germania è il primo mercato estero, che si assicura ogni anno circa un terzo dell’intera quota export. Nel 2013 si è confermata sostanzialmente stabile con un +1,6%, che viste le quantità è di per sé un dato molto interessante.
Ma ci sono anche altri Paesi decisamente performanti nello scenario internazionale. Ad esempio il Regno Unito, che con uno straordinario +57,9% guadagna una posizione, passando dal 3° al 2° posto nel podio mondiale dei consumatori di Prosecco Doc, portando la propria quota export al 20,3% del totale. Anche gli Stati Uniti crescono in maniera significativa e segnano un +24% che corrisponde al 16% della quota export complessiva.
Tra i principali canali di vendita troviamo: Grande distribuzione organizzata (50%), società distributrici (24%), canale Horeca (21%) e vendita diretta in cantina (2%).
Profilo sensoriale
Il Prosecco è un grande vino dalle caratteristiche uniche, espressione perfetta delle peculiarità dei suoi territori d’origine, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Racchiude contenuti e valori che sono sempre più apprezzati dal pubblico dei consumatori internazionali: convivialità, gusto, arte del vivere e capacità di armonizzare contemporaneità e tradizione ne fanno un prodotto che somma felicemente un repertorio di significati positivi e vitali con una spiccata piacevolezza sensoriale che esprime eleganza e finezza. I sentori floreali (fiori bianchi) e fruttati (mela, pera e frutta esotica) si uniscono alle note di freschezza, morbidezza e vivacità al gusto.
Capace di adattarsi a tutte le occasioni e a tutti i tipi di cucina, il Prosecco Doc, con il suo carattere informale e la sua duttilità negli abbinamenti, è un vino capace di allietare un aperitivo, di accompagnare un pranzo e di concludere una serata in compagnia.
Area di produzione e sottozone
Occorre fare una distinzione tra l’area di produzione del Prosecco Doc e alcune importanti sottozone, come quella del Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e quella dell’Asolo Prosecco Docg. La zona di produzione del Prosecco Doc si trova nell’area nord orientale dell’Italia e più precisamente nei territori che fanno capo a 5 province del Veneto (Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno) e in 4 del Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine). Quando la raccolta delle uve, la vinificazione e l’imbottigliamento avvengono completamente nelle province di Treviso e Trieste, si può usare le menzione speciale “Treviso” (utilizzata nel 47,5% dei casi) o “Trieste” (presente solo nello 0,0003% dei casi), a sottolineare il valore particolare che queste due province hanno ricoperto all’interno della storia del Prosecco.

All’interno della zona di produzione del Prosecco Doc, l’area delle Docg Conegliano Valdobbiadene Superiore e Asolo Prosecco è invece più limitata e comprende, nel primo caso, la fascia collinare che va da Conegliano a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, mentre per l’Asolo Prosecco la zona che va dalla Pedemontana a Nervesa della Battaglia, incluse le splendide colline di Asolo e del Montello.
Pur con le diversità di un territorio relativamente esteso, il clima è generalmente temperato: l’area è infatti protetta dalle Alpi a nord e scaldata ad est dai venti del mare Adriatico che mitigano la temperatura estiva, provocando una piovosità che favorisce il corretto sviluppo vegetativo della vite. A fine estate si verificano forti escursioni termiche tra giorno e notte, che permettono lo sviluppo di sostanze aromatiche nell’uva in fase di maturazione. Il terreno di origine alluvionale e, quindi, prevalentemente argilloso-limoso, è ricco di minerali e microelementi e permette di ottenere una produzione di uva che ben si presta alla produzione di vini spumanti e frizzanti.
Questione di regole...
La produzione del Prosecco avviene secondo regole ben precise, definite nel disciplinare della Doc, che stabiliscono i criteri di produzione delle uve, della loro fermentazione e della successiva naturale “presa di spuma”. Doc significa anche un controllo sistematico di tutte le fasi produttive, dall’uva alla bottiglia, dalle verifiche in campo sui vigneti, ai controlli in cantina, tutto viene tracciato. All’atto dell’immissione al consumo, poi, il prodotto è sottoposto a valutazioni chimiche e organolettiche, per ulteriore garanzia di tutela della qualità e dell’origine al consumatore.
Nel 2009 i produttori di Prosecco Doc hanno costituito il Consorzio di tutela, che ha lo scopo di garantire la qualità del prodotto, tutelare il consumatore e valorizzare la produzione attraverso la promozione e la protezione della denominazione “Prosecco” nel mondo. Grazie alle oltre 10mila aziende produttrici, ogni anno sono immesse sul mercato più di 200 milioni di bottiglie di vino frizzante e soprattutto “spumante”, versione prodotta con rifermentazione naturale attraverso il “metodo italiano”, capace di esaltare il bouquet aromatico che sta alla base del successo del Prosecco Doc.

Le origini del Prosecco
I primi documenti in cui si cita un vino Prosecco risalgono alla fine del ‘600 e descrivono un vino bianco, delicato, che ha origine sul carso triestino e in particolare nel territorio di Prosecco. Il successo del Prosecco è dovuto, oltre alle caratteristiche dell’area geografica di appartenenza, essenzialmente alla capacità degli operatori di sviluppare, a partire dai primi anni del 1900, idonee tecniche di rifermentazione naturale, prima in bottiglia, poi in autoclave.
Nell’ultimo secolo si è sviluppato nell’area di produzione una rete di alte professionalità tecnico-scientifiche finalizzata a perfezionare il metodo di produzione ed elaborazione del Prosecco consentendo di esaltare le caratteristiche che lo rendono riconoscibile e apprezzato dai consumatori nazionali ed internazionali. Determinante è stata la capacità degli operatori nello sperimentare e migliorare le tecnologie di vinificazione e di spumantizzazione del Prosecco attraverso le quali gli enologi riescono a preservare gli aromi dell’uva nel profilo aromatico del vino.
In conclusione si può affermare che il Prosecco è un vino sia antico che moderno, ma la caratteristica che lo contraddistingue dagli altri vini è che soddisfa allo stesso tempo i valori di semplicità e di raffinatezza.
Accanto ai dati relativi al Prosecco Doc, vanno ricordati anche i volumi produttivi delle altre due importanti denominazioni dell’area trevigiana: il Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, con 70-80 milioni di bottiglie, e l’Asolo Prosecco Docg, con 1,5 milioni di bottiglie. La produzione complessiva dell’area Prosecco arriva quindi ad un totale di oltre 312 milioni di bottiglie.

Tornando al Prosecco Doc, che in termini di volumi e di estensione territoriale rappresenta la realtà maggiore, mentre il mercato nazionale assorbe il 35% delle vendite, all’estero, con il restante 65%, si registra una crescita anche a due cifre. La Germania è il primo mercato estero, che si assicura ogni anno circa un terzo dell’intera quota export. Nel 2013 si è confermata sostanzialmente stabile con un +1,6%, che viste le quantità è di per sé un dato molto interessante.
Ma ci sono anche altri Paesi decisamente performanti nello scenario internazionale. Ad esempio il Regno Unito, che con uno straordinario +57,9% guadagna una posizione, passando dal 3° al 2° posto nel podio mondiale dei consumatori di Prosecco Doc, portando la propria quota export al 20,3% del totale. Anche gli Stati Uniti crescono in maniera significativa e segnano un +24% che corrisponde al 16% della quota export complessiva.
Tra i principali canali di vendita troviamo: Grande distribuzione organizzata (50%), società distributrici (24%), canale Horeca (21%) e vendita diretta in cantina (2%).
Profilo sensoriale
Il Prosecco è un grande vino dalle caratteristiche uniche, espressione perfetta delle peculiarità dei suoi territori d’origine, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Racchiude contenuti e valori che sono sempre più apprezzati dal pubblico dei consumatori internazionali: convivialità, gusto, arte del vivere e capacità di armonizzare contemporaneità e tradizione ne fanno un prodotto che somma felicemente un repertorio di significati positivi e vitali con una spiccata piacevolezza sensoriale che esprime eleganza e finezza. I sentori floreali (fiori bianchi) e fruttati (mela, pera e frutta esotica) si uniscono alle note di freschezza, morbidezza e vivacità al gusto.
Capace di adattarsi a tutte le occasioni e a tutti i tipi di cucina, il Prosecco Doc, con il suo carattere informale e la sua duttilità negli abbinamenti, è un vino capace di allietare un aperitivo, di accompagnare un pranzo e di concludere una serata in compagnia.
Area di produzione e sottozone
Occorre fare una distinzione tra l’area di produzione del Prosecco Doc e alcune importanti sottozone, come quella del Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e quella dell’Asolo Prosecco Docg. La zona di produzione del Prosecco Doc si trova nell’area nord orientale dell’Italia e più precisamente nei territori che fanno capo a 5 province del Veneto (Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno) e in 4 del Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine). Quando la raccolta delle uve, la vinificazione e l’imbottigliamento avvengono completamente nelle province di Treviso e Trieste, si può usare le menzione speciale “Treviso” (utilizzata nel 47,5% dei casi) o “Trieste” (presente solo nello 0,0003% dei casi), a sottolineare il valore particolare che queste due province hanno ricoperto all’interno della storia del Prosecco.

All’interno della zona di produzione del Prosecco Doc, l’area delle Docg Conegliano Valdobbiadene Superiore e Asolo Prosecco è invece più limitata e comprende, nel primo caso, la fascia collinare che va da Conegliano a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, mentre per l’Asolo Prosecco la zona che va dalla Pedemontana a Nervesa della Battaglia, incluse le splendide colline di Asolo e del Montello.
Pur con le diversità di un territorio relativamente esteso, il clima è generalmente temperato: l’area è infatti protetta dalle Alpi a nord e scaldata ad est dai venti del mare Adriatico che mitigano la temperatura estiva, provocando una piovosità che favorisce il corretto sviluppo vegetativo della vite. A fine estate si verificano forti escursioni termiche tra giorno e notte, che permettono lo sviluppo di sostanze aromatiche nell’uva in fase di maturazione. Il terreno di origine alluvionale e, quindi, prevalentemente argilloso-limoso, è ricco di minerali e microelementi e permette di ottenere una produzione di uva che ben si presta alla produzione di vini spumanti e frizzanti.
Questione di regole...
La produzione del Prosecco avviene secondo regole ben precise, definite nel disciplinare della Doc, che stabiliscono i criteri di produzione delle uve, della loro fermentazione e della successiva naturale “presa di spuma”. Doc significa anche un controllo sistematico di tutte le fasi produttive, dall’uva alla bottiglia, dalle verifiche in campo sui vigneti, ai controlli in cantina, tutto viene tracciato. All’atto dell’immissione al consumo, poi, il prodotto è sottoposto a valutazioni chimiche e organolettiche, per ulteriore garanzia di tutela della qualità e dell’origine al consumatore.
Nel 2009 i produttori di Prosecco Doc hanno costituito il Consorzio di tutela, che ha lo scopo di garantire la qualità del prodotto, tutelare il consumatore e valorizzare la produzione attraverso la promozione e la protezione della denominazione “Prosecco” nel mondo. Grazie alle oltre 10mila aziende produttrici, ogni anno sono immesse sul mercato più di 200 milioni di bottiglie di vino frizzante e soprattutto “spumante”, versione prodotta con rifermentazione naturale attraverso il “metodo italiano”, capace di esaltare il bouquet aromatico che sta alla base del successo del Prosecco Doc.

Le origini del Prosecco
I primi documenti in cui si cita un vino Prosecco risalgono alla fine del ‘600 e descrivono un vino bianco, delicato, che ha origine sul carso triestino e in particolare nel territorio di Prosecco. Il successo del Prosecco è dovuto, oltre alle caratteristiche dell’area geografica di appartenenza, essenzialmente alla capacità degli operatori di sviluppare, a partire dai primi anni del 1900, idonee tecniche di rifermentazione naturale, prima in bottiglia, poi in autoclave.
Nell’ultimo secolo si è sviluppato nell’area di produzione una rete di alte professionalità tecnico-scientifiche finalizzata a perfezionare il metodo di produzione ed elaborazione del Prosecco consentendo di esaltare le caratteristiche che lo rendono riconoscibile e apprezzato dai consumatori nazionali ed internazionali. Determinante è stata la capacità degli operatori nello sperimentare e migliorare le tecnologie di vinificazione e di spumantizzazione del Prosecco attraverso le quali gli enologi riescono a preservare gli aromi dell’uva nel profilo aromatico del vino.
In conclusione si può affermare che il Prosecco è un vino sia antico che moderno, ma la caratteristica che lo contraddistingue dagli altri vini è che soddisfa allo stesso tempo i valori di semplicità e di raffinatezza.

