Vino, la ricerca è la chiave del futuro per i Masters of Wine a Firenze
L’8º Simposio mondiale dei Masters of Wine è stata l'occasione per sottolineare l'importanza degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo nel settore. Château Margaux e Viña Errázuriz puntano all'ecosostenibilità
La tradizione, da sola, non basta. Per affrontare le sfide del futuro serve investire in ricerca e sviluppo, mantenendo al contempo “il mistero” del vino. È questo, in sintesi, il messaggio emerso nella sessione “La scienza contro la fede” dell’ottavo Simposio mondiale dei Masters of Wine di Firenze, grazie alla partnership con l’Istituto Grandi Marchi. Per Paul Pontallier, managing director e amministratore delegato di Château Margaux, che già da 12 anni investe in progetti di ricerca e sviluppo e ora sta costruendo un dipartimento dedicato: «Attualmente investiamo sulla ricerca, che è la chiave del futuro, circa 200mila euro con l’obiettivo però di arrivare a 1 milione di euro».

Nella foto, da sinistra: Jean Michel Valette (Masters of Wine), Francisco Baettig, Henri de Pracomtal (Ceo Chêne & Cie) e Paul Pontallier
Tra gli ambiti delineati da Pontallier ci sono la sostenibilità - definita come prioritaria per l’azienda - ma anche l’interazione tra l’agricoltura biologica, biodinamica e quella tradizionale fino alla sperimentazione sui tappi a vite. Tappi questi ultimi, che al momento «in alcuni casi - continua Pontallier - hanno funzionato, soprattutto per i vini con un invecchiamento sui 2-3 anni mentre rimane ancora da verificarne l’effetto sull’aromaticità in 20-30 anni di invecchiamento». Per l’ad di Château Margaux certo è che «se dovessimo giungere alla conclusione che i tappi a vite funzionano meglio non esiteremmo ad utilizzarli».
Anche in Cile la tecnologia sta accompagnando la giovane tradizione vitivinicola, come ha testimoniato Francisco Baettig di Viña Errázuriz, una delle più importanti aziende del Paese: «Bisogna lavorare molto - afferma Baetting - sul fronte dell’ecosostenibilità del vigneto cileno e su questo si dovranno indirizzare gli sforzi della ricerca. In 30 anni di storia vitivinicola il Cile ha fatto molta strada, ottenendo importanti risultati sul fronte della qualità. Bisogna però fare ancora molto: lavorare in modo più serio sulle denominazioni e scegliere la strada da intraprendere, se quella del volume o della qualità totale. Tutto ciò tenendo presente che nel nostro Paese nessuno comprerà una bottiglia da 200 dollari, perché ci vuole tempo per assorbire una cultura di questo tipo».

Nella foto, da sinistra: Jean Michel Valette (Masters of Wine), Francisco Baettig, Henri de Pracomtal (Ceo Chêne & Cie) e Paul Pontallier
Tra gli ambiti delineati da Pontallier ci sono la sostenibilità - definita come prioritaria per l’azienda - ma anche l’interazione tra l’agricoltura biologica, biodinamica e quella tradizionale fino alla sperimentazione sui tappi a vite. Tappi questi ultimi, che al momento «in alcuni casi - continua Pontallier - hanno funzionato, soprattutto per i vini con un invecchiamento sui 2-3 anni mentre rimane ancora da verificarne l’effetto sull’aromaticità in 20-30 anni di invecchiamento». Per l’ad di Château Margaux certo è che «se dovessimo giungere alla conclusione che i tappi a vite funzionano meglio non esiteremmo ad utilizzarli».
Anche in Cile la tecnologia sta accompagnando la giovane tradizione vitivinicola, come ha testimoniato Francisco Baettig di Viña Errázuriz, una delle più importanti aziende del Paese: «Bisogna lavorare molto - afferma Baetting - sul fronte dell’ecosostenibilità del vigneto cileno e su questo si dovranno indirizzare gli sforzi della ricerca. In 30 anni di storia vitivinicola il Cile ha fatto molta strada, ottenendo importanti risultati sul fronte della qualità. Bisogna però fare ancora molto: lavorare in modo più serio sulle denominazioni e scegliere la strada da intraprendere, se quella del volume o della qualità totale. Tutto ciò tenendo presente che nel nostro Paese nessuno comprerà una bottiglia da 200 dollari, perché ci vuole tempo per assorbire una cultura di questo tipo».

