La 48ª edizione di Vinitaly ha rappresentato per la Cantina di Soave un’importante occasione per presentare al pubblico, ma anche agli operatori professionali, l’ultima annata dei suoi prestigiosi vini.

Il 2013 è stata un’annata caratterizzata da un andamento stagionale che si è contraddistinto per un inverno piuttosto secco, non particolarmente freddo ma prolungato, a cui è seguita una primavera dalla piovosità eccezionale, con temperature sensibilmente al di sotto della media. Il perdurare di temperature fresche nel mese di marzo e aprile ha generato un ritardo nel germogliamento.

Le buone escursioni termiche tra giorno e notte nei periodi di giugno, luglio e settembre hanno contribuito ad aumentare l’espressione aromatica della Garganega la cui vendemmia per la produzione di vini Soave Classico è iniziata intorno all’ultima decade di settembre. Si può dire che la vendemmia 2013 è stata una vendemmia “fresca” che ha portato alla produzione di vini più fragranti rispetto alle annata 2011 e 2012, e caratterizzati da note fruttate ed aromatiche molto piacevoli.

Inoltre, anche quest’anno, Cantina di Soave ha organizzato durante le giornate di Vinitaly una serie di degustazioni verticali di 5 annate di Amarone della Valpolicella Doc Rocca Sveva e 5 annate di Soave Classico Superiore Docg Rocca Sveva Castelcerino.

Borgo Rocca Sveva

Le vecchie vigne, tra storia e memoria
Presso lo stand del Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di Soave si è tenuta la presentazione di un progetto editoriale che il periodico Millevigne realizzerà in collaborazione con Cantina di Soave, che prevede il racconto del territorio attraverso delle interviste a viticoltori radicati nel territorio e soci della Cantina di vecchia data. Le interviste saranno strutturate sotto forma di racconti che descriveranno l’esperienza di chi ha vissuto in prima persona il cambiamento del lavoro in campagna e in vigneto.

I temi affrontati saranno la relazione con la vigna, l’esperienza delle vendemmie, il vivere la quotidianità della campagna in tutti i periodi dell’anno, il passaggio dall’utilizzo degli animali come la cavalla da tiro ed i buoi all’utilizzo della macchina.

«Volevamo raccontare il territorio con la voce di chi lo vive da sempre - ha spiegato Bruno Trentini, direttore generale di Cantina di Soave - per questo, con il prezioso supporto dell’agronomo Giuseppe Rama, verranno intervistati direttamente alcuni viticoltori che potranno raccontare la loro storia».


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