All'Osteria del Treno di Milano un menu pop per celebrare il Lambrusco
L'Osteria del Treno di Milano ha studiato un menu ad hoc, creato in collaborazione con Gambero Rosso, per celebrare il Lambrusco; inoltre nei banchi di assaggio si sono potuti degustare i migliori prodotti del Consorzio
Due giornate dedicate al Lambrusco, con degustazioni e un menu pop e frizzante hanno celebrato a Milano lo champagne dell'Emilia Romagna, come lo aveva definito nei '50 Mario Soldati. Un vero e proprio viaggio conoscitivo, sotto l'egida di Gambero Rosso. L'evento si è svolto nei giorni scorsi presso l'Osteria del Treno, locale storico del capoluogo Lombardo che ha anche studiato un menu, creato in collaborazione con Gambero Rosso, in abbinamento al vino Pop per eccellenza, con abbinamenti nuovi e insoliti che non fossero solamente i tradizionali salumi.

Il Lambrusco è stato così “sposato” anche al pesce azzurro ed ha rivelato potenzialità inaspettate. Nei banchi di assaggio si sono potuti degustare i migliori Lambruschi selezionati dal Consorzio Marchio Storico Lambruschi Modenesi e dal Consorzio Vini Reggiani, offerti direttamente dai produttori che hanno raccontato al pubblico e ai giornalisti, le peculiarità delle loro produzioni.
Hanno presentato la manifestazione Francesco Dammicco, direttore commerciale di Gambero Rosso Holding, e Giorgio Melandri, giornalista e degustatore: «Il Lambrusco ha un'anima popolare e proprio grazie ad essa si è trovato ad essere un vino moderno. Negli anni i produttori hanno lavorato per migliorarne la qualità senza snaturarne le tradizioni, oggi è arrivato ad essere un vino protagonista e molto rappresentativo del territorio e proprio grazie ad esso, il Lambrusco è un racconto più sfaccettato di come lo avete conosciuto fino ad oggi».
Sul racconto delle diversità si sono articolati anche gli interventi di Davide Frascari, presidente del Consorzio dei Vini Reggiani; Ermi Bagni, direttore del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena e Giacomo Savorini, direttore del Consorzio dei Colli Bolognesi.
«Il Lambrusco Reggiano - ha spiegato Frascari - è un uvaggio, mentre nel modenese è monovitigno, il Salamino è la varietà principale del nostro territorio». L'altro protagonista della produzione della zona dei Colli Bolognesi è il Pignoletto, che ha voluto accompagnare in questo evento il Lambrusco; una special guest con i suoi profumi fruttati e la sua verve cristallina e frizzante.

Il Lambrusco è stato così “sposato” anche al pesce azzurro ed ha rivelato potenzialità inaspettate. Nei banchi di assaggio si sono potuti degustare i migliori Lambruschi selezionati dal Consorzio Marchio Storico Lambruschi Modenesi e dal Consorzio Vini Reggiani, offerti direttamente dai produttori che hanno raccontato al pubblico e ai giornalisti, le peculiarità delle loro produzioni.
Hanno presentato la manifestazione Francesco Dammicco, direttore commerciale di Gambero Rosso Holding, e Giorgio Melandri, giornalista e degustatore: «Il Lambrusco ha un'anima popolare e proprio grazie ad essa si è trovato ad essere un vino moderno. Negli anni i produttori hanno lavorato per migliorarne la qualità senza snaturarne le tradizioni, oggi è arrivato ad essere un vino protagonista e molto rappresentativo del territorio e proprio grazie ad esso, il Lambrusco è un racconto più sfaccettato di come lo avete conosciuto fino ad oggi».Sul racconto delle diversità si sono articolati anche gli interventi di Davide Frascari, presidente del Consorzio dei Vini Reggiani; Ermi Bagni, direttore del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena e Giacomo Savorini, direttore del Consorzio dei Colli Bolognesi.
«Il Lambrusco Reggiano - ha spiegato Frascari - è un uvaggio, mentre nel modenese è monovitigno, il Salamino è la varietà principale del nostro territorio». L'altro protagonista della produzione della zona dei Colli Bolognesi è il Pignoletto, che ha voluto accompagnare in questo evento il Lambrusco; una special guest con i suoi profumi fruttati e la sua verve cristallina e frizzante.


