Magis punta alla sostenibilità certificata. Un protocollo mette l'agronomo al centro
A Vinitaly Magis ha sviluppato il tema della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei nostri vigneti, necessaria per produrre vini salubri. L'agronomo è centrale nella gestione sostenibile del vigneto
Magis è una parola latina che vuol dire "di più", cioè "sempre meglio". Il nome evoca la natura e lo scopo: continuare a identificare, creare e diffondere tutta l'innovazione necessaria per migliorare la sostenibilità della vitivinicoltura e la salubrità del vino. Se ne è parlato durante l'incontro "Il Valore del Vino sostenibile è l'Uomo". Perché è l'uomo al centro? «Non possiamo più produrre - ha sottolineato Attilio Scienza, presidente del comitato tecnico-scientifico di Magis - abusando delle risorse che la terra ci dà. L'uomo è l'unico elemento determinante nella gestione della produzione dell'uva e nella fabbricazione del vino. Con Magis, attraverso un protocollo condiviso in continua evoluzione, l'agronomo ha la possibilità di valutare al meglio ogni intervento».

Lo stesso protocollo Magis evidenzia infatti la centralità dell'agronomo nella gestione sostenibile del vigneto. Domenico Zonin, presidente Unione italiana vini, ha confermato l'impegno dei produttori: «Magis è una bellissima iniziativa. Tutti - consumatori, buyer esteri, Gdo e aziende - stanno diventando più attenti alla sostenibilità. E la sostenibilità si basa su ricerca scientifica e innovazione, per guardare avanti. È importante comunicarla; servono un progetto unico ed un bollino da mettere in etichetta».
«Non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri - ha affermato Mario Del Debbio, presidente nazionale Fisar - l'abbiamo in prestito dai nostri figli. Sviluppo sostenibile è soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza infierire su quelle future. Come sommelier dobbiamo portare il messaggio di quello che Magis sta facendo con tanto impegno. Crescere vuol dire diventare più grandi, svilupparsi vuol dire diventare ogni giorno migliori. Noi vogliamo sviluppare ogni giorno di più questo concetto: Magis».
«Per fare un vino sostenibile Magis - ha concluso Roberto Rabachino, presidente nazionale associazione Stampa agroalimentare italiana, moderatore del talk show, richiamando i concetti del protocollo di sostenibilità - ogni produttore dispone delle migliori conoscenze, aggiornate anno dopo anno. Magis è agricoltura di precisione, che vuol dire fare solo quello che serve, solo quando e dove serve, con equilibrato e rispettoso “senso della misura”. Così lo faranno anche i figli dei nostri figli. Perché la sostenibilità dev'essere un fatto dimostrabile, e non solo una parola».
Equilibrio, sensibilità, giusta misura: questi principi sono stati sottolineati nel messaggio lanciato dalle donne protagoniste di Magis. Le loro storie e le loro esperienze sono state raccontate nell'incontro moderato dalla giornalista Lara Loreti. «Quando penso a donne e vino - ha affermato Claudia Marinelli, segretario nazionale Fisar - penso alla convivialità. Il vino è un mezzo per stare insieme, comunicare emozioni, condividere il lavoro che c'è dietro, in campagna, nel rispetto per la terra».
Grazie al protocollo di sostenibilità Magis, il ruolo dell'agronomo è sempre più centrale. «Il protocollo Magis - commenta Roberta Pugliese, agronomo dell'Agricola San Felice - è stato una forma di riscatto per il ruolo dell'agronomo. L'attenzione alla sostenibilità prescinde dall'essere donna e agronomo. Applichiamo sempre i principi della sostenibilità e la filosofia della giusta misura. Per noi Magis contribuisce a comunicare meglio a clienti e consumatori ciò che si fa in vigneto».
«Operare in vigneto - dichiara Monia Ravagli, agronomo e enologo di Drei Donà - inseguendo un concetto di sostenibilità è un percorso ormai obbligato per chi voglia fare qualità, perché produrre vino determina un'interazione con l'ambiente, sia locale che globale. Un'azienda deve essere concepita come un agro-ecosistema all'interno di un ecosistema più ampio. In questo ambito, Magis ci ha aiutato ad acquisire un modus operandi, riducendo gli interventi non necessari».
Michela Muratori si occupa di comunicazione per Arcipelago Muratori e racconta i suoi vini Magis tramite i social network (Facebook, Twitter, Instagram) anche ai giovani che si stanno avvicinando al mondo del vino: «Il termine sostenibilità si sente spesso, è di moda. Il fatto di "essere Magis" ci consente di certificarlo nel rispetto di chi vuole un prodotto attento all'ambiente».
«Rispetto della terra - sostiene Chiara Giannotti responsabile marketing di Fazi Battaglia - rispetto del consumatore. L'equilibrio è uno dei punti di forza del progetto: Magis riesce a creare sostenibilità in vigneto, in cantina, nel conto economico. Un vino sano, garantito, di qualità».
«Lavorare con l'estero - racconta Maria Vittoria Sassi, Cantine Giacomo Montresor - significa dialogare con il mercato di riferimento e spesso la prima domanda che ci viene fatta è: Voi cosa fate per l'ambiente?». La risposta è il protocollo Magis con il quale vengono prodotti anche vini da antichi impianti di Cabernet Sauvignon».

Lo stesso protocollo Magis evidenzia infatti la centralità dell'agronomo nella gestione sostenibile del vigneto. Domenico Zonin, presidente Unione italiana vini, ha confermato l'impegno dei produttori: «Magis è una bellissima iniziativa. Tutti - consumatori, buyer esteri, Gdo e aziende - stanno diventando più attenti alla sostenibilità. E la sostenibilità si basa su ricerca scientifica e innovazione, per guardare avanti. È importante comunicarla; servono un progetto unico ed un bollino da mettere in etichetta».
«Non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri - ha affermato Mario Del Debbio, presidente nazionale Fisar - l'abbiamo in prestito dai nostri figli. Sviluppo sostenibile è soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza infierire su quelle future. Come sommelier dobbiamo portare il messaggio di quello che Magis sta facendo con tanto impegno. Crescere vuol dire diventare più grandi, svilupparsi vuol dire diventare ogni giorno migliori. Noi vogliamo sviluppare ogni giorno di più questo concetto: Magis».
«Per fare un vino sostenibile Magis - ha concluso Roberto Rabachino, presidente nazionale associazione Stampa agroalimentare italiana, moderatore del talk show, richiamando i concetti del protocollo di sostenibilità - ogni produttore dispone delle migliori conoscenze, aggiornate anno dopo anno. Magis è agricoltura di precisione, che vuol dire fare solo quello che serve, solo quando e dove serve, con equilibrato e rispettoso “senso della misura”. Così lo faranno anche i figli dei nostri figli. Perché la sostenibilità dev'essere un fatto dimostrabile, e non solo una parola».
Equilibrio, sensibilità, giusta misura: questi principi sono stati sottolineati nel messaggio lanciato dalle donne protagoniste di Magis. Le loro storie e le loro esperienze sono state raccontate nell'incontro moderato dalla giornalista Lara Loreti. «Quando penso a donne e vino - ha affermato Claudia Marinelli, segretario nazionale Fisar - penso alla convivialità. Il vino è un mezzo per stare insieme, comunicare emozioni, condividere il lavoro che c'è dietro, in campagna, nel rispetto per la terra».
Grazie al protocollo di sostenibilità Magis, il ruolo dell'agronomo è sempre più centrale. «Il protocollo Magis - commenta Roberta Pugliese, agronomo dell'Agricola San Felice - è stato una forma di riscatto per il ruolo dell'agronomo. L'attenzione alla sostenibilità prescinde dall'essere donna e agronomo. Applichiamo sempre i principi della sostenibilità e la filosofia della giusta misura. Per noi Magis contribuisce a comunicare meglio a clienti e consumatori ciò che si fa in vigneto».
«Operare in vigneto - dichiara Monia Ravagli, agronomo e enologo di Drei Donà - inseguendo un concetto di sostenibilità è un percorso ormai obbligato per chi voglia fare qualità, perché produrre vino determina un'interazione con l'ambiente, sia locale che globale. Un'azienda deve essere concepita come un agro-ecosistema all'interno di un ecosistema più ampio. In questo ambito, Magis ci ha aiutato ad acquisire un modus operandi, riducendo gli interventi non necessari».
Michela Muratori si occupa di comunicazione per Arcipelago Muratori e racconta i suoi vini Magis tramite i social network (Facebook, Twitter, Instagram) anche ai giovani che si stanno avvicinando al mondo del vino: «Il termine sostenibilità si sente spesso, è di moda. Il fatto di "essere Magis" ci consente di certificarlo nel rispetto di chi vuole un prodotto attento all'ambiente».
«Rispetto della terra - sostiene Chiara Giannotti responsabile marketing di Fazi Battaglia - rispetto del consumatore. L'equilibrio è uno dei punti di forza del progetto: Magis riesce a creare sostenibilità in vigneto, in cantina, nel conto economico. Un vino sano, garantito, di qualità».
«Lavorare con l'estero - racconta Maria Vittoria Sassi, Cantine Giacomo Montresor - significa dialogare con il mercato di riferimento e spesso la prima domanda che ci viene fatta è: Voi cosa fate per l'ambiente?». La risposta è il protocollo Magis con il quale vengono prodotti anche vini da antichi impianti di Cabernet Sauvignon».

