Guido Brivio (nella foto) è enologo con alle spalle una solida formazione professionale francese e americana. Motivato da una lunga tradizione familiare nel commercio dei vini, quando ebbe l’opportunità di assumere la direzione dell’azienda (siamo nel 1988), cominciò ad impostare la sua politica su prodotti di nuova concezione rivolti alla grande qualità. Con cambiamenti radicali rinnovò tutta la parte tecnologica. Notevoli investimenti vennero fatti per riattivare le cantine scavate nella roccia del Monte Generoso, in contrada Vignoo di Mendrisio, ideali per la conservazione, la maturazione e l’affinamento dei vini grazie all’esistenza di sfiatatoi di aria fresca naturale (sorèl).

Guido Brivio con Touché e sfondo del monte Brè

Le selezioni delle uve, di provenienza dalle diverse zone microclimatiche della regione, permisero di ampliare la gamma dei prodotti creando una linea di vini innovativi ed esclusivi quali il Bianco Rovere, il Baiocco e il Riflessi d’Epoca. I notevoli successi e sempre alla ricerca di novità, selezionando il meglio delle uve locali, portarono alla creazione di altri vini quali il  Donnay, il Vigna d’Antan e il famoso “Platinum”, un merlot da uve appassite di grande struttura e di lunga vita. Da alcuni anni le aziende Gialdi e Brivio collaborano al fine di poter gestire autonomamente vini del Sopra e Sottoceneri.

Infatti, le uve conferite da numerosi viticoltori del Sottoceneri permettono al giovane Guido Brivio di continuare a produrre vini che si trovano su tutte le tavole della Svizzera. Proseguendo sulla sua strada di “novità”, al Ristorante Capo San Martino di Paradiso ha presentato l’ultimo nato da uve del Mendrisiotto: Touché, Merlot del Ticino Rosso Doc 2012, un vino di “esigenza” da inserire tra il Baiocco e il Riflessi d’Epoca. Alla decina di giornalisti presenti Guido Brivio ha fatto degustare in aperture come aperitivo il bianco Ronco Bain, da uve Sauvignon, davvero intrigante con i suoi aromatici profumi che ha accompagnato gli “appetizer” di pesci e di carne proposti dallo chef Maurizio Cittarella.

Il Touché (letteralmente “toccato”) ottenuto da uve di circa 25 anni di età, con un leggero passaggio in legno francese di secondo e terzo passaggio, ha invece fatta gran bella figura su due meravigliosi piatti: Ravioli con sugo d’arrosto con fave novelle e spugnole e quindi a seguire su Medaglione di spalla di arrosto con tortino di patate e taccole.

Un vino dal colore rubino violaceo, floreale di viola e fruttato di amarena e ribes con finale speziato di pepe nero. La buona acidità ben sosteneva i tannini ancora ruvidi da giovane imbottigliamento (a Settembre sarà ottimo), con un finale lungo che riporta alla mente i sentori già avvertiti al naso. Come se non bastasse dobbiamo confermare che lo stesso vino non stava affatto male neanche sui formaggi d’alpeggio di Sorescia e Alpe di Prato. Riservato all’alta ristorazione e alle enoteche ha un costo in cantina, ai privati, sui 28,00 frs.

La novità di chiusura è l’accordo stipulato con la casa giapponese Winehouse che importerà e distribuirà in Giappone la gamma dei vini Gialdi/Brivio, compreso il Touché, che per ora si assesta su una produzione di 16mila bottiglie.


Brivio Vini
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