I vini lombardi a Vinitaly con un record. L'88,9% è a Denominazione di qualità
Il Padiglione Lombardia sarà presente al prossimo Vinitaly, dal 6 al 9 aprile, forte di un nuovo record: la vendemmia 2013 chiusa con un 88,9% di vini a Denominazione di qualità sul totale di quelli prodotti in un anno
Sempre più protagonisti sui mercati esteri grazie a una crescita dell’export dell’11,6% nel 2013, a fronte di una media nazionale del +7,3%. Ma anche pronti a conquistare i milioni di visitatori stranieri attesi a Milano per l’Expo 2015, assumendo il ruolo di ambasciatori della produzione vitivinicola nazionale in virtù di una qualità e varietà al top.
Sono queste le premesse con cui i vini della Lombardia si presentano all’appuntamento con la 48ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in scena a Verona dal 6 al 9 aprile. La collettiva lombarda che accoglierà buyer, operatori del settore e giornalisti nel “salotto buono” del Padiglione Lombardia, che come da tradizione occuperà l’intero secondo piano del Palaexpo, arriva infatti all’appuntamento con la storica manifestazione forte di un nuovo record: la vendemmia 2013 chiusa con un 88,9% di vini a Denominazione di qualità sul totale di quelli prodotti.
«La Lombardia è la sintesi di tutti i vini d’Italia per la varietà di tipologie», ha affermato in apertura Carlo Cambi, giornalista creatore della Guida Mangiarozzo. «Il padiglione della Lombardia a Verona è il Salotto di Vinitaly, rispetto agli altri padiglioni caotici è il luogo ideale per degustare e godere il vino».

Nella foto, da sinistra: Gianni Fava, Roberto Maroni, Francesco Bettoni ed Ettore Riello
Forte la dichiarazione di Ettore Riello, presidente di Veronafiere: «Approfitto di questa platea per sottolineare la debolezza tutta italiana nel non trovare la modalità perché le Fiere diventino una leva politica per il Paese».
«La Lombardia si presenta a Vinitaly in forma smagliante (+11,6%)», ha sottolineato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia. «Voglio dire il mio “BRAVI” ai nostri produttori, alle nostre imprese, alle nostre aziende».
Su 1,46 milioni di ettolitri di vino prodotto in Lombardia lo scorso anno, ben 1,30 milioni di ettolitri ha il marchio Docg, Doc o Igt. «La Lombardia - ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - è la prima Regione agricola italiana e la seconda in Europa. E i nostri vini raccontano la storia di questa bellissima terra nel mondo, la creatività e l’operosità dei lombardi».
«I dati sulla vendemmia 2013, poi - ha proseguito Maroni - ci dicono che a crescere è soprattutto la produzione di qualità con +2,5% di ettari rivendicati Docg, Doc e Igt e +17,6% di ettolitri a denominazione di qualità. Merito di professionisti qualificati, imprenditori capaci di innovare, spesso giovani, che credono nella Lombardia e investono in Lombardia. La Regione intende sostenerli il più possibile, per fare apprezzare il nostro vino e promuovere il nostro territorio nel mondo, anche in occasione di Expo 2015».
«Stiamo facendo cose concrete per sostenere il comparto - ha sottolineato il governatore lombardo - con quasi 1 milione di finanziamenti. I temi di Expo sono coerenti con la vocazione produttiva della Lombardia e dobbiamo fare in modo che chi arriverà nel 2015 si innamori della nostra regione. Attraverso la rete delle Camere di commercio siamo pronti a raccogliere e sostenere le iniziative che vanno in questa direzione che è quella della qualità, le altre non ci interessano».
«Per dimostrare che puntiamo sempre più in alto - ha concluso Maroni - l’anno prossimo vi do appuntamento nella nuova sede, che sarà non più al 30° ma al 39° piano!».
Export, boom in Qatar e Nuova Zelanda
La partita con l’estero si gioca, infatti, su due fronti. Da un lato l’export: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Canada e Giappone restano i mercati principali quanto a fatturato. I dati Istat elaborati da Unioncamere Lombardia evidenziano anche una forte crescita di nuovi mercati quali Qatar (+268,6%), Nuova Zelanda (+124,1%), Messico (+59,6%), Corea del Sud (+54,2%) ed Emirati Arabi Uniti (+53,3%).
Dall’altro Expo 2015, «un’occasione irripetibile - ha ricordato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia - per il comparto vitivinicolo lombardo. I nostri vini saranno gli ambasciatori deIla produzione italiana agli occhi dei tanti visitatori stranieri che verranno a Milano per l’Expo e per i quali la Lombardia sarà la porta d’ingresso nel nostro Paese».
«I successi sui mercati internazionali - ha proseguito Bettoni - dimostrano che la Lombardia non ha nulla da invidiare alle più rinomate regioni vinicole del mondo. Il consumatore oggi vuole soprattutto qualità: grazie agli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo il sistema vitivinicolo lombardo ha raggiunto il top, sia per quanto riguarda la qualità sia per quanto riguarda la varietà. E questo microcosmo di offerta completa fa della Lombardia la regione con la maggior possibilità di scelta in Italia».

Un microcosmo con una varietà unica
La diversità di ambienti, di clima e terroir, tra laghi, colline e montagne, fa infatti della Lombardia una realtà unica. Nella quale la nobiltà degli spumanti metodo classico di Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese, convive con lo spessore dei rossi di montagna della Valtellina, l’eleganza dei bianchi di Lugana, la vivacità del Lambrusco Mantovano, la raffinatezza di un passito di nicchia quale il Moscato di Scanzo e la freschezza delle piccole produzioni delle Terre Lariane e delle colline di San Colombano.
Proprio questo microcosmo sarà protagonista nella Collettiva Lombarda, prima per numero di espositori e detentrice del record di presenze nell’edizione 2013 del Vinitaly, quando dei 148mila visitatori complessivi registrati in fiera oltre 80mila fecero tappa al secondo piano del Palaexpo. Con 8.500 metri quadrati di spazio occupato, oltre 4mila dei quali allestiti, 200 aziende vitivinicole presenti e oltre mille vini a Denominazione di qualità in degustazione, la Collettiva Lombarda proporrà ai visitatori un’offerta al top sia in termini di livello qualitativo sia in termini di varietà.
Vocazione alla qualità
D’altra parte, la riprova della forte vocazione alla qualità dei vini lombardi è anche nei numeri: pur rappresentando appena il 3% della produzione nazionale, la Lombardia concorre per l’8% alle Denominazioni di qualità italiane. Sommando le 5 Docg, le 22 Doc e le 15 Igt, sono infatti 42 le denominazioni lombarde.
«La qualità della Lombardia - ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava - è notevolmente cresciuta negli ultimi 20 anni. La sfida dei viticoltori lombardi sarà quella di crescere ulteriormente sul fronte dell’export, aumentato dell’11,6% nel 2013”.
«La Regione Lombardia si sta muovendo in più direzioni - ha proseguito Fava - con un percorso rivolto alle imprese nell’accesso al credito, nell’innovazione attraverso il programma di sviluppo rurale, nella semplificazione burocratica. Dal 2015, in particolare, nell’ambito dell’ocm saranno rese disponibili risorse per circa 10 milioni di euro su provvedimenti specifici legati alla promozione, alla ristrutturazione dei vigneti e al miglioramento delle imprese vitivinicole, con una sensibile attenzione ai due pilastri sui quali si fonda il settore: qualità ed export».
La casa dei consorzi e dei vini lombardi
Un risultato frutto della collaborazione sistematica tra Regione Lombardia, Sistema camerale lombardo e Consorzi di tutela, il cui lavoro congiunto si esprime non solo nella tutela e valorizzazione della qualità, ma anche nella promozione dei prodotti vitivinicoli lombardi.
E proprio in virtù di questa collaborazione il Padiglione Lombardia, realizzato e finanziato congiuntamente in accordo di programma dalla Regione e dalle Camere di Commercio della Lombardia, quest’anno propone alcune ulteriori migliorie rispetto alle edizioni passate, a partire dalle corsie più larghe per garantire maggiore mobilità e comfort ad espositori e visitatori, che ne fannouna tappa irrinunciabile per i visitatori del Vinitaly.
Ad attenderli, oltre ai 200 produttori, anche gli 11 Consorzi di tutela dei vini lombardi: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani (per Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano), Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (per Montenetto, Botticino, San Martino della Battaglia e Cellatica).

Un approccio ecosostenibile: la raccolta dei tappi
Molto ricco il calendario di incontri e degustazioni per buyer, operatori e giornalisti, ai quali quest’anno verrà presentata anche un’importante novità nel segno della sostenibilità ambientale e del sociale. Grazie all’accordo con Amorim Cork Italia, azienda leader nel mercato del sughero, quest’anno tutti i tappi delle bottiglie degustate nel Padiglione Lombardia durante i quattro giorni di Vinitaly verranno raccolti in appositi contenitori presenti negli stand degli espositori.
I tappi raccolti saranno recuperati e destinati al riciclaggio, diventando materiale isolante da utilizzare nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni, e per ogni tappo Amorim verserà un controvalore economico (70 centesimi di euro per ogni chilo raccolto) che verrà destinato a sostenere le attività di “Le Viss”, onlus con sede a Verona che si occupa di assistenza a malati ematologici affetti da leucemia, linfoma e mieloma.
foto: Filippo Nardo Ennevi
Sono queste le premesse con cui i vini della Lombardia si presentano all’appuntamento con la 48ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in scena a Verona dal 6 al 9 aprile. La collettiva lombarda che accoglierà buyer, operatori del settore e giornalisti nel “salotto buono” del Padiglione Lombardia, che come da tradizione occuperà l’intero secondo piano del Palaexpo, arriva infatti all’appuntamento con la storica manifestazione forte di un nuovo record: la vendemmia 2013 chiusa con un 88,9% di vini a Denominazione di qualità sul totale di quelli prodotti.
«La Lombardia è la sintesi di tutti i vini d’Italia per la varietà di tipologie», ha affermato in apertura Carlo Cambi, giornalista creatore della Guida Mangiarozzo. «Il padiglione della Lombardia a Verona è il Salotto di Vinitaly, rispetto agli altri padiglioni caotici è il luogo ideale per degustare e godere il vino».

Nella foto, da sinistra: Gianni Fava, Roberto Maroni, Francesco Bettoni ed Ettore Riello
Forte la dichiarazione di Ettore Riello, presidente di Veronafiere: «Approfitto di questa platea per sottolineare la debolezza tutta italiana nel non trovare la modalità perché le Fiere diventino una leva politica per il Paese».
«La Lombardia si presenta a Vinitaly in forma smagliante (+11,6%)», ha sottolineato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia. «Voglio dire il mio “BRAVI” ai nostri produttori, alle nostre imprese, alle nostre aziende».
Su 1,46 milioni di ettolitri di vino prodotto in Lombardia lo scorso anno, ben 1,30 milioni di ettolitri ha il marchio Docg, Doc o Igt. «La Lombardia - ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - è la prima Regione agricola italiana e la seconda in Europa. E i nostri vini raccontano la storia di questa bellissima terra nel mondo, la creatività e l’operosità dei lombardi».
«I dati sulla vendemmia 2013, poi - ha proseguito Maroni - ci dicono che a crescere è soprattutto la produzione di qualità con +2,5% di ettari rivendicati Docg, Doc e Igt e +17,6% di ettolitri a denominazione di qualità. Merito di professionisti qualificati, imprenditori capaci di innovare, spesso giovani, che credono nella Lombardia e investono in Lombardia. La Regione intende sostenerli il più possibile, per fare apprezzare il nostro vino e promuovere il nostro territorio nel mondo, anche in occasione di Expo 2015».
«Stiamo facendo cose concrete per sostenere il comparto - ha sottolineato il governatore lombardo - con quasi 1 milione di finanziamenti. I temi di Expo sono coerenti con la vocazione produttiva della Lombardia e dobbiamo fare in modo che chi arriverà nel 2015 si innamori della nostra regione. Attraverso la rete delle Camere di commercio siamo pronti a raccogliere e sostenere le iniziative che vanno in questa direzione che è quella della qualità, le altre non ci interessano».
«Per dimostrare che puntiamo sempre più in alto - ha concluso Maroni - l’anno prossimo vi do appuntamento nella nuova sede, che sarà non più al 30° ma al 39° piano!».
Export, boom in Qatar e Nuova Zelanda
La partita con l’estero si gioca, infatti, su due fronti. Da un lato l’export: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Canada e Giappone restano i mercati principali quanto a fatturato. I dati Istat elaborati da Unioncamere Lombardia evidenziano anche una forte crescita di nuovi mercati quali Qatar (+268,6%), Nuova Zelanda (+124,1%), Messico (+59,6%), Corea del Sud (+54,2%) ed Emirati Arabi Uniti (+53,3%).
Dall’altro Expo 2015, «un’occasione irripetibile - ha ricordato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia - per il comparto vitivinicolo lombardo. I nostri vini saranno gli ambasciatori deIla produzione italiana agli occhi dei tanti visitatori stranieri che verranno a Milano per l’Expo e per i quali la Lombardia sarà la porta d’ingresso nel nostro Paese».
«I successi sui mercati internazionali - ha proseguito Bettoni - dimostrano che la Lombardia non ha nulla da invidiare alle più rinomate regioni vinicole del mondo. Il consumatore oggi vuole soprattutto qualità: grazie agli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo il sistema vitivinicolo lombardo ha raggiunto il top, sia per quanto riguarda la qualità sia per quanto riguarda la varietà. E questo microcosmo di offerta completa fa della Lombardia la regione con la maggior possibilità di scelta in Italia».

Un microcosmo con una varietà unica
La diversità di ambienti, di clima e terroir, tra laghi, colline e montagne, fa infatti della Lombardia una realtà unica. Nella quale la nobiltà degli spumanti metodo classico di Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese, convive con lo spessore dei rossi di montagna della Valtellina, l’eleganza dei bianchi di Lugana, la vivacità del Lambrusco Mantovano, la raffinatezza di un passito di nicchia quale il Moscato di Scanzo e la freschezza delle piccole produzioni delle Terre Lariane e delle colline di San Colombano.
Proprio questo microcosmo sarà protagonista nella Collettiva Lombarda, prima per numero di espositori e detentrice del record di presenze nell’edizione 2013 del Vinitaly, quando dei 148mila visitatori complessivi registrati in fiera oltre 80mila fecero tappa al secondo piano del Palaexpo. Con 8.500 metri quadrati di spazio occupato, oltre 4mila dei quali allestiti, 200 aziende vitivinicole presenti e oltre mille vini a Denominazione di qualità in degustazione, la Collettiva Lombarda proporrà ai visitatori un’offerta al top sia in termini di livello qualitativo sia in termini di varietà.
Vocazione alla qualità
D’altra parte, la riprova della forte vocazione alla qualità dei vini lombardi è anche nei numeri: pur rappresentando appena il 3% della produzione nazionale, la Lombardia concorre per l’8% alle Denominazioni di qualità italiane. Sommando le 5 Docg, le 22 Doc e le 15 Igt, sono infatti 42 le denominazioni lombarde.
«La qualità della Lombardia - ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava - è notevolmente cresciuta negli ultimi 20 anni. La sfida dei viticoltori lombardi sarà quella di crescere ulteriormente sul fronte dell’export, aumentato dell’11,6% nel 2013”.
«La Regione Lombardia si sta muovendo in più direzioni - ha proseguito Fava - con un percorso rivolto alle imprese nell’accesso al credito, nell’innovazione attraverso il programma di sviluppo rurale, nella semplificazione burocratica. Dal 2015, in particolare, nell’ambito dell’ocm saranno rese disponibili risorse per circa 10 milioni di euro su provvedimenti specifici legati alla promozione, alla ristrutturazione dei vigneti e al miglioramento delle imprese vitivinicole, con una sensibile attenzione ai due pilastri sui quali si fonda il settore: qualità ed export».
La casa dei consorzi e dei vini lombardi
Un risultato frutto della collaborazione sistematica tra Regione Lombardia, Sistema camerale lombardo e Consorzi di tutela, il cui lavoro congiunto si esprime non solo nella tutela e valorizzazione della qualità, ma anche nella promozione dei prodotti vitivinicoli lombardi.
E proprio in virtù di questa collaborazione il Padiglione Lombardia, realizzato e finanziato congiuntamente in accordo di programma dalla Regione e dalle Camere di Commercio della Lombardia, quest’anno propone alcune ulteriori migliorie rispetto alle edizioni passate, a partire dalle corsie più larghe per garantire maggiore mobilità e comfort ad espositori e visitatori, che ne fannouna tappa irrinunciabile per i visitatori del Vinitaly.
Ad attenderli, oltre ai 200 produttori, anche gli 11 Consorzi di tutela dei vini lombardi: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani (per Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano), Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (per Montenetto, Botticino, San Martino della Battaglia e Cellatica).

Un approccio ecosostenibile: la raccolta dei tappi
Molto ricco il calendario di incontri e degustazioni per buyer, operatori e giornalisti, ai quali quest’anno verrà presentata anche un’importante novità nel segno della sostenibilità ambientale e del sociale. Grazie all’accordo con Amorim Cork Italia, azienda leader nel mercato del sughero, quest’anno tutti i tappi delle bottiglie degustate nel Padiglione Lombardia durante i quattro giorni di Vinitaly verranno raccolti in appositi contenitori presenti negli stand degli espositori.
I tappi raccolti saranno recuperati e destinati al riciclaggio, diventando materiale isolante da utilizzare nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni, e per ogni tappo Amorim verserà un controvalore economico (70 centesimi di euro per ogni chilo raccolto) che verrà destinato a sostenere le attività di “Le Viss”, onlus con sede a Verona che si occupa di assistenza a malati ematologici affetti da leucemia, linfoma e mieloma.
foto: Filippo Nardo Ennevi


