Viaggio nella Vienna enologica nel segno della tradizione e della qualità
Vienna e il suo vino, un binomio vincente ben prima degli Asburgo. La capitale austriaca diventa sempre più meta enologica per veri intenditori. Il segreto? Il rispetto della tradizione, la qualità e... il Danubio
Non siamo affetti da snobismo intellettuale, anzi! Vienna è musica, arte e storia. Ma, lasciatevi sedurre dai suoi dintorni, meno presenti sulle guide turistiche, ma non per questo esenti da piacevoli sorprese.
Tornato da un lungo weekend viennese, mi imbatto nel solito amico sapientone che con aria di sfida mi chiede quali meraviglie abbia visitato della capitale Austriaca. Senza attendere la mia risposta, incomincia l’interrogatorio: Mangiata la Sacher? E subito, istintivamente, dichiaro: Sì! Ma alla pasticceria dell’Hotel Sacher? Sì! E sei stato al Belvedere? Sì! Sia superiore sia inferiore? Sì! E quindi hai potuto osservare anche il famoso bacio di Klimt? Sì! E al Museums Quartier? Sì! E hai ammirato anche i capolavori del maestro Schiele? Sì! E hai visitato anche il Castello di Schönbrunn? Sì! Mangiata la Wiener Schnitzel e come dessert l’Apfelstrudel? Gita sul Danubio? Sì, sì, sì!

E infine, hai assistito ad un concerto di Musica Classica? Sì! E allora hai visto proprio tutto. E no, qui ti sbagli, caro amico mio. Ti dimentichi che l’Austria ha anche una tradizione vinicola da tenere in alta considerazione e, sulle rive del Danubio blu, appena fuori Vienna, sorgono 700 ettari di vigneti. Veramente?, mi domanda stupito. E sì, e qui puoi soggiornare in dei piccoli hotel e assaporare un’ottima Schnitzel Viennese con una zuppa di patate.
Noi ci siamo fermati alla cantina Weininger dove ci ha calorosamente accolto il proprietario, Mr. Fritz Weininger, classe 66 e dall’87 responsabile dell’azienda familiare. La sua parola d’ordine è qualitá ed oggi, con circa 50 ettari tutti coltivati biologicamente, produce tipici vini viennesi di cui una buona percentuale (30%) viene esportata in tutto il mondo.
Ma perché li chiami vini tipici viennesi? Ottima osservazione. Lascia che ti spieghi: mai sentito parlare del viennese Gemischter Satz? Si tratta di un vino plurivarietale (anche fino a 15 varietá!) con regole ben precise. I vigneti hanno condiviso terreno, vendemmia e lavorazione e, se si vuole la denominazione d’origine DAC (Districtus Austriae Controllatus), nessuna delle prime tre principali qualità può superare il 50% e la terza deve avere almeno il 10%. Noi consigliamo tra tutte il Wiener Gemischter Satz 2013 DAC, leggermente speziato al naso e avvolgente in bocca. Il Pinot grigio, col suo 40%, è il direttore d’orchestra di altri 10 vitigni che suonano armoniosamente una sinfonia inaspettata per un uvaggio cosi eterogeneo.
E cosa altro hai degustato? Beh, in Austria, il vino bianco (circa 2/3 dei vigneti) per antonomasia è il Gruner Veltliner. Ma è un vitigno abbastanza camaleontico, dipende molto dal terroir, ne assorbe la personaitá. Per esempio, nel Nussberg (Sud, Sud-Est del Danubio; nella foto sopra), i vigneti, romanticamente affacciati sul fiume, si nutrono di un terreno ricco di gesso e di calcare fossilifero che regala una profonda mineralitá, un tocco piccante e leggermente floreale. Il Grüner Veltliner Nussberg rispecchia queste caratteristiche e aggrada il naso con una palese nuance di frutti esotici e scorza di agrumi. In bocca è vivace, croccantino e con una fresca aciditá. Chiude agile e giocoso sempre con un tocco minerale e speziato.
Interessante, e invece il rosso? Qual è il più famoso? Senza dubbio è lo Zweigelt che rappresenta circa il 40% di tutti i vini rossi. Noi abbiamo degustato l’annata 2011 assemblato con 15% di Merlot e un 15% di Cabernet Sauvignon. Mr. Fritz l’ha battezzato la Wiener Trilogie. Al naso provoca reminiscenze di frutta a bacca rossa, cannella, pepe bianco e rievoca sentori di muschio e foglie bagnate. Arriva goloso in bocca, con la caratteristica ciliegia matura dello Zweigelt intrecciata con tannini sottili. Lo potremmo definire come un vino allegro che può allietare il nostro desco. E lasciami dire che il triangolo austro-francese è perfettamente riuscito.
Quindi me la consigli una visita tra i vitigni viennesi? Assolutamente, caro amico mio, aggiorna il tuo diario di viaggio e inserisci questa golosa tappa tra i must! Le sinfonie enologiche del Sig. Fritz sono degne del miglior Schubert. Ah, quasi dimenticavo, segnati il sito web: www.wieninger.at e... Auf Wiedersehen!
Tornato da un lungo weekend viennese, mi imbatto nel solito amico sapientone che con aria di sfida mi chiede quali meraviglie abbia visitato della capitale Austriaca. Senza attendere la mia risposta, incomincia l’interrogatorio: Mangiata la Sacher? E subito, istintivamente, dichiaro: Sì! Ma alla pasticceria dell’Hotel Sacher? Sì! E sei stato al Belvedere? Sì! Sia superiore sia inferiore? Sì! E quindi hai potuto osservare anche il famoso bacio di Klimt? Sì! E al Museums Quartier? Sì! E hai ammirato anche i capolavori del maestro Schiele? Sì! E hai visitato anche il Castello di Schönbrunn? Sì! Mangiata la Wiener Schnitzel e come dessert l’Apfelstrudel? Gita sul Danubio? Sì, sì, sì!

E infine, hai assistito ad un concerto di Musica Classica? Sì! E allora hai visto proprio tutto. E no, qui ti sbagli, caro amico mio. Ti dimentichi che l’Austria ha anche una tradizione vinicola da tenere in alta considerazione e, sulle rive del Danubio blu, appena fuori Vienna, sorgono 700 ettari di vigneti. Veramente?, mi domanda stupito. E sì, e qui puoi soggiornare in dei piccoli hotel e assaporare un’ottima Schnitzel Viennese con una zuppa di patate.
Noi ci siamo fermati alla cantina Weininger dove ci ha calorosamente accolto il proprietario, Mr. Fritz Weininger, classe 66 e dall’87 responsabile dell’azienda familiare. La sua parola d’ordine è qualitá ed oggi, con circa 50 ettari tutti coltivati biologicamente, produce tipici vini viennesi di cui una buona percentuale (30%) viene esportata in tutto il mondo.
Ma perché li chiami vini tipici viennesi? Ottima osservazione. Lascia che ti spieghi: mai sentito parlare del viennese Gemischter Satz? Si tratta di un vino plurivarietale (anche fino a 15 varietá!) con regole ben precise. I vigneti hanno condiviso terreno, vendemmia e lavorazione e, se si vuole la denominazione d’origine DAC (Districtus Austriae Controllatus), nessuna delle prime tre principali qualità può superare il 50% e la terza deve avere almeno il 10%. Noi consigliamo tra tutte il Wiener Gemischter Satz 2013 DAC, leggermente speziato al naso e avvolgente in bocca. Il Pinot grigio, col suo 40%, è il direttore d’orchestra di altri 10 vitigni che suonano armoniosamente una sinfonia inaspettata per un uvaggio cosi eterogeneo. E cosa altro hai degustato? Beh, in Austria, il vino bianco (circa 2/3 dei vigneti) per antonomasia è il Gruner Veltliner. Ma è un vitigno abbastanza camaleontico, dipende molto dal terroir, ne assorbe la personaitá. Per esempio, nel Nussberg (Sud, Sud-Est del Danubio; nella foto sopra), i vigneti, romanticamente affacciati sul fiume, si nutrono di un terreno ricco di gesso e di calcare fossilifero che regala una profonda mineralitá, un tocco piccante e leggermente floreale. Il Grüner Veltliner Nussberg rispecchia queste caratteristiche e aggrada il naso con una palese nuance di frutti esotici e scorza di agrumi. In bocca è vivace, croccantino e con una fresca aciditá. Chiude agile e giocoso sempre con un tocco minerale e speziato.
Interessante, e invece il rosso? Qual è il più famoso? Senza dubbio è lo Zweigelt che rappresenta circa il 40% di tutti i vini rossi. Noi abbiamo degustato l’annata 2011 assemblato con 15% di Merlot e un 15% di Cabernet Sauvignon. Mr. Fritz l’ha battezzato la Wiener Trilogie. Al naso provoca reminiscenze di frutta a bacca rossa, cannella, pepe bianco e rievoca sentori di muschio e foglie bagnate. Arriva goloso in bocca, con la caratteristica ciliegia matura dello Zweigelt intrecciata con tannini sottili. Lo potremmo definire come un vino allegro che può allietare il nostro desco. E lasciami dire che il triangolo austro-francese è perfettamente riuscito.
Quindi me la consigli una visita tra i vitigni viennesi? Assolutamente, caro amico mio, aggiorna il tuo diario di viaggio e inserisci questa golosa tappa tra i must! Le sinfonie enologiche del Sig. Fritz sono degne del miglior Schubert. Ah, quasi dimenticavo, segnati il sito web: www.wieninger.at e... Auf Wiedersehen!


