Primato "in rosa" per la Doc Bardolino. Una cantina su 3 è gestita da una donna
Il Bardolino festeggia un particolare primato: il 50% delle cantine della Doc ha come titolare o contitolare una donna; il 5,6% delle aziende è formato al 100% da donne; il 72,2% ha tra i suoi occupati almeno una donna
Una cantina su tre nella Doc del Bardolino è gestita da una donna. Se si considerano i contitolari, la percentuale sale addirittura dal 33,3% al 50%. La presenza femminile nella guida delle aziende vinicole della costa orientale del lago di Garda è altissima, ben oltre la media regionale veneta, che si attesta su un più modesto 24%.
Se poi si prendono in esame i collaboratori familiari, figura essenziale nelle piccole e medie aziende del Bardolino, la metà sono donne: anche nelle cantine a conduzione maschile, dunque, il ruolo della donna fondamentale. E, si badi, si parla di un gigante enologico: con i suoi 30 milioni di bottiglie, quella del Bardolino è la quarta zona vinicola del Veneto dopo il sistema Prosecco, la Valpolicella e il Soave ed è l’undicesima in assoluto in Italia.

I dati emergono da un’indagine di filiera sviluppata dal Consorzio di tutela del Bardolino. «Fin qui - dice il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi - si pensava che la nostra fosse una Doc “in rosa” soprattutto perché abbiamo conquistato i pochi anni il ruolo di leader nel mondo dei vini rosati italiani, grazie alla formidabile ascesa del nostro Chiaretto, passato da 5 a 10 milioni di bottiglie, ma ora c’è la netta evidenza di quanto il colore rosa sia consono ad una denominazione che vede le donne così profondamente inserite nel tessuto produttivo».
E comunque, anche il consumo del rosé bardolinese è questione femminile: i dati consortili parlano chiaro e dicono che il 62,8% del Chiaretto è acquistato proprio da donne. Donne che fanno vino per le donne, insomma, nel caso del Bardolino Chiaretto.
Tornando all’indagine di filiera del Bardolino, si rileva che ben il 72,2% delle cantine associate al Consorzio di tutela ha tra i suoi occupati almeno una donna. Il 22,2% delle aziende ha in generale più donne che uomini tra gli occupati. Il 5,6% delle aziende è formato al 100% da donne. Le titolari d'azienda sono soprattutto donne adulte, ossia con un'età superiore ai 40 anni: queste rappresentano, infatti, il 91,7% di tutte le conduttrici di cantine della zona. La categoria degli impiegati è composta esattamente per la metà da femmine, ma in questo caso si tratta per lo più di ragazze (il 60% delle occupate hanno meno di 40 anni).
Se poi il Bardolino e il Chiaretto hanno incominciato a primeggiare anche nei concorsi enologici e nelle guide, lo devono spesso proprio alle produttrici. Per esempio, tutte e tre le medaglie d’oro conquistate dall’Italia all’ultimo Mondial du Rosé, il campionato del mondo dei vini rosati organizzato a Cannes dagli enologi francesi, maestri nel settore, sono arrivate dalle ragazze del Chiaretto: due medaglie per le sorelle Claudia e Giulia Benazzoli, l’altra medaglia alle sorelle Elena e Federica Zeni, che sovrintendono all’azienda di famiglia con il fratello.
I “tre bicchieri” del Gambero Rosso il Bardolino li deve a Matilde Poggi, titolare dell’azienda agricola Le Fraghe e tra l’altro anche presidente della Federazione italiana dei vignaioli indipendenti. Ed è il Bardolino di Giovanna Tantini ad aver ottenuto quest’anno l’eccellenza della guida de L’Espresso.
Il presente (e il futuro) del Bardolino è davvero rosa. E sarà domenica 16 marzo, subito dopo la festa della donna, che a Lazise, sulla riva veronese del Garda, sarà possibile incontrare le donne del Bardolino: in programma c’è l’Anteprima dell’annata 2013 (180 vini in libera degustazione alla Dogana Veneta).
Se poi si prendono in esame i collaboratori familiari, figura essenziale nelle piccole e medie aziende del Bardolino, la metà sono donne: anche nelle cantine a conduzione maschile, dunque, il ruolo della donna fondamentale. E, si badi, si parla di un gigante enologico: con i suoi 30 milioni di bottiglie, quella del Bardolino è la quarta zona vinicola del Veneto dopo il sistema Prosecco, la Valpolicella e il Soave ed è l’undicesima in assoluto in Italia.

I dati emergono da un’indagine di filiera sviluppata dal Consorzio di tutela del Bardolino. «Fin qui - dice il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi - si pensava che la nostra fosse una Doc “in rosa” soprattutto perché abbiamo conquistato i pochi anni il ruolo di leader nel mondo dei vini rosati italiani, grazie alla formidabile ascesa del nostro Chiaretto, passato da 5 a 10 milioni di bottiglie, ma ora c’è la netta evidenza di quanto il colore rosa sia consono ad una denominazione che vede le donne così profondamente inserite nel tessuto produttivo».
E comunque, anche il consumo del rosé bardolinese è questione femminile: i dati consortili parlano chiaro e dicono che il 62,8% del Chiaretto è acquistato proprio da donne. Donne che fanno vino per le donne, insomma, nel caso del Bardolino Chiaretto.
Tornando all’indagine di filiera del Bardolino, si rileva che ben il 72,2% delle cantine associate al Consorzio di tutela ha tra i suoi occupati almeno una donna. Il 22,2% delle aziende ha in generale più donne che uomini tra gli occupati. Il 5,6% delle aziende è formato al 100% da donne. Le titolari d'azienda sono soprattutto donne adulte, ossia con un'età superiore ai 40 anni: queste rappresentano, infatti, il 91,7% di tutte le conduttrici di cantine della zona. La categoria degli impiegati è composta esattamente per la metà da femmine, ma in questo caso si tratta per lo più di ragazze (il 60% delle occupate hanno meno di 40 anni).
Se poi il Bardolino e il Chiaretto hanno incominciato a primeggiare anche nei concorsi enologici e nelle guide, lo devono spesso proprio alle produttrici. Per esempio, tutte e tre le medaglie d’oro conquistate dall’Italia all’ultimo Mondial du Rosé, il campionato del mondo dei vini rosati organizzato a Cannes dagli enologi francesi, maestri nel settore, sono arrivate dalle ragazze del Chiaretto: due medaglie per le sorelle Claudia e Giulia Benazzoli, l’altra medaglia alle sorelle Elena e Federica Zeni, che sovrintendono all’azienda di famiglia con il fratello.
I “tre bicchieri” del Gambero Rosso il Bardolino li deve a Matilde Poggi, titolare dell’azienda agricola Le Fraghe e tra l’altro anche presidente della Federazione italiana dei vignaioli indipendenti. Ed è il Bardolino di Giovanna Tantini ad aver ottenuto quest’anno l’eccellenza della guida de L’Espresso.
Il presente (e il futuro) del Bardolino è davvero rosa. E sarà domenica 16 marzo, subito dopo la festa della donna, che a Lazise, sulla riva veronese del Garda, sarà possibile incontrare le donne del Bardolino: in programma c’è l’Anteprima dell’annata 2013 (180 vini in libera degustazione alla Dogana Veneta).

