Con la pubblicazione del primo manuale di sostenibilità, Magis diventa anche una piattaforma di formazione permanente per ridare centralità ad alcune figure chiave nell’economia delle aziende produttrici di vino di qualità come quella dell’agronomo. Il programma Magis nato nel 2009 per iniziativa di Bayer CropScience con la partecipazione attiva di esponenti dell’università, centri di ricerca, associazioni ed aziende produttrici con lo scopo di rendere il vino italiano sempre più compatibile e sostenibile è diventato un protocollo seguito da oltre 200 aziende.

Tutto inizia con l’agricoltura di precisione, dove ogni intervento viene misurato, controllato e tracciato, questo significa adeguare gli interventi agronomici in funzione dei fabbisogni del vigneto. Con il lavoro congiunto del comitato tecnico-scientifico presieduto da Attilio Scienza dell’università di Milano è stato definito un protocollo di sostenibilità delle lavorazioni nel rispetto dell’ambiente ed in linea con le normative italiane ed europee in costante divenire; viene, infatti, aggiornato dal comitato tecnico-scientifico con le novità via via fornite dalla ricerca e dall’esperienza delle migliori aziende e dei migliori enologi italiani.



Per definire queste regole sono state approfondite tutte le fasi di gestione del vigneto che compongono i cinque capitoli del “Manuale di sostenibilità Magis: strumento per la viticoltura italiana” presentato in occasione della 111ª Fiera Agricola di Verona. I temi toccati vanno dalla conduzione agronomica del vigneto, all’uso degli agrofarmaci intesi come movimentazione e non come scelta, al controllo delle avversità della vite sia per quanto riguarda i funghi che gli insetti, alla gestione delle attrezzature intesa come taratura delle macchine irroratrici che effettuano i trattamenti fitosanitari e per ultimo qualità e sicurezza.

Per ogni capitolo vengono ancora presentate delle sezioni specifiche con i criteri di intervento, di valutazione utilizzati dall’ente certificatore, di monitoraggio, di controllo e di rating. Tutte le informazioni sono raccolte su una piattaforma gestionale accessibile via web che implementa una banca dati da utilizzare per ulteriori approfondimenti e ricerche. I vini ottenuti seguendo il protocollo Magis sono certificati da un ente di certificazione indipendente, la norvegese DNV Business Assurance, uno dei più importanti attori a livello mondiale e potranno portare il logo Magis sulla bottiglia.

Le prime certificazioni sono state conferite nel novembre scorso alle prime 20 aziende vitivinicole che hanno seguito il percorso dal campo al bicchiere. Prossimi obiettivi saranno portare l’innovazione in cantina con un protocollo dedicato, lo studio della biodiversità. La sostenibilità economica e quella sociale saranno gli altri due importanti traguardi.