La zona di produzione
La zona di produzione del Barbaresco si estende per l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione "San Rocco" già facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba, ricadenti sotto la provincia di Cuneo. Barbaresco, che dà il nome a questo vino, è un paese in provincia di Cuneo bagnato dal fiume Tanaro.



Il vitigno
Esclusivamente Uve di Nebbiolo, nelle sottovarietà Lampia, Rosè e Michet. Il Nebbiolo è considerato il più nobile vitigno d'Italia ed è così denominato da una parte perchè le zone nelle quali è coltivato sono avvolte nelle nebbie autunnali, dall'altra per l'aspetto degli acini, ricoperti da una leggera pruina biancastra. A base di uva Nebbiolo si produce anche il famoso Barolo.

Caratteristiche
Il Barbaresco ha caratteristiche simili a quelle del Barolo, ma al suo confronto è ritenuto un vino meno austero, meno tannico e meno imponente, d'altra parte più "gentile" e raffinato.
  • Aspetto: Rosso granato con riflessi di arancione.
  • Profumo: Il profumo caratteristico del Barbaresco è etereo, gradevole, intenso, con squisito retrogusto di violetta o rosa. Con l'invecchiamento si aggiungono sentori più complessi di terra, erbe, tartufo e liquirizia.
  • Gusto: Il gusto è asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato e armonico.
  • Gradazione alcolica: Gradazione alcolica minima complessiva di 12,5°.
  • Età ottimale: Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botti di rovere o di castagno. Il Barbaresco sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a quattro anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione "riserva".
  • Calice e servizio: Per servire utilizzare un bicchiere panciuto ed ampio. Temperatura di degustazione ideale compresa tra 18°-20°C, stappando la bottiglia una o due ore prima di servire.
  • Abbinamento con i cibi: È considerato tra i migliori vini italiani da arrosto, ma si accompagna bene anche a selvaggina, pollame, brasati e formaggi stagionati o piccanti. Il Barbaresco si abbina bene a primi piatti ricchi e potenti, a base di tartufo bianco e funghi porcini.

Cenni storici
Nella storia Barbaresco, già ai tempi dell'impero romano, era un punto strategicamente importante, posto in cima ad una collina, ottima zona di osservazione e sicuro rifugio da attacchi dei nemici. Proprietario del castello e delle vigne circostanti divenne, dopo varie successioni, un enologo d'indiscusso valore, Domizio Cavazza. Il rigore tecnico e scientifico di Cavazza, direttore della Scuola Enologica di Alba a fine 1800, ha dato il via alla valorizzazione del vino Barbaresco, un vino che deriva dal vitigno Nebbiolo.