La raffinata location di Palazzo Parigi, nel cuore di Milano, ha fatto da sfondo alla presentazione ufficiale dello Champagne Cuvée William Deutz 2002. L’anteprima nazionale è avvenuta alla presenza di Fabrice Rosset, presidente e direttore generale della Maison Deutz, Caterina Boerci e Federico Boerci, rispettivamente presidente e amministratore delegato di D&C, distributore in Italia degli Champagne della Maison.

da sinistra: Caterina Boerci, Fabrice Rosset e Federico Boerci
Nella foto, da sinistra: Caterina Boerci, Fabrice Rosset e Federico Boerci

La Maison Deutz è una tra le storiche cantine della Champagne che fin dall’anno della sua fondazione, il 1838, propone Champagne particolari unendo finezza, vinosità e generosità. La Cuvée William Deutz 2002 che coniuga con grazia e rotondità le finezze dei tre vitigni della Champagne - Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Meunier - ha deliziato i palati dei partecipanti alla degustazione milanese, che hanno potuto vivere in prima persona un’esperienza esclusiva grazie a questo prestigioso Champagne.

«Sono lieto di aver lanciato la Cuvée William Deutz 2002 - ha dichiarato Fabrice Rosset - in occasione della nuova partnership tra D&C e la nostra Maison».

Una passione che dura da oltre 170 anni
La Maison Champagne Deutz è stata fondata nel 1838 ad Aÿ, dove si ritiene esistano i più vecchi e famosi vigneti della Champagne, da William Deutz e Pierre-Hubert Geldermann, negozianti di vini entrambi originari di Aix-la-Chapelle. Si dotarono di vigne di prima qualità e divennero produttori. Unirono le loro competenze tecniche, la conoscenza del mercato e la voglia di riuscire per creare una grande Maison.

Quando, alla fine del 1860, René Deutz e Alfred Geldermann ereditano l’azienda dei loro padri, la Maison prospera e conosce uno sviluppo importante anche all’estero, in particolare in Inghilterra, Germania e Russia. Durante il Secondo Impero, Champagne Deutz si colloca tra le più grandi case produttrici di Champagne e, nel 1882, diventa uno dei membri fondatori del Syndicat des Grandes Marques (Sindacato delle Grandi Marche).

Nel 1906 la terza generazione di eredi assume la direzione della Maison, e si trova ad affrontare grandi difficoltà, in particolare gli scontri con i vignaioli nel 1911, che danneggiarono le infrastrutture, i vigneti e il magazzino, la crisi del ‘29 e la depressione degli anni ’30 durante la quale la produzione annuale della Maison scende a 80mila bottiglie, una cifra inferiore a quella dei periodi più bui della Prima Guerra Mondiale.



Dopo un periodo di ripresa, nel 1938 è Jean Lallier, pronipote dei Fondatori, ad assumere la direzione e nel giugno 1940 l’esercito tedesco occupa la Champagne. Sono tempi duri, ma la filosofia della Maison rimane intatta: realizzare una miscela armoniosa e riconoscibile, in modo che tutti i vini che portano l’etichetta Champagne Deutz possano vantare la qualità e lo stile della Maison.

A questo punto della sua storia, Champagne Deutz necessita di un approvvigionamento regolare di uve che siano all’altezza delle sue ambizioni. Poco a poco, appezzamento per appezzamento, la Maison acquista terre in alcune delle migliori zone della Champagne: Le Mesnil-sur-Oger, Bisseuil, Pierry. Nel 1972, il figlio di Jean Lallier, André, ereditando una Maison ormai solida e affermata, ne diventa presidente e amministratore delegato.

Oggi con la stessa passione di una volta
Nel 1996, Louis Roederer diventa il principale azionista di Champagne Deutz e Fabrice Rosset assume il comando dell’azienda in qualità di presidente e direttore generale. Pur proseguendo il lavoro compiuto dai suoi predecessori, Fabrice Rosset porta avanti una politica di ricerca della qualità senza compromessi, nel rispetto dello stile Deutz: esclusivamente Grands Crus e Premiers Crus. Procede anche alla modernizzazione dell’apparato produttivo. Dal 1996, il totale degli investimenti ammonta a più di 10 milioni di euro.

Nell’autunno 2010 la Maison è stata dotata di torchi nuovi così da raggiungere una capacità di 9mila ettolitri di vinificazione e di 3,5 milioni di bottiglie nelle cantine d’invecchiamento. L’obiettivo è «proseguire lo sviluppo della Maison, ma con realismo», come ama precisare Fabrice Rosset, che mira a raggiungere 2,5 milioni di bottiglie nei prossimi 5 anni mantenendo lo stile e l’eleganza degli Champagne, nel più puro stile Deutz.