La migliore produzione vitivinicola dei Colli Euganei è stata presentata a Roma, in otto enoteche, con due giornate di “Vulcaniche Emozioni”, un vasto programma di degustazioni, laboratori sensoriali e approfondimenti alla presenza dei produttori. Otto enoteche della capitale - Baccano, Giansanti, Il Vino del '99, la Salsamenteria Monti Parioli, Trimani, Uve e Forme, Vini, Vizi e Virtù e Pallotti - hanno ospitato la manifestazione organizzata da Athenaeum e da Immedia in collaborazione col Consorzio Vini Doc Colli Euganei e con la Camera di Commercio di Padova.



Conclusione in grande stile nelle Sale del gusto de Il Palazzetto dell'Hassler, con vista su Trinità de' Monti. È stata un'occasione rara, per gli eno-appassionati romani, per poter conoscere una gamma di etichette rappresentative dei Colli Euganei, detti per la loro bellezza “isole fiorite” o più semplicemente “le colline di Venezia”. Dalla sommità del Monte Gemola, infatti, nelle giornate limpide si può scorgere il campanile di San Marco.

Oltre al vino più famoso, il Fior d'arancio Docg nelle versioni secco, spumante dolce e passito, considerato quasi un portabandiera del territorio, sono state offerte in degustazione etichette frutto delle numerose varietà che prosperano nelle colline dei Colli Euganei, un affascinante comprensorio inserito all'interno di un parco regionale. Tra queste il Glera che qui viene usato per il Serprino, un vino frizzante, piacevole e con intensi sentori di frutti e piccoli fiori bianchi, il Cabernet sauvignon, il Cabernet franc, il Carmenere, vitigno raro che si trova quasi esclusivamente nei Colli Euganei o in Cile, e il Raboso veronese per la Doc Colli Euganei Rosso, vino di corpo con sentori di frutti rossi, spezie, liquirizia e tannini ben equilibrati.

Ma su tutti donina il Moscato Giallo per la produzione del Fior d’Arancio Docg nelle versioni secco, spumante dolce e passito Doc: un trionfo di sentori citrini, naturalmente zagara, frutta candita e miele. Le tante varietà, autoctone e internazionali, prosperano grazie ad un buon equilibrio pedoclimatico, al territorio vulcanico che dona mineralità e profumi e alla vicinanza del mare.

Insieme a Fabrizio Russo di Athenaeum, per illustrare le caratteristiche di una produzione d'eccellenza, meno conosciuta di quella dei Colli Berici ma di grande potenzialità, sono venuti a Roma il vice presidente del Consorzio, Raffaele Cristofanon, e la responsabile per la promozione, Lisa Chilese. L'area vitata della Doc Colli Euganei conta 3mila ettari sui 19 di tutto il territorio, per un totale di circa 9 milioni di bottiglie, ma - come ha detto Cristofanon - il potenziale produttivo potrebbe anche toccare i 25 milioni. Attualmente sono circa 400 i produttori di uve, ma solo un centinaio con etichette proprie.

«Il nostro per ora è un mercato di nicchia - ha dichiarato Cristofanon - ma ci incoraggia il successo crescente del Fior d'arancio. Abbiamo anche delle rarità da valorizzare, come il Carmenere. Tra i nostri progetti, anche l'istituzione di un Museo del Vino presso la sede del Consorzio che ospiterà i numerosi i reperti dei primi insediamenti umani».

Queste le cantine presenti alle “Vulcaniche emozioni” capitoline: Bacco e Arianna, Borin Vino&Vigne, Ca' del Colle, Ca' Ferri, Ca' Lustra, Cantiba Colli Euganei, Il Mottolo, Montegrande, San Nazario, Tenuta Gambalonga, Veronese, Vignalta, Vigna Roda Vigne al Colle e Villa Sceriman.

In abbinamento ai vini sono state offerte in degustazione le specialità dell'agroalimentare locale, tra cui i salumi, l'olio extravergine e i dolci della pasticceria Giotto, il Consorzio sociale del Carcere di Padova. Uno dei panettoni più apprezzati è fatto con uvetta macerata nel Fior d'arancio. Eletta “Migliore pasticceria del 2013” nel referendum del gastronauta Davide Paolini - come ha spiegato il giornalista Eugenio Andreatta - il laboratorio dell'arte dolce è solo uno dei progetti di lavoro realizzati nella struttura carceraria.

La storia dei vitivinicoltura nei Colli Euganei è interessante, praticata da sempre, dai romani fino ai mercanti veneziani che nel Medioevo introdussero vitigni da luoghi lontani. Sembra certo che a portare a fine Ottocento dalla Francia le due tipologie di Cabernet furono i Conti Corinaldi, anche se negli ultimi anni gli studi hanno dimostrato che molte delle vigne di Cabernet franc erano in realtà vigne di Carmenere. Anche il Moscato, sia bianco che giallo ha una storia controversa, ma la più accreditata è quella che sostiene che siano stati i mercanti veneziani a portarli nei loro possedimenti di villeggiatura.

da sinistra: Fabrizio Russo, Lisa Chilese, Raffaele Cristofanon, Eugenio Andreatta
Nella foto, da sinistra: Fabrizio Russo, Lisa Chilese, Raffaele Cristofanon, Eugenio Andreatta

Oggi il Consorzio ha realizzato progetti di zonazione per meglio orientare i produttori ad ottenere dalle uve il massimo risultato. I Colli Euganei hanno anche grandi potenzialità turistiche, con le tante residenze nobiliari, le antiche strutture monastiche e un'eccezionale biodiversità. Il clima mite favorisce la crescita di 1.400 piante mediterranee come il fico d’india nano. Grazie all'attività vulcanica di 35 milioni di anni fa, benefiche acque calde partono dai 2mila metri delle Prealpi e dopo un lungo percorso si arricchiscono di sostanze minerali, riaffiorando in questa zona a 87 gradi.

Abano, Montegrotto, Galzignano e Battaglia formano così il polo termale più grande d’Europa. «Sorgono isolati come scogli nel mare»: così il geologo inglese John Strange, intorno al 1770, raccontava i Colli Euganei. Colpisce ancora oggi questo svettare improvviso, sul mare piatto della pianura Padana. Le forme coniche ne svelano immediatamente l’origine vulcanica. Se ne innamorò anche il Petrarca che ad Arquà, uno dei Borghi più belli d'Italia, si fece costruire una villa circondata da vigne e olivi che curava personalmente.