Sequenze di Dna e analisi di laboratorio per valorizzare il Moscato di Scanzo
Il ministero delle Politiche agricole ha finanziato un progetto per valorizzare il Moscato di Scanzo; 2 linee clonali del Dna del vitigno saranno moltiplicate e messe a disposizione dei viticoltori del Consorzio nel 2015

Nel corso del 2013 ha conseguito ulteriori importanti progressi il progetto di collaborazione tra il Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo Docg e il Cirive-Centro interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in viticoltura ed enologia dell’università di Milano. L’obiettivo è la caratterizzazione e valorizzazione del vitigno Moscato di Scanzo.
È stato completato il sequenziamento del Dna del Moscato di Scanzo nell’ambito di un progetto finanziato dal ministero delle Politiche agricole. Sulla base del sequenziamento è ora possibile mettere in luce le specificità genetiche del vitigno, in comparazione con numerosi altri vitigni autoctoni e studiarne quindi in modo efficace la risposta in termini di potenziale qualitativo delle uve al variare delle condizioni ambientali e colturali. Nel corso del 2014 l’analisi della sequenza sarà completata con gli strumenti della bioinformatica.
«Sono inoltre proseguite - afferma la presidente del Consorzio, Angelica Cuni (nella foto) - le attività di selezione clonale del Moscato di Scanzo nell’ambito del progetto finanziato dalla direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia. Le 23 linee clonali raccolte presso i campi di selezione e omologazione clonale del polo regionale di Riccagioia (Pavia) sono state tenute sotto osservazione in relazione allo stato sanitario e alle prestazioni produttive e qualitative, anche attraverso la micro-vinificazione delle uve. Due linee clonali saranno presto iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite. Le linee clonali saranno moltiplicate e messe a disposizione dei viticoltori del Consorzio nella primavera 2015, per realizzare vigneti sperimentali policlonali capaci di esprimere un maggiore potenziale enologico rispetto ai vigneti monoclonali o realizzati con materiali standard».È stata infine completata la caratterizzazione dei profili compositivi delle molecole aromatiche (aromi liberi) e dei loro precursori glicosilati (aromi legati) del Moscato di Scanzo per gascromatografia-spettrometria di massa (Gc-Ms), previa separazione dei composti mediante microestrazione in fase solida (Spme).
Su tale base sono state elaborate e verranno sperimentate nel 2014 le più opportune tecniche per la gestione della vinificazione al fine di esaltare le peculiarità aromatiche del vitigno. Sono state anche raccolte ulteriori prove documentali comprovanti l’antichità e l’autoctonia dell’origine del Moscato di Scanzo. Di tutto questo si parlerà nella pubblica assemblea che è convocata per mercoledì 5 febbraio ore 20.00, nella sala consiliare del comune di Scanzorosciate (Bg).


