Che la Cantina di Terlano si posizioni tra i produttori di vertice a livello nazionale è cosa nota. E se guardiamo, in particolare, alla gamma bianchista, mi spingo ad affermare che in termini di pacchetto complessivo quest’azienda non teme rivali. La dimostrazione pratica del concetto si è avuta nel corso del Terlan SensEvent 2013, cena per un centinaio di fortunati che ha visto officiare assieme 3 chef bistellati Michelin di estrazione molto diversa. Gli artefici di questo spettacolo sensoriale sono stati Pino Cuttaia (ristorante “La Madia” di Agrigento), uno dei grandi della cucina italiana, Ronald J. Gentile (ristorante “Chez Dominique” di Helsinki), che ha presentato la gastronomia purista finlandese, e il numero uno della cucina altoatesina Norbert Niederkofler (ristorante “St. Hubertus” di San Cassiano).

Difficile riassumere in poche righe i virtuosismi di una performance a 6 mani scandita in 9 portate con 7 vini in abbinamento e resa ancor più eccitante dalla semi oscurità scesa ad un certo punto nella cantina scavata nel porfido per stimolare ancora di più la concentrazione su piatti e bicchieri. Stringo allora il racconto sul mio personale poker d’assi, ovvero le 4 etichette che avvalorano la mia tesi sul primato bianchista della Cantina di Terlano. Nova Domus Terlaner Riserva 2005 e Rarità Chardonnay 1995 (magico l’abbinamento di quest’ultimo con l’Arancino di riso su ragù di triglia, signature-dish di Pino Cuttaia) hanno declinato con estrema efficacia il tema della longevità, sul quale quest’azienda ha costruito la sua meritata fama.

La trama della première pleinitude (per vini comunque destinati a durare) è stata sviluppata nell’annata 2010 con il Sauvignon Quarz e il Pinot Bianco Vorberg Riserva (abbinato con la Parmigiana del giorno dopo dell’ispiratissimo Pino Cuttaia). E proprio sul Vorberg, letteralmente regalato ai prezzi medi reperibili allo scaffale (intorno ai 15 euro), azzardo un pronostico: non mi stupirei di vederlo fra i più celebrati smart-buy nell’incrocio fra i punteggi delle Guide che scopriremo prossimamente. Sfoggia una bella luminosità aromatica floreale, di frutta tropicale, nocciola tostata. Succo e volume sono al servizio di una magnifica dinamica gustativa. Chiude in piena spinta su note agrumate. Uno splendore.


Cantina Terlano
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