Bolgheri Sassicaia Tenuta San Guido. Un vino oltre l’autoctono
Bolgheri Sassicaia 2009 della Tenuta San Guido è uno dei rossi più premiati lo scorso anno in base all’incrocio dei premi delle guide del settore. Vino-culto italiano per antonomasia, che coniuga sostanza e bevibilità
Reduci dalle finali di Buttrio ci si interroga, nel gruppo di ViniBuoni d’Italia (l’annuario cui collaboro come coordinatore regionale per Toscana ed Umbria), sull’opportunità di un’apertura della guida verso il mondo del “non autoctono”. Un tabù, per la verità, infranto sin dall’edizione 2012, che ha visto il debutto della sezione Perlage Italia. Una finestra sulla produzione spumantistica italiana che ha sdoganato varietà come Chardonnay e Pinot Nero, tuttora bandite nel resto della pubblicazione, valorizzando distretti imprescindibili per ogni appassionato come Franciacorta e Trento, solo per fare i due esempi più eclatanti. Si è forse pagato un prezzo per questo “tradimento” verso i lettori? Si direbbe di no visto che, con l’edizione 2013, Vinibuoni ha registrato un’ulteriore crescita per vendite in libreria tra le “bibbie enologiche”. Un falso problema, per quanto mi riguarda. Dirò di più. Come ho affermato recentemente in sede di presentazione della guida a Montefalco, gli “altri vini”, quelli da cultivar internazionali in purezza e blend maggioritario o minoritario che sia con gli autoctoni, rappresentano un benchmark costante nel protocollo di assaggio del gruppo di lavoro che presiedo.
E ci mancherebbe altro in regioni dove Cabernet Sauvignon e simili hanno portato e portano un contributo fondamentale per storicità di presenza e picchi qualitativi di eccellenza. Il punto è un altro. Meglio un “tutto autoctono” dalla confezione enologica ineccepibile, ma dall’incerta riconducibilità territoriale o un taglio di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc dal carattere fortemente identitario? Personalmente non avrei dubbi se il vino in questione fosse il Bolgheri Sassicaia 2009 della Tenuta San Guido, di Bolgheri (Li), non a caso uno dei rossi più premiati lo scorso anno in base all’incrocio dei premi delle guide.
Siamo di fronte al vino-culto italiano per antonomasia, un mito lungo oltre quarant’anni (il debutto data 1968) che non si smentisce. Vero cavallo di razza, capace come pochi di maritare complessità ed eleganza, sostanza e bevibilità. Al palato si sviluppa con un crescendo trascinante grazie alla filigrana del tannino. Il chiaroscuro acido ne rilancia il sorso, che è golosità mediterranea allo stato puro. Alle corte, autenticamente bolgherese. Non meriterebbe la corona ad honorem?
Tenuta San Guido
Loc. Capanne, 27 - 57022 Bolgheri (Li)
Tel 0565 762003
info@tenutasanguido.com


