Jacarando, bollicine rosate dal cuore delle terre irpine
Cantine San Paolo, realtà irpina di Magistravini, incastonata nel cuore profondo del territorio della Docg Greco di Tufo produce eccellenze degne di nota, tra queste il rosé Jacarando da uve aglianico in purezza
Nell’ambito del cluster Magistravini già scrivemmo lo scorsa estate a seguito di meditata visita alle loro realtà vitivinicole pugliesi. La scorsa settimana abbiamo visitato la loro realtà irpina: Cantine San Paolo.Location tra le più vocate alla vitivinicoltura nell’ambito di un territorio gagliardo e generoso quale l’Irpinia è nella sua complessità. La cantina si situa poco a monte di Tufo, giammai casualmente il paesino che si è reso famoso nel mondo enoico per come obbligatoriamente concorre all’eponima Docg del Greco; il Greco di Tufo Docg, appunto.
Già alti, qui gli sbalzi di temperatura tra il dì e la notte, non poco concorrono alla pregevolezza aromatica dei grandi vini.
Il patron è Claudio Quarta; la figlia Alessandra validamente lo coadiuva. Il wine maker è il bravissimo e talentuoso Vincenzo Mercurio. Ne sortiscono grandi vini.
Le tre Docg irpine, innanzitutto: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi. E poi una creatura che sa vestire di rosa senza mai assumere indolenza civettuola. Nasce da uve aglianico al 100%. È Jacarando, un nome che gerundio non è.
È bollicina.
Grande il perlage; intrigante, giammai ruffiano, un sentore di mela che si svela in progressione. Un ordito agrumato che piace.
Messe di premi, come ampiamente merita.
Gli abbinamenti. Prego, si cominci con il proporre. Si scoprirebbe lietamente, ex-post che potrebbe abbinarsi egregiamente a tante proposte. Sì. Per poi gioiosamente scoprire che, calice dopo calice, e che la compagnia meriti, è vino che sa stare benissimo da solo. Osiamo? Osiamo: si abbina con... senza niente!


