ROMA - «Il nostro comparto è un elemento vitale del sistema Paese, in grado di fungere da traino del made in Italy anche in mercati fino ad oggi meno esplorati, ma per affrontare l’attuale fase di contrazione economica e dei consumi è assolutamente necessario creare una mentalità di squadra affinché si agisca in rete e si mettano in atto politiche espansive comuni. Questo è il messaggio di oggi». Lo ha detto il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia (nella foto), aprendo a Palazzo Rospigliosi l’assemblea generale 2013 della federazione a cui fanno capo produttori, esportatori ed importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti ed affini.

Lamberto Vallarino Gancia e Diana Bracco

Sulla grande opportunità di rilancio per l’Italia, rappresentata dall’Expo 2015, è intervenuta la presidente di Expo 2015 Spa, Diana Bracco (nella foto), che è anche commissario generale del Padiglione Italia. Il primo studio nazionale sulla filiera vino presentato nell’occasione mostra come il settore sia stato in grado di generare un valore aggiunto di 13,2 miliardi di euro - pari allo 0,83% del nostro Pil - e occupare circa 1 milione 200mila addetti, pari al 5,1 della forza lavoro totale. Significativo anche il livello delle entrate fiscali e contributive: 8,5 miliardi pari all’1,3% del totale italiano. La filiera che contribuisce di più è quella del vino (4,9 miliardi), seguita da quella degli spiriti che con le accise sulla produzione ne versa 3,5. Imposte e contributi della filiera dell’aceto ammontano a 141 milioni.

Molte tuttavia le criticità ancora da affrontare, sollevate nel dibattito tra gli esponenti del mondo politico intervenuti all’assemblea e gli imprenditori aderenti a Federvino che è l’unico organismo in Europa che rappresenta e promuove le imprese del settore. I numerosi interventi sono stati introdotti dal vice direttore del Tg1, Gennaro Sangiuliano. Positivi e incoraggianti i dati dell’export di vini e mosti: nel 2012 4,8 miliardi di euro (+6,7% rispetto all’anno precedente) mentre nel settore acquaviti di vino e di vinaccia si è ridotta la quantità ma c’è stato un sensibile incremento (+18%) in termini di valore. Buona anche la performance della grappa.

«Per la prima volta - ha detto Vallarino Gancia - nel mondo nel comparto vino la richiesta è superiore alla produzione e quest’anno è cominciato particolarmente bene sui mercati internazionali. Su questi dobbiamo continuare a seminare: è una strada obbligata. Ci copiano, piace il nostro stile, l’uva e il vino fanno parte di una cultura che ci appartiene. Ci preoccupano però l’imminente aumento dell’Iva - il mercato non sarebbe in gradi assorbirla - e ci pesano ancora molto burocrazia e inadeguatezza dei servizi. Per dare più opportunità alle nostre imprese dobbiamo intensificare il lavoro di squadra che già facciamo, dobbiamo abolire i particolarismi per essere un’entità forte e competitiva».

Una prima opportunità offerta da mercati esteri di nuove ed enormi potenzialità saranno i prossimi campionati del mondo di calcio che si giocheranno l’anno prossimo in Brasile ma soprattutto l’Expo 2015 di Milano. «Sarà il vero primo grande evento del dopo-crisi - ha detto la presidente Diana Bracco - un eccezionale volano anticiclico di sviluppo economico e di occupazione. Inoltre promuovendo la nostra immagine ai milioni di visitatori che verranno incrementeremo il nostro settore turistico. Abbiamo il più alto numero di prodotti certificati in Europa e il vino è uno degli elementi centrali della nostra identità. Troverà una vetrina d’eccellenza nel Padiglione Italia che sarà anche un crocevia di delegazioni. Già 28 i Paesi che saranno presenti. L’Expo è un’occasione cruciale che non avremo più per molto tempo.Del resto il premier Letta, come primo atto del suo governo, è venuto a Milano».

Un’intesa con l’Expo impegna da tempo il ministero dell’Ambiente a rilasciare al cibo e al vino una certificazione ambientale, che figurerà in etichetta, sull’entità di emissioni dannose per l’atmosfera (carbon footprint). Lo studio su base nazionale presentato conferma un’ulteriore contrazione del mercato interno dovuto alle nuove abitudini del consumatore che beve meno ma meglio. Anche le campagne che invitano al consumo responsabile, specialmente quelle rivolte ai giovani, hanno avuto effetto ma - ha ammonito Vallarino Gancia - vanno banditi i messaggi mediatici negativi che demonizzano e frenano ulteriormente i consumi. In direzione contraria sono andate le azioni promozionali grazie ai fondi previsti dalla Ocm vino e dal piano di azione nazionale.

«Ma attenzione - ha detto ancora il presidente di Federvini - accanto a queste risorse devono essercene altre investite direttamente dai produttori ed è opportuno per i prossimi anni avviare delle riflessioni su come gestire la futura immagine dei nostri prodotti al’estero cogliendo anche tutte le opportunità che ci offrono le iniziative di altri settori».