Bollicine italiane e Moscato wine festival. A Torino si festeggia e si medita
Nell’elegante salone delle feste dell’Hotel Principi di Piemonte, Go Wine ha rinnovato il consueto appuntamento annuale dedicato alle bollicine e ai vini da meditazione. Per la prima volta ospite il Moscato di Scanzo
TORINO - L’elegante salone delle feste dell’Hotel Principi di Piemonte, a Torino, ha dato il benvenuto all’ estate con un evento, promosso dall’associazione Go Wine, intitolato “Per festeggiare e per meditare: le bollicine italiane e il Moscato wine festival”, che ha visto il matrimonio tra moscati di diverse regioni italiane ma anche passiti che incontrano sempre più i favori del pubblico degli appassionati dei vini di qualità e degli eno-turisti.

Per la prima volta ospite della manifestazione uno dei vini più antichi d’ Italia, prodotto dal vitigno autoctono del Moscato Nero, da cui si ottiene un passito di nicchia, raro e prezioso, apprezzato da sempre per la sua ricercatezza. Un vino intenso, dal colore rosso rubino carico, estremamente profumato e dal sapore gradevole e dolce, che lo rende ideale per accompagnare formaggi erborinati ma anche la pasticceria secca.
Un vino di nicchia, si diceva, che oltre ad essere la più piccola Docg italiana, ha una zona di produzione limitata ad una porzione del comune di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, dove la superficie vitata non supera i 31 ettari. La produzione si aggira sulle 50mila bottiglie, vendute principalmente in Italia, la maggior parte come regalo, visto il prezzo, ma giustificato dalla lunga lavorazione e dall’invecchiamento minimo di 2 anni. Ultimamente, dicono al Consorzio, nato proprio per valorizzare e far conoscere questo vino, lo si trova anche al ristorante per una degustazione al bicchiere. I produttori aderenti attualmente sono una ventina, di cui 10 rappresentati a Torino.
Al Moscato Festival di Torino erano presenti produttori, botteghe del vino, aziende e poi selezioni del Moscato d’Asti 2012 e del moscato di altre regioni, sino a Pantelleria. Una presenza che vuol rappresentare la fiducia nella ripresa del settore che negli ultimi mesi è nuovamente in crisi a causa anche dell’eccessiva produzione.


Per la prima volta ospite della manifestazione uno dei vini più antichi d’ Italia, prodotto dal vitigno autoctono del Moscato Nero, da cui si ottiene un passito di nicchia, raro e prezioso, apprezzato da sempre per la sua ricercatezza. Un vino intenso, dal colore rosso rubino carico, estremamente profumato e dal sapore gradevole e dolce, che lo rende ideale per accompagnare formaggi erborinati ma anche la pasticceria secca.
Un vino di nicchia, si diceva, che oltre ad essere la più piccola Docg italiana, ha una zona di produzione limitata ad una porzione del comune di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, dove la superficie vitata non supera i 31 ettari. La produzione si aggira sulle 50mila bottiglie, vendute principalmente in Italia, la maggior parte come regalo, visto il prezzo, ma giustificato dalla lunga lavorazione e dall’invecchiamento minimo di 2 anni. Ultimamente, dicono al Consorzio, nato proprio per valorizzare e far conoscere questo vino, lo si trova anche al ristorante per una degustazione al bicchiere. I produttori aderenti attualmente sono una ventina, di cui 10 rappresentati a Torino.
Al Moscato Festival di Torino erano presenti produttori, botteghe del vino, aziende e poi selezioni del Moscato d’Asti 2012 e del moscato di altre regioni, sino a Pantelleria. Una presenza che vuol rappresentare la fiducia nella ripresa del settore che negli ultimi mesi è nuovamente in crisi a causa anche dell’eccessiva produzione.



