Carlo ZadraAll’età di 76 anni, si è spento serenamente, sabato pomeriggio, l’8 giugno scorso, nella sua abitazione di Grumello del Monte (Bg), l’enologo Carlo Zadra (nella foto), senza ombra di dubbio uno dei “papà” della moderna vinificazione in Bergamasca, in particolare per quanto riguarda lo spumante metodo classico e il Valcalepio Rosso. Fu lui a fare le prime sperimentazioni di unione tra i vini ricavati dai vitigni Cabernet Sauvignon e Merlot, sperimentazioni che diedero esiti positivi tali da portare il Valcalepio alla Doc nel 1976. I funerali si svolgeranno domani, martedì 11 giugno, ore 10.30, partendo dalla sua abitazione.

Colpito da ictus nel 1986, aveva dovuto rallentare l’attività e da circa quattro anni era costretto sulla sedia a rotelle.  Le sue condizioni sono andate peggiorando nell’ultima settimana, nonostante le mille attenzioni dei medici curanti, della moglie Celestina, sua grande collaboratrice, dei figli Carlamaria, insegnante di inglese, Roberto, titolare di una enoteca-trattoria a Grumello del Monte e Paolo, enologo anche lui, libero professionista e direttore della Cantina San Martino di Pontida.

Nato a Tres in Val di Non, Carlo Zadra arrivò a Bergamo, per la precisione a San Paolo d’Argon, come primo enologo della Cantina sociale bergamasca appena costituita. Era stato l’agronomo Bruno Marengoni a cercare in Trentino un giovane e bravo enologo uscito dalla Scuola enologica di Conegliano. Prima di arrivare in Bergamasca, Zadra aveva lavorato per due anni in una cantina di Mezzocorona, sempre in Trentino. La sua esperienza alla Cantina di San Paolo d’Argon durò cinque anni ma fu determinante per la definizione del disciplinare del Valcalepio, in particolare quello rosso. Durante quei cinque anni ci fu anche il matrimonio con Celestina, la ragazza che aveva lasciato in Val di Non e che sposò nel 1962 nel santuario di San Romedio, appunto in Val di Non. Carlo portò poi la sua Celestina in Bergamasca e da qui non si mossero più.

Dopo cinque anni alla Cantina sociale, Carlo Zadra passò a coprire il ruolo di enologo e direttore all’azienda Castello di Grumello, dove ha lavorato e risieduto sino al 1996, prima di trasferirsi nella cascina ristrutturata che aveva acquistato.

L’enologo Zadra va ricordato anche per le prime sperimentazioni in Bergamasca (insieme ad altre due aziende come Il Calepino e Medolago Albani) per la produzione dello spumante metodo Classico (l’equivalente dello Champagne), usando basi spumante di provenienza trentina e proseguendo la lavorazione a Grumello. Contento del suo prodotto, volle dargli il suo nome e cognome: nacque così il Carlo Zadra Brut, per anni (tra il 1980 e il 1990) sinonimo del bere bene a Bergamo e non solo. Oggi se ne occupa il figlio Paolo, che - conferma - il vino continuerà ad essere prodotto ed a chiamarsi Carlo Zadra, anche se nel frattempo la concorrenza è molto aumentata.