Svelati i Grand Cru 2013 I 30 vini più ricercati d’Italia
I “Grand Cru d’Italia 2013” secondo la classifica di Gelardini&Romani Wine Auction sono stati presentati a Roma da Luca Martini, miglior sommelier del mondo Wsa-Ais. Trenta le etichette in lista (27 nell’edizione 2009)
Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi, Masseto, Barolo Riserva Monfortino Giacomo Conterno, Amarone Romano Dal Forno, Barolo Riserva Le Rocche del Falletto Bruno Giacosa, Amarone Giuseppe Quintarelli, Sassicaia, Montepulciano d’Abruzzo Valentini, Barbaresco Riserva Bruno Giacxosa, Brunello di Montalcino Riserva Soldera. Questa la top ten della classificazione dei “Grand Cru d’Italia 2013”, presentata a Roma da Flaviano Gelardini e Raimondo Romani della “Gelardini&Romani Wine Auction”, leader mondiale nella vendita all’asta di vini pregiati italiani.
A mettere queste nobili etichette sul podio è stato il mercato, perché la catalogazione è stata guidata da due criteri: i maggiori livelli di prezzo e la minore percentuale di lotti invenduti. Alla presentazione, al ristorante romano Romeo Chef and Baker, a Luca Martini (nella foto), miglior sommelier del mondo Wsa-Ais, è stato affidato il compito di presentare quattro delle 30 etichette della lista: il Barbaresco Riserva Produttori di Barbaresco 2005,il Brunello Castelgiocondo Riserva 2001, il Paleo Le Macchile 2001 e il Montepulciano d’Abruzzo Valentini 1993. Difficile una valutazione di etichette tanto prestigiose contese dai collezionisti, ma la filosofia della Gelardini&Romani si basa su parametri precisi che le pone in 5 fasce: oltre 300 euro (le prime tre) e a seguire quelle tra 200 e 300, tra 150 e 200, tra 100 e 150 e infine tra 50 e 100.
«Classificare le etichette secondo il mercato - ha detto Raimondo Romani - è l’unico metro oggettivo. Solo il prezzo è utile a determinare quali siano le etichette che realmente riscuotono il maggior interesse. Il nostro metodo ricalca quello utilizzato per la classificazione dei Grand Cru di Bordeaux, voluto da Napoleone III in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, in base al prezzo pagato dai mercanti inglesi. Un metodo ancora valido, 150 anni dopo, perché questo è l’unico metro oggettivo non contestabile. Riteniamo in base alla nostra esperienza che in Italia manchi questo tipo di classificazione perché le denominazioni indicano una tipicità, ma non una qualità che può essere eccelsa quanto mediocre».
Con questa nuova classifica dei Grand Cru giunta dopo quattro anni di monitoraggio del mercato, sostengono Gelardini&Romani, «non è nostra intenzione promuovere l’ennesima guida sui vini, né vogliamo ergerci a giudici del vino italiano. La nostra è una casa d’aste e vogliamo far incontrare domanda e offerta. Indichiamo quali etichette hanno una reale richiesta e quelle su cui puntare».
Chi avesse acquistato etichette secondo la classifica 2009 - è stato sostenuto - vedrebbe oggi il suo capitale rivalutato di circa il 40%. La serata romana ha avuto anche un significato celebrativo della società, costituita dieci anni fa tra Gelardini e Romani senza che nessuno desse loro credito, come hanno voluto precisare. La riscossa dei vini italiani da collezione nel grande e promettente mercato asiatico , il primo al mondo per i “fine wines” ha avuto una spinta significativa nel 2011 proprio con la loro prima asta di soli vini italiani a Hong Kong. Da allora - è stato detto - la percentuale di lotti di etichette italiane nei cataloghi di tutte le case d’asta internazionali è salita dal 3 a 20%. A curare l’approccio emozionale dei grandi vini, come testimonial, è Luca Martini, incoronato a Londra come migliore del mondo dal Worldwide Sommelier Association Championship 2013.

«La nostra mission - ha detto Martini - è quella di vendere e di rappresentare nel mondo il migliore Made in Italy: il vino, ma anche il cibo e il life style. Questi vini sono delle perle enologiche, dei pezzi di storia, ma ognuno può trovarvi delle sensazioni o delle qualità diverse indipendente dalla classifica. Quindi la personalità di ognuno di questi vini può essere percepita in modo diverso. Nel bicchiere c’è tutto: il territorio dove nasce, e il sole, i racconti della vita. Questo è il motivo per cui il mercato internazionale li compra, che dopo anni sono ancora freschi, vivi, con il frutto non mascherato dall’evoluzione».
Luca Martini, aretino, ha 33 anni e una grande esperienza conseguita soprattutto in cinque anni londinesi. Proprio Londra a marzo gli ha assegnato la vittoria di miglior Sommelier del mondo su 28 concorrenti di 21 Paesi, dopo una finalissima a tre disputata al Park Lane Sheraton con un altro italiano, Dennis Metz, e il francese Jonatan Fillion, classificati a pari merito. Dopo l'estate ci sarà una grande asta di vini a Hong Kong (dove la società svolge il 90% della sua attività) che sarà preceduta da un road show nelle principali città cinesi. Prossimo appuntamento italiano la tradizionale asta natalizia di dicembre dei Grand Cru d’Italia en primeur.
I 30 Grand Cru d'Italia 2013
I FASCIA - OLTRE € 300
? Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi
? Masseto Tenuta dell’Ornellaia
? Barolo Riserva Monfortino G. Conterno
II FASCIA - € 200 / € 300
? Amarone Dal Forno
? Barolo Riserva Rocche del Falletto B. Giacosa
? Rediga? Tua Rita
? Amarone Quintarelli
III FASCIA - € 150 / € 200
? Sassicaia Tenuta San Guido
? Montepulciano d’Abruzzo Valentini
? Barbaresco Riserva B. Giacosa
? Brunello di Montalcino Riserva Soldera
? Messorio Le Macchiole
IV FASCIA - € 100 / € 150
? Barolo Brunate Voerzio
? Sperss Gaja
? Barolo Riserva Granbussia A. Conterno
? Solaia Antinori
? Barolo Cascina Francia G. Conterno
? Ornellaia Tenuta dell’Ornellaia
? Barolo Cannubi Boschis Sandrone
? Barbaresco Gaja
V FASCIA - € 50 / € 100
? L’Apparita Castello di Ama
? Brunello di Montalcino Riserva Madonna del Piano Valdicava
? Le Pergole Torte Montevertine
? Brunello di Montalcino Riserva Frescobaldi
? Tignanello Antinori
? Flaccianello Fontodi
? Sa?redi Le Pupille
? Oreno Sette Ponti
? Paleo Le Macchiole
? Barbaresco Riserva Produttori del Barbaresco
A mettere queste nobili etichette sul podio è stato il mercato, perché la catalogazione è stata guidata da due criteri: i maggiori livelli di prezzo e la minore percentuale di lotti invenduti. Alla presentazione, al ristorante romano Romeo Chef and Baker, a Luca Martini (nella foto), miglior sommelier del mondo Wsa-Ais, è stato affidato il compito di presentare quattro delle 30 etichette della lista: il Barbaresco Riserva Produttori di Barbaresco 2005,il Brunello Castelgiocondo Riserva 2001, il Paleo Le Macchile 2001 e il Montepulciano d’Abruzzo Valentini 1993. Difficile una valutazione di etichette tanto prestigiose contese dai collezionisti, ma la filosofia della Gelardini&Romani si basa su parametri precisi che le pone in 5 fasce: oltre 300 euro (le prime tre) e a seguire quelle tra 200 e 300, tra 150 e 200, tra 100 e 150 e infine tra 50 e 100.«Classificare le etichette secondo il mercato - ha detto Raimondo Romani - è l’unico metro oggettivo. Solo il prezzo è utile a determinare quali siano le etichette che realmente riscuotono il maggior interesse. Il nostro metodo ricalca quello utilizzato per la classificazione dei Grand Cru di Bordeaux, voluto da Napoleone III in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, in base al prezzo pagato dai mercanti inglesi. Un metodo ancora valido, 150 anni dopo, perché questo è l’unico metro oggettivo non contestabile. Riteniamo in base alla nostra esperienza che in Italia manchi questo tipo di classificazione perché le denominazioni indicano una tipicità, ma non una qualità che può essere eccelsa quanto mediocre».
Con questa nuova classifica dei Grand Cru giunta dopo quattro anni di monitoraggio del mercato, sostengono Gelardini&Romani, «non è nostra intenzione promuovere l’ennesima guida sui vini, né vogliamo ergerci a giudici del vino italiano. La nostra è una casa d’aste e vogliamo far incontrare domanda e offerta. Indichiamo quali etichette hanno una reale richiesta e quelle su cui puntare».
Chi avesse acquistato etichette secondo la classifica 2009 - è stato sostenuto - vedrebbe oggi il suo capitale rivalutato di circa il 40%. La serata romana ha avuto anche un significato celebrativo della società, costituita dieci anni fa tra Gelardini e Romani senza che nessuno desse loro credito, come hanno voluto precisare. La riscossa dei vini italiani da collezione nel grande e promettente mercato asiatico , il primo al mondo per i “fine wines” ha avuto una spinta significativa nel 2011 proprio con la loro prima asta di soli vini italiani a Hong Kong. Da allora - è stato detto - la percentuale di lotti di etichette italiane nei cataloghi di tutte le case d’asta internazionali è salita dal 3 a 20%. A curare l’approccio emozionale dei grandi vini, come testimonial, è Luca Martini, incoronato a Londra come migliore del mondo dal Worldwide Sommelier Association Championship 2013.

«La nostra mission - ha detto Martini - è quella di vendere e di rappresentare nel mondo il migliore Made in Italy: il vino, ma anche il cibo e il life style. Questi vini sono delle perle enologiche, dei pezzi di storia, ma ognuno può trovarvi delle sensazioni o delle qualità diverse indipendente dalla classifica. Quindi la personalità di ognuno di questi vini può essere percepita in modo diverso. Nel bicchiere c’è tutto: il territorio dove nasce, e il sole, i racconti della vita. Questo è il motivo per cui il mercato internazionale li compra, che dopo anni sono ancora freschi, vivi, con il frutto non mascherato dall’evoluzione».
Luca Martini, aretino, ha 33 anni e una grande esperienza conseguita soprattutto in cinque anni londinesi. Proprio Londra a marzo gli ha assegnato la vittoria di miglior Sommelier del mondo su 28 concorrenti di 21 Paesi, dopo una finalissima a tre disputata al Park Lane Sheraton con un altro italiano, Dennis Metz, e il francese Jonatan Fillion, classificati a pari merito. Dopo l'estate ci sarà una grande asta di vini a Hong Kong (dove la società svolge il 90% della sua attività) che sarà preceduta da un road show nelle principali città cinesi. Prossimo appuntamento italiano la tradizionale asta natalizia di dicembre dei Grand Cru d’Italia en primeur.
I 30 Grand Cru d'Italia 2013
I FASCIA - OLTRE € 300
? Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi
? Masseto Tenuta dell’Ornellaia
? Barolo Riserva Monfortino G. Conterno
II FASCIA - € 200 / € 300
? Amarone Dal Forno
? Barolo Riserva Rocche del Falletto B. Giacosa
? Rediga? Tua Rita
? Amarone Quintarelli
III FASCIA - € 150 / € 200
? Sassicaia Tenuta San Guido
? Montepulciano d’Abruzzo Valentini
? Barbaresco Riserva B. Giacosa
? Brunello di Montalcino Riserva Soldera
? Messorio Le Macchiole
IV FASCIA - € 100 / € 150
? Barolo Brunate Voerzio
? Sperss Gaja
? Barolo Riserva Granbussia A. Conterno
? Solaia Antinori
? Barolo Cascina Francia G. Conterno
? Ornellaia Tenuta dell’Ornellaia
? Barolo Cannubi Boschis Sandrone
? Barbaresco Gaja
V FASCIA - € 50 / € 100
? L’Apparita Castello di Ama
? Brunello di Montalcino Riserva Madonna del Piano Valdicava
? Le Pergole Torte Montevertine
? Brunello di Montalcino Riserva Frescobaldi
? Tignanello Antinori
? Flaccianello Fontodi
? Sa?redi Le Pupille
? Oreno Sette Ponti
? Paleo Le Macchiole
? Barbaresco Riserva Produttori del Barbaresco


