Quanti anni può durare, senza guastarsi, un buon Franciacorta Docg? Dieci, venti, trenta? Nessuno lo può sapere con certezza, perché molto dipende dalla qualità del vino e dalle modalità di conservazione. Certo è che i Franciacorta dell’azienda Villa di Monticelli Brusati (Bs), conservati per anni nelle antiche cantine, denotano ad ogni “verticale” una vitalità incredibile. Conferma si è avuta anche nell’ultima occasione in ordine di tempo: la Maison Villa ha messo in degustazione verticale dieci annate del Franciacorta Satèn Millesimato, annate tra il 1996 e il 2009. Principesca, come sempre, l’accoglienza e l’ospitalità di Roberta e Paolo Pizziol (nella foto, al centro).

Il Satèn è, senza dubbio, uno dei prodotti simbolo dell’azienda Villa che da sempre fa del rispetto per la natura e per la tradizione un elemento cardine della propria filosofia aziendale. Quello di casa Villa è certamente il Satèn che maggiormente rappresenta questa tipologia in tutto il panorama franciacortino. Ottenuto da uve Chardonnay 100% attraverso una vendemmia piuttosto anticipata che permette di ottenere un prodotto di giusta gradazione e acidità, preservandone al massimo i profumi floreali e fruttati, il Satèn Villa al palato si presenta avvolgente, suadente e setoso, grazie al sapiente equilibrio tra il perlage di rara finezza, corpo e aromaticità in grado di esaltare l’elegante struttura.

Il Satèn rappresenta circa un quarto del business dell’azienda Villa, che produce ogni anno circa 250 mila bottiglie di Franciacorta Docg. La filosofia Villa poggia su alcuni principi ben saldi: lavorazione solo delle uve proprie; produzione solo di Millesimati; sboccatura minimo a quattro anni dalla vendemmia. L’annata del Satèn 2009 andrà infatti in vendita in questa estate 2013.

Corrado Cugnasco ed Ermes Vianelli, rispettivamente enologo e responsabile della produzione, a cui è affidata la cura dell’intera filiera produttiva, dal vigneto alla cantina, hanno illustrato il percorso evolutivo che ha caratterizzato le diverse vendemmie negli anni di riferimento. La degustazione tecnica è stata guidata da Nicola Bonera (nella foto, a destra), miglior sommelier d’Italia nel 2010, esperto conoscitore del territorio franciacortino, e dal triestino Dennis Metz (nella foto, a sinistra), miglior sommelier d’Italia in carica e vincitore dell’ultimo Premio Franciacorta, dopo una combattuta finale, svoltasi nel mese di dicembre a Milano.

Nato per sostituire il termine “cremant” proibitoci dai Francesi, “Satèn” è diventato simbolo di un bere più morbido e delicato, che piace sempre più, visto che la produzione di questa tipologia è in aumento.

da sinistra: Dennis Metz, Paolo Pizziol e Nicola Bonera

Quanto alla conservazione, la “verticale” ha dimostrato che i Satèn di Villa possono durare molto a lungo. Non solo. È dimostrato che più rimangono a fermentare sui lieviti, più tardi si fa la sboccatura, più il vino ne guadagna. Lo ha dimostrato l’annata 2001: in degustazione verticale è stata giudicata eccellente la sboccatura dell’ottobre 2004; lo stesso vino, con uve selezionate, sboccato nel giugno 2006, cioè 20 mesi dopo, ha dato nuove sensazioni di incredibile freschezza. La struttura dei Franciacorta Villa - insomma - è una garanzia di durata nel tempo.

«L’età di un vino, la data di sboccatura di un Franciacorta - hanno concluso i due sommelier campioni - non è da vedere come un segno di decadimento ma come un valore aggiunto, una fase di evoluzione, di maturazione del vino, che diventa più complesso e dà sempre nuove sensazioni». Tutto questo non varrà certo per tutti, ma per la produzione Villa senz’altro sì.