Terredora dedica il Premio di Vinitaly all’Irpinia e a Lucio Mastroberardino
L’azienda irpina dedica l’importante riconoscimento del Premio Internazionale Vinitaly alla terra nella quale affonda le proprie radici e all’impegno e passione che Lucio Mastroberardino ha speso in tutta la sua vita
«Il Premio Internazionale Vinitaly 2013 ci riempie di orgoglio e ci stimola a proseguire il percorso che abbiamo intrapreso ormai da anni. È un riconoscimento - hanno dichiarato Daniela e Paolo Mastroberardino (nella foto, a sinistra e al centro, accanto al ministro delle Politiche agricole Mario Catania), comproprietari di Terredora con il padre Walter - che vogliamo dedicare all’Irpinia, una terra nella quale affondano le nostre radici e con la quale è completamente intrecciata la storia della nostra famiglia. Perché per noi il vino è un patrimonio familiare, la passione che anima tutti noi è proprio quella di dare voce ad un territorio straordinario attraverso i frutti delle vigne. L’amore silenzioso ed operoso che ha sempre caratterizzato anche il lavoro di nostro fratello Lucio. Siamo fieri allora che nelle motivazioni del premio sia stato ricordato proprio il suo impegno. Che iniziava in vigna ed in cantina per poter realizzare vini eccellenti che profumassero d’Irpinia e che proseguiva, poi, in tutto il mondo dove promuoveva, attraverso il vino, l’Italia».

«Ringraziamo allora Veronafiere - hanno proseguito - convinti che il nostro settore abbia bisogno ancora di molto impegno, di molta passione, di molta attenzione alla qualità e di uno sguardo fiducioso proiettato al futuro. Con queste motivazioni Terredora continuerà a lavorare e a portare in giro per il mondo Aglianico, Greco di Tufo, Fiano e Falanghina rigorosamente ed orgogliosamente figli d’Irpinia».

«Ringraziamo allora Veronafiere - hanno proseguito - convinti che il nostro settore abbia bisogno ancora di molto impegno, di molta passione, di molta attenzione alla qualità e di uno sguardo fiducioso proiettato al futuro. Con queste motivazioni Terredora continuerà a lavorare e a portare in giro per il mondo Aglianico, Greco di Tufo, Fiano e Falanghina rigorosamente ed orgogliosamente figli d’Irpinia».


