Nanotecnologia al servizio del vino. L’idea “spaziale” di Torreggiani
In Franciacorta, il gruppo Torreggiani ha realizzato una particolare bottiglia per proteggere i vini, che sfrutta le particelle di nanoceramica rendendo il materiale più resistente e migliorando la conservazione del vino
La tecnologia è quella utilizzata dalla Nasa per realizzare le piastrelle che rivestivano lo Shuttle. In Franciacorta, il gruppo Torreggiani ha realizzato una particolare bottiglia per proteggere i propri vini. L’idea del titolare Michele Torreggiani è quella di affidarsi a materiali alternativi per la conservazione e il miglioramento qualitativo dei vini. Da qui l’idea di trattare con particelle di nanoceramica una bottiglia di vetro che diventa in grado di sopportare shock termici, di non far passare la luce del sole e di conservare meglio il vino. Sia per le spedizioni via nave, sulla terra. Sia per quelle via astronave, nello spazio per poter far bere il vino agli astronauti delle basi lunari. Questa idea innovativa è stata presentanta al Vinitaly da Torreggiani, gruppo vitivinicolo fondato nel 1408. Le bottiglie vengono trattate in nanoceramica, grazie alla collaborazione con “Hncf” (Hard-nano-ceramic-finishing), aumentando alcune qualità del vetro trattandolo con materiali utilizzati nel settore aerospaziale. Tra le innovazioni, un notevole isolamento della bottiglia ai raggi Uva e Uvb, una fortissima resistenza termica, ottima per la spedizione delle bottiglie in Paesi con forti escursioni di temperatura, come la Russia in inverno o gli Emirati Arabi in estate, l’aumento della durezza della superficie, il tutto offrendo una gradevole ed innovativo aspetto cromatico. Le bottiglie vengono trattate con le stesse tecnologie utilizzate per i rivestimenti delle navicelle Space Shuttle, o delle sonde spaziali, cioè sottoposte a miniaturizzazione di particelle (nanoparticelle) metallo-ceramiche in ambiente sterile ed amorfo, rendendo le caratteristiche superficiali molto più performanti rispetto alle condizioni base originali.
«Grazie alle nuove nanotecnologie siamo in grado di superare molti degli inconvenienti, cui oggi è soggetto il vino», spiega Michele Torreggiani. «Questo consente un mantenimento a livello ottimale per un periodo notevolmente più lungo e mantenendone la qualità, anche in ambienti meno favorevoli». Ma non solo. «A questo si aggiunge la possibilità, da parte di Torreggiani, di personalizzare la bottiglia e il contenuto. In questo modo la bottiglia stessa funge da doppio veicolo di comunicazione sul panorama internazionale».
Torreggiani, azienda di ben 605 anni, è stata riconosciuta da Unioncamere nazionale come la 14ª azienda più antica d’Italia.

